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Biden mette 400 mld $ in tasca agli americani e il rischio è che li usino per comprare meme stock di Wall Street

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Joe Biden ha firmato ieri alla Casa Bianca il maxi-piano di aiuti da 1900 miliardi di dollari dopo che il Congresso Usa aveva dato il via libera a uno dei pacchetti di aiuti più ingente della storia statunitense. “Una legge che volterà pagina nella pandemia e farà ripartire la nostra economia”, sono state le parole del presidente statunitense. Il FMI stima che il piano da 1.900 miliardi contribuirà a una crescita del Pil americano fra il 5 e il 6% in tre anni.
Una fetta pari a 400 miliardi di dollari del maxi-piano di stimolo fiscale USA è destinata a finanziare un contributo diretto da 1.400 dollari alla maggior parte dei cittadini americani. L’auto è per le persone che guadagnano meno di $ 80.000 all’anno e le coppie che guadagnano meno di $ 160.000. Il governo dovrebbe essere in grado di iniziare a fornire tali assegni quasi immediatamente. Inizierà infatti a dispiegare i suoi effetti già dalla settimana prossima con la proroga a settembre del PUA (Pandemic Unemployment Assistance).

Oltre un terzo delle risorse potrebbe essere utilizzato dai cittadini per investimenti in Borsa

Ingenti risorse che probabilmente saranno utilizzate dai cittadini anche per investimenti in Borsa. Da un survey condotto da Deutsche Bank il mese scorso su 430 investitori retail emerge che in media il 37% prevede di trasferire eventuali stimoli economici direttamente nelle azioni. Il rischio è che tale liquidità aggiuntiva per il mercato azionario finisca per dirigersi in maniera sproporzionata verso titoli quali GameStop o altri titoli preferiti dagli investitori retail attivi sulle piattaforme di social media, le cosiddette meme stock. A detta di Randy Frederick, vice presidente del trading e dei derivati ​​per Charles Schwab, i giovani tendono ad essere nella fascia più bassa di reddito e quindi hanno maggiori probabilità di ricevere tali sussidi e “gli investitori più giovani sono più inclini a investire nelle cosiddette meme stock”.
Considerando la cifra totale che verrà erogata (400 bln $), i soldi che potrebbero dirigersi verso Wall Street sarebbero tra 25 mld (se investe solo chi ha già un trading account) e 150 mld (se entra proprio il 37% dell’intero importo). Il tutto mentre i fondi azionari statunitensi registrano afflussi quasi record di circa $ 15 miliardi al mese. L’effetto positivo su Wall Street potrà quindi essereconsiderevole. “In verità, io penso che questo stimolo varato costituisca un fattore positivo per la borsa in virtù della crescita che alimenta, e degli utili che faranno le aziende soddisfacendo la domanda che crea, insieme con la riapertura dell’economia. Ma ovviamente l’effetto dei flussi è un plus, dall’impatto parecchio immediato”, commenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

Prossimo step è il piano infrastrutture

L’esperto rimarca come adesso il focus si sposta sul piano infrastrutture, che dovrebbe avere un respiro diverso. Secondo Bloomberg si parla di 4 trilioni di $ in 10 anni, ma si sente parlare anche di 2,5 trilioni in 4 anni. “Sarà comunque una gestazione lunga, anche perchè dovrà necessariamente essere bipartizan, o essere rinviato all’anno prossimo, visto che quest’anno la Reconciliation è stata già usata. E comunque sarà almeno in parte finanziato con tasse. In ogni caso il dibattito fiscale terrà ancora banco supportando il sentiment”, conclude Sersale.
La Borsa di New York nonostante la volatilità delle ultime settimane, con il Nasdaq arrivato a correggere del 10% dai massimi, viaggia nei pressi dei massimi storici con il Down Jones che li ha più volte aggiornati nelle ultime sedute e lo S&P 500 vicino ai top e presenta un saldo di oltre +70% dai minimi di marzo 2020.