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Bper acquisterà più filiali da Intesa-Ubi, l’operazione potrebbe partire a luglio

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Bper Banca acquisterà più filiali dalla nuova entità risultante dalla fusione tra Intesa e Ubi Banca. L’indiscrezione che serpeggiava nei corridoi della finanza nei giorni scorsi ha avuto la conferma ufficiale. L’istituto emiliano ha firmato un accordo integrativo con Intesa Sanpaolo, che prevede un aumento del numero di filiali che verranno acquistate e una leggera revisione del prezzo di cessione nell’ambito dell’OPS (offerta pubblica di sottoscrizione) su Ubi.

L’accordo integrativo dovrebbe agevolare a questo punto l’ottenimento del via libera dell’intera operazione da parte dell’Antitrust. Stando a quanto riporta la stampa, l’offerta potrebbe a questo punto essere lanciata entro luglio. Entro oggi Intesa dovrebbe presentare, anche sulla base dell’accordo integrativo, nuove informazioni all’autorità Antitrust che dovrebbe chiudere la fase istruttoria del processo autorizzativo entro il 18 giugno.

Cosa prevede l’accordo integrativo: Bper acquisterà 532 filiali
Quanto al nuovo accordo raggiunto, Bper acquisterà 532 filiali a fronte delle 400-500 originariamente indicate, ma meno rispetto alle 100 filiali in più ipotizzate dalla stampa nei giorni scorsi. Il ramo sarà composto da depositi e raccolta indiretta da clientela stimati rispettivamente in circa 29 miliardi di euro e 31 miliardi e da crediti netti stimati in circa 26 miliardi. Le filiali dovrebbero essere collocate prevalentemente al Nord (70% delle masse totali). Inoltre, è previsto che gli impieghi aggiuntivi che verranno acquistati (4,5 miliardi) saranno rappresentati esclusivamente da crediti performing, mentre nel perimetro originario Bper acquistava anche gli NPE esistenti alla data del closing.

Nonostante questo sforzo aggiuntivo Bper ha confermato che il corrispettivo sarà pagato per cassa e finanziato per mezzo dell’aumento di capitale per un importo massimo previsto di 1 miliardo, così come già approvato dall’assemblea lo scorso 22 aprile.

E` inoltre stata concordata una leggera revisione del multiplo a cui vengono valutate le filiali. Il nuovo meccanismo di calcolo del corrispettivo è ora fissato al minore importo tra lo 0,55 volte il valore del Common Equity Tier 1 del ramo e 78% del multiplo implicito riconosciuto da Intesa Sanpaolo per il Common Equity Tier 1 di Ubi. Secondo i calcoli di Equita, il multiplo che verrà riconosciuto da Bper dovrebbe scendere da 0,34 volte a 0,33 volte il common equity Tier1.

“In base ai nostri calcoli – commenta oggi la sim milanese – il prezzo pagato da Bper considerando un acquisto di 532 filiali (rispetto alle 450 che ipotizzate originariamente) dovrebbe aumentare di circa 100 milioni a 582 milioni: l’entità dell’aumento di capitale, che nelle intenzioni del management dovrebbe essere di circa 500 milioni (nell’ambito di una delega fino ad 1 miliardo) dovrebbe secondo noi essere sostanzialmente confermato”.

L’acquisizione delle filiali da parte di Bper, viene precisato, è subordinata al perfezionamento dell’OPS di Intesa su Ubi Banca e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di vigilanza e antitrust. Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore riportava che la Consob potrebbe essere in procinto di approvare il documento di offerta dell’OPS di Intesa Sanpaolo su Ubi già questa settimana dando così il via libera all’offerta che potrebbe partire in pochi giorni per protrarsi per almeno un paio di settimane.

I titoli a Piazza Affari: Bper tra i peggiori del Ftse Mib, si dirige verso i minimi storici
In una seduta avviata in territorio negativo a Piazza Affari, il titolo Bper Banca è tra i peggiori del paniere principale. L’istituto emiliano scivola sul fondo del Ftse Mib con un tonfo del 3,6% in area 2,197 euro. Secondo l’analisi tecnica, il ritorno del titolo sotto 2,22 euro potrebbe innescare accelerazioni al ribasso verso 2,07 e 1,80 euro, i minimi storici toccati lo scorso 22 maggio. C’è da dire però che Bper ha messo a segno un forte rimbalzo dai minimi arrivando fino ai 2,74 euro. Al rialzo, per avere un primo tentativo di recupero servirà il sorpasso di 2,38 euro per aprirsi la strada verso 2,50 e 2,74 euro.
Male anche Intesa Sanpaolo che cede il 2,17% a 1,59 euro, mentre Ubi Banca limita le perdite segnando un -0,48% a 2,68 euro.