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Bitcoin e Nasdaq vanno a braccetto, si scalfisce il mito della decorrelazione delle crypto dalle asset classs tradizionali

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Tentativo di stabilizzazione dei prezzi per le criptovalute dopo la grande caduta dell’ultima settimana. Rimane comunque alta l’attesa per la Fed in quanto toni hawkish della banca centrale Usa potrebbero pesare ulteriormente sul sentiment delle criptovalute, che nel recente passato hanno trovato sponda negli stimoli record della Federal Reserve durante la pandemia.

Il prezzo del bitcoin si è riportato sopra area 36.000 dollari, in rialzo dell’8% nelle ultime 24 ore, dopo che ieri ha toccato minimi  a 32.983 dollari (dati CoinDesk) con quotazioni più che dimezzate rispetto ai picchi storici in area 69.000 $ toccati a novembre. In ripresa anche l’Ethereum (+8% a 2.430$).

Più di $ 1 trilione di valore di mercato è stato cancellato dalle monete digitali rispetto ai massimi di novembre.

Correlazione tra bitcoin e Nasdaq ai massimi storici

Come si evince dal grafico sottostante, la correlazione tra bitcoin e l’indice azionario Nasdaq 100, il proxy preferito per il settore tecnologico, è salita ai massimi storici in questi giorni.

Il coefficiente di correlazione a 40 giorni per il token digitale e il Nasdaq 100 ha raggiunto quasi 0,66 – il massimo nei dati compilati da Bloomberg dal 2010, lo stesso dicasi per la correlazione simile con l’S&P 500.

Nelle ultime settimane si era vista anche una forte influenza sul bitcoin, così come su Nasdaq, dei momenti dei rendimenti dei Treasury, con la criptovaluta sotto pressione durante fasi di ascesa dei tassi.

 

I sostenitori del bitcoin hanno sempre annoverato tra i suoi punti di forza la sua decorrelazione rispetto ai mercati tradizionali , che rende le crypto un’asset class idonea a diversificare gli investimenti. Va però rimarcato che in periodi di panic selling, come ad esempio a inizio marzo 2020 con l’arrivo della pandemia Covid, si era già assistito a una iniziale caduta anche del bitcoin in quanto in momenti di forte incertezza gli investitori tendono a rifugiarsi nella liquidità abbandonando anche beni rifugio come l’oro.

Focus sull’Ethereum

Anche la seconda criptovaluta per capitalizzazione, l’Ethereum, è arrivata a registrare una correzione del 50% dai suoi massimi storici del 9 novembre. S”ituazioni simili non sono nuove per tale criptovalute, la quale ha registrato in passato correzioni ben più marcate, toccando perfino il 92% di drawdown a fine 2018″, sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro.

“Da un punto di vista tecnico osserviamo la rottura dell’area dei $2.500, il che potrebbe spingere il prezzo a testare nuovi minimi in area $2.000. Sebbene l’andamento registri un’elevata correlazione con il Nasdaq 100 , attualmente pari a 0.96, osserviamo un RSI in prossimità dell’area di ipervenduto che potrebbe generare un breve eventuale periodo di lateralità. A riguardo, utilizzando i dati di intotheblock, notiamo come l’Ethereum ha raggiunto un livello di supporto critico con quasi 360.000 indirizzi che detengono 9.6 milioni di ETH in area $2.200”.