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Bonus ristrutturazione 110%: Fraccaro apre a una importante novità

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Da ieri l’Italia ha una freccia in più al proprio arco con la proposta del Recovery Fund avanzato dalla Commissione europea da complessivi 750 mld e l’Italia dovrebbe aggiudicarsi la fetta più grande della torta: 172,7 miliardi di euro, suddivisi in 81,807 miliardi di aiuti e 90,938 miliardi di prestiti.

Risorse che come già anticipato dai vertici dell’esecutivo potranno veicolare interventi di ampio respiro con riforme e potenziamento degli investimenti con occhio di riguardo allo sviluppo sostenibile. E qui entra in gioco anche una delle misure simbolo del decreto rilancio, il cosiddetto Ecobonus 110%, la maxi-agevolazione fiscale prevista per chi esegue interventi di efficientamento energetico del proprio immobile che permetterà sostanzialmente di ristrutturare a costo zero il proprio immobile in quanto è prevista la possibilità di cedere il credito maturato alle banche o di chiedere lo sconto in fattura all’impresa che realizza i lavori.

La misura sarà in vigore dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ma da ieri già si parla di estensione proprio in virtù dei fondi in arrivo dall’UE. Ad aprire a un prolungamento anche al 2022 è stato l’ideatore dell’incentivo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, nel corso di un webinar dell’Ance dedicato proprio all’Ecobonus 110%. L’Ance, come rimarca oggi il Corriere, ha rimarcato che per far partire l’incentivo bisognerà attendere i decreti attuativi e che lavori di ristrutturazione come quelli contemplati dalla norma richiedono tempi lunghi. Gabriele Buia, presidente dell’Ance, ha chiesto invece che si arrivi al 2023 e si lavori per mettere in campo norme applicative semplici e veloci. L’Ance spinge poi per l’estensione della platea dei beneficiari alle seconde case e agli immobili delle società. Ma su questo punto Fraccaro si è mostrato abbastanza freddo.

L’Ecobonus 110%, stando a quanto previsto dal Decreto Rilancio, è destinato alle persone fisiche e solo per le abitazioni in condominio e per quelle indipendenti ma che siano adibite a prima casa. Il tetto di detraibilità è di 60 mila euro per ogni unità immobiliare indipendente e scende a 30 mila euro per singola unità immobiliare per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti ad elevata efficienza. La misura è stata però pensata soprattutto per i condomini: infatti i 60mila euro per l’isolamento termico e i 30mila euro per le caldaie devono essere moltiplicati per il numero di unità immobiliari. Pertanto per un condominio di venti appartamenti si parlerà di 1,2 mln di euro per il cappotto e 600mila euro per la cadaia e 96 mila euro per i pannelli solari.

I lavori ammessi a godere del superbonus sono gli interventi di coibentazione degli edifici aventi ad oggetto almeno il 25% della superficie esterna. Rientra nei lavori agevolabili anche l’installazione di pannelli fotovoltaici, con l’obbligo però di cessione al Gse dell’energia autoprodotta e non consumata, nel limite di 48 mila euro per unità immobiliare.