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BNP Paribas lancia ben 57 nuovi Bonus Cap su indici e azioni con scadenze a 6 e 12 mesi

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Sono ben 57 i nuovi certificati Bonus Cap che BNP Paribas ha lanciato sul SeDeX di Borsa Italiana, la più numerosa emissione di sempre, che include sia i principali indici europei che le azioni più rilevanti, puntando anche ad una buona diversificazione sia in termini di barriere di protezione che in termini di settori di appartenenza. Per quanto riguarda questi ultimi infatti, BNP Paribas ha puntato non solo sui classici indici italiano ed europeo, Ftse Mib ed Eurostoxx 50 rispettivamente, ma anche e soprattutto sui settoriali: Eurostoxx Banks, Eurostoxx Oil & Gas e Eurostoxx Basis Resouces consentono di investire con una protezione rispettivamente sulle principali aziende a maggiore capitalizzazione in Europa nei settori bancario, energetico e delle materie prime. Ancora più diversificata la lista delle azioni sottostanti l’emissione, che variano dal classico bancario e assicurativo all’energetico, passando per il settore dei trasporti, l’industriale, l’automotive, il farmaceutico e i beni di consumo.
L’aspetto più interessante di questa emissione però, è rappresentata da scadenze rispettivamente a giugno e a dicembre 2021: la nuova gamma di Bonus Cap infatti prevede proposte sia a 6 mesi che a un anno, rispondendo in questo modo alle esigenze degli investitori di protezione e rendimento su un orizzonte temporale di breve periodo. A fronte di scadenze a 6 mesi o a un anno, i nuovi Bonus Cap offrono rendimenti potenziali compresi tra il 5% e il 32%. Una delle caratteristiche di questi certificati è infatti quella di “monetizzare la volatilità”; quando è elevata, come in questo periodo, consente di emettere prodotti con barriere molto profonde, assicurando un “cuscinetto” rispetto a possibili ulteriori discese dei corsi fino al 40%.

I Bonus Cap consentono di ottimizzare il portafoglio rispetto all’investimento diretto in azioni o indici. Inoltre, a scadenza, permettono di ottenere un Bonus se nel corso della vita del certificato il sottostante non ha mai raggiunto un valore pari o inferiore alla barriera continua. Infatti, è possibile guadagnare anche in caso di ribassi moderati delle azioni sottostanti, compresi tra il 60% e l’80% del valore iniziale a seconda del prodotto selezionato.
Se invece si verifica l’evento barriera, a scadenza il certificato non paga il Bonus, ma un importo proporzionato all’effettiva performance del sottostante. In questo caso sono possibili due scenari: l’investimento si può concludere con un ritorno se il valore finale del sottostante è superiore a quello iniziale e il guadagno rimane comunque limitato dal livello del Cap. Si verifica una perdita del capitale investito commisurata alla performance negativa del sottostante, se il valore finale del sottostante stesso è inferiore al valore iniziale.
I certificati Bonus sono rivolti a un investitore che ritiene che una certa azione o un determinato indice azionario possa mantenere nel periodo di vita del certificato un andamento “laterale”, cioè all’interno di un determinato range. In tal caso a scadenza l’investitore guadagna il bonus, ossia ottiene un rendimento prefissato sul proprio investimento. Per queste caratteristiche ricorrono ai Bonus Cap anche risparmiatori provenienti da un mercato obbligazionario dai rendimenti ormai molto risicati, se non addirittura negativi, ma che non si sentono ancora preparati ad investire direttamente nei mercati azionari, caratterizzati da un maggior livello di rischio.

Un esempio, il Bonus Cap su UniCredit

Ad esempio, il Bonus Cap su UniCredit (ISIN: NLBNPIT10PO1) pagherà a scadenza un premio di 113 euro se durante tutta la vita del certificato il titolo si è sempre trovato al di sopra del prezzo barriera (6,3864 euro). Qualora UniCredit tocchi la barriera continua nel corso della vita del certificato, a scadenza l’investitore riceve un importo commisurato alla performance del sottostante. Se tale performance è positiva, il certificato scade e paga il valore nominale (100 euro) più il rendimento di UniCredit (per un valore massimo pari a 13 euro), se invece è negativa ci sarà una conseguente perdita sul capitale investito (100 euro per certificato).
Ancora più di altri certificati, che nascono per essere tenuti fino a scadenza, i Bonus Cap ben si adattano ad essere venduti anche durante la vita del prodotto, quando la quotazione del Bonus si avvicina al Cap: proprio per rendere ancora più efficiente questo tipo di operatività, BNP Paribas ha deciso di ridurre ulteriormente gli spread (la differenza tra il prezzo denaro e la lettera), che per i Bonus Cap è di soli 50 punti base per le azioni, scendendo addirittura a 30 punti base per alcuni indici.



Nevia Gregorini, Head of Exchange Traded Solutions di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking, ha commentato: “Questa emissione vuole rispondere alla domanda di investimenti a breve scadenza e con protezione in questo periodo di forte incertezza. I certificati Bonus Cap offrono la possibilità di ottenere un rendimento interessante attraverso diversi profili di rischio-rendimento, al tempo stesso proteggendo il capitale investito da moderati ribassi grazie alle barriere poste al 60% e 80% del valore iniziale”.
Maggiori informazioni sulla gamma Bonus Certificate di BNP Paribas sono disponibili su investimenti.bnpparibas.it/certificates-investimento/bonus-certificate