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Borsa Usa, JP Morgan intravede correzione, ma ‘niente panico. Outlook bearish non giustificati’

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Una correzione, a Wall Street, potrebbe essere imminente, più vicina di quanto molti temano. A dirlo sono gli analisti di JP Morgan, che hanno stilato un outlook sulla borsa americana, reduce da un ottimo luglio, e appena entrata in un mese, quello di agosto, che di norma non fa parlare molto di sé. E se lo fa, è per la presenza di eventi insoliti che finiscono per sconvolgere gli operatori.
Detto questo, gli sviluppi della pandemia da coronavirus COVID-19 – e di eventuali relativi vaccini – , ancora poco chiari,  potrebbero far sì che il mese di agosto non passi del tutto inosservato.

JP Morgan prevede correzione anche imminente ma consiglia agli investitori di non farsi prendere dal panicoA tal proposito, vale la pena ricordare che lo scorso anno, agosto è stato senza dubbio un mese memorabile, almeno per l’Italia, Piazza Affari e lo spread BTP-Bund, vista la caduta del governo M5S-Lega, e gli scossoni che non sono certo mancati sui mercati).
Sarà così anche quest’anno? Intervistata da MarketWatch Lindsey Bell, responsabile strategist presso Ally Invest, ammette che, “storicamente, agosto è stato caratterizzato da una performance piuttosto pacata…ma stavolta, vista la situazione fluida del coronavirus, l’incertezza sul timing degli stimoli fiscali e i dati economici che versano in una situazione di stallo, agosto potrebbe rivelarsi più turbolento che in passato”.
Un agosto memorabile è stato soprattutto quello del 2015, quando la svalutazione dello yuan cinese si tradusse nell’agosto peggiore in 17 anni: un mese monstre, amplificato anche dalla debolezza dei mercati energetici e da un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, deciso al fine di normalizzare la politica monetaria Usa. Un altro agosto pieno di tumulti fu quello del 1998, che vide protagonista il default della Russia.
Detto questo, tornando alla borsa Usa, si può senz’altro dire che luglio è andato più che bene a Wall Street, con il Dow Jones che ha guadagnato il 2,4%, lo S&P 500 +5,5% e il Nasdaq +6,8%.
Attenzione però a un importante campanello di allarme per Wall Street, rappresentato dall’indice della paura, o anche VIX.
L’indice, che ha chiuso a 24,46 punti l’ultima sessione di luglio di venerdì scorso, continua infatti a viaggiare al di sopra della sua media da 117 giorni,  il periodo più lungo dall’11 gennaio del 2012. (dati di Dow Jones Market Data).
Tornando alla view di JP Morgan, gli strategist del colosso bancario Usa guidati da John Normand credono che alcune date importanti, come quella di giovedì 6 agosto (quando sarà reso noto il report occupazionale Usa) e del prossimo venerdì, 14 agosto, quando sarà il turno del dato relativo alle vendite al dettaglio sempre Usa, potrebbero “deludere le attese del mercato” e scatenare dunque una correzione.
Si parla tuttavia di una correzione modesta. “Alcuni timori sono giustificati, visto il contesto macroeconomico che sta diventando confuso, ma non talmente confuso da giustificare target bearish o una strategia di investimento difensiva”.
Insomma, il rischio di una correzione c’è: ma senza andare nel panico, specifica JP Morgan. Anche perchè, spiegano dalla banca, “una grande correzione (di circa il 10%) sarebbe difficile da realizzarsi, visto che, nel caso della maggioranza degli hedge fund, i posizionamenti sull’azionario sono inferiori alla media”.
Tra l’altro, all’inizio di questo agosto sono ravvisabili “tanti elementi di preoccupazione quanto quelli che invitano alla calma”. Inoltre, è vero che i democratici e i repubblicani Usa non sono riusciti a trovare ancora un compromesso sul piano di stimoli economici anti-COVID da varare per continuare a mettere in sicurezza l’economia americana, ma è altrettanto vero, ricordano gli analisti, che il valore del pacchetto totale sarà di almeno $1 trilione, il che significa che l’economia “continuerà a performare molto al di sopra del suo trend” e che una correzione importante sarà improbabile.
Da segnalare che il pomo della discordia tra le controparti è l’ammontare del sussidio da erogare ai disoccupati, che è scaduto lo scorso venerdì, e che ha avuto finora un valore di 600 dollari la settimana.
La Casa Bianca chiede che il sussidio settimanale sia ridotto a $200, i democratici invece che venga mantenuto a $600 la settimana. Entrambi i partiti sembrerebbero essere d’accordo, invece, su un assegno di stimoli da $1.200 per i lavoratori. JP Morgan è anche molto fiduciosa nell’entità della ripresa economica globale e parla di ciclo globale delle aziende che sta “sorprendendo al rialzo”.