Bofa: dal Banco a Mps, ecco come cavalcare le prossime trimestrali
Fonte immagine: iStock
I conti, come i piani industriali, sono sempre un’occasione di investimento o disinvestimento. BofA ha individuato quali banche italiane supereranno le stime del consenso con i conti del quarto trimestre e quali alzeranno il dividendo. Insomma, le occasioni da non perdere per chi vuole allocare un po’ di liquidità. Sul fronte della remunerazione, è in ogni caso, una promozione per tutte.
Lo scenario
Bank of America si aspetta un quarto trimestre del 2025 solido per le banche italiane con un margine di interesse resiliente (+2% trimestre su trimestre) grazie a diversi fattori come depositi più elevati. Le commissioni dovrebbero essere sostenute dalle performance fees. La crescita dei prestiti è vista ancora in territorio positivo con un costo del funding in calo. Alla luce di questo quadro per l’intero settore BofA ha stime sull’utile netto del quarto trimestre del 2025 sopra quelle del consenso per Unicredit e Banco Bpm.
Unicredit
Unicredit (rating buy e target price invariato a 85 euro) dovrebbe registrare nell’ultimo trimestre del 2025 ricavi totali a 6,061 miliardi, oltre la previsione del consenso a 5,963 miliardi, ma stabili rispetto ai 6,006 miliardi dello stesso periodo del 2024. Il margine di interesse arriverà a 3,369 miliardi (-8% anno su anno). L’utile netto è stimato a 1,903 miliardi (+22%), anche in questo caso oltre la stima del consenso a 1,75 miliardi. Il Rote dovrebbe migliorare al 18,2%, non il Cet1 fully loaded al 14,80% (15,86% nel quarto trimestre del 2024). Il dividendo atteso è pari a 3,25 euro per azione.
“Unicredit offre solide prospettive di crescita degli utili: è sulla buona strada per generare 12 miliardi di euro entro il 2027. Inoltre, l’Italia sta vivendo la più grande ondata di M&A degli ultimi circa 20 anni e le opportunità non mancheranno”, afferma BofA.
Banco Bpm
Per Banco Bpm (rating neutral e target price invariato a 13,5 euro) la banca d’affari si aspetta nell’ultimo trimestre del 2025 ricavi totali a 1,478 miliardi di euro, leggermente oltre la previsione del consenso a 1,451 miliardi e in lieve aumento rispetto agli 1,434 miliardi dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 773 milioni (-10% anno su anno). L’utile netto è visto a 410 milioni (+82%), anche in questo caso oltre la stima del consenso a 378 milioni.
Il Rote dovrebbe migliorare al 12,9% (dal 6,6%), non il Cet1 fully loaded al 13,52% (15,05% nel quarto trimestre del 2024). Il dividendo atteso a valere sull’intero esercizio 2025 è pari a 0,98 euro per azione (rendimento del 7,8%).
Mps
La preferita di BofA è Mps (rating buy e target price a 11,5 euro), dopo l’acquisizione di Mediobanca che apporta prodotti chiave nel consumer finance, corporate and investment banking, wealth management e una quota del 13% in Generali. Il piano industriale in arrivo è un fattore catalizzatore.
Guardando ai conti del quarto trimestre, BofA si aspetta ricavi totali a 1,983 miliardi di euro, poco sopra la previsione del consenso a 1,929 miliardi, ma in aumento rispetto ai 996 milioni dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 1,037 miliardi (+76% anno su anno). L’utile netto è visto balzare a 1,39 miliardi (385 milioni nel quarto trimestre del 2024), anche in questo caso oltre la stima del consenso a 1,379 miliardi. Il Rote dovrebbe migliorare al 24,7% (dal 13,4%), non il Cet1 fully loaded al 16,43% (18,20% nel quarto trimestre del 2024). Ci aspettiamo un Rote del 16% e un dividendo in crescita dagli 0,86 euro per azione (rendimento del 9,6%, ndr) previsti per il 2025”, spiega BofA che si attende una cedola in aumento a 0,89 euro per azione e a 0,94 euro per azione.
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo (rating neutral e target price a 6,5 euro) è definita da BofA la “cash cow” del settore perché ha raggiunto lo status di leader del mercato, genera un flusso costante di profitti e un ritorno sugli asset superiore al tasso di crescita del mercato. È il campione nazionale italiano con circa il 90% dei profitti realizzati in casa.
“A nostro avviso, la sfida principale di Ca’ de Sass nel medio termine rimane come esportare il proprio successo fuori dall’Italia. Quindi manteniamo il rating neutral sull’azione e puntiamo sulle rivali Unicredit e Mps”, suggerisce BofA.
In ogni caso anche da Intesa Sanpaolo BofA si aspetta una buona trimestrale; ricavi totali a 6,761 miliardi di euro, poco sotto la previsione del consenso a 6,795 miliardi e in aumento rispetto ai 6,668 miliardi dello stesso periodo del 2024 con un margine di interesse a 3,749 miliardi (-1% anno su anno). L’utile netto è visto a 1,702 miliardi, oltre la stima del consenso a 1,628 miliardi.
Il Rote dovrebbe migliorare al 13,8% (dal 12,3%). Pressoché stabile il Cet1 fully loaded al 13,80% (13,90% nel quarto trimestre del 2024). Il dividendo atteso a valere sull’intero esercizio 2025 è stimato in aumento a 0,40 euro per azione.