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Bce pronta agli straordinari sui Btp, Goldman vede acquisti monstre fino a 700 miliardi

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La Bce mette in campo tutto il suo arsenale per sostenere i paesi più vulnerabili in questa fase, a partire dall’Italia. I dati degli acquisti di marzo, mese durante il quale è partito il ‘QE pandemico’ da 750 miliardi di euro, evidenziano un cambio di rotta repentino con boom di acquisti di Btp da parte dell’Eurotower. In aggiunta ieri è arrivato un altro importante segnale passato un po’ in sordina: il Consiglio direttivo della BCE ha approvato misure temporanee miranti ad ampliare la disponibilità di garanzie, facilitando così l’accesso delle banche al finanziamento e sostenendo il credito a imprese e famiglie, anche mediante un aumento della tolleranza al rischio dell’Eurosistema, con una riduzione generalizzata degli scarti di garanzia applicati su tutte le attività conferibili in garanzia. Inoltre l’istituto centrale valuterà ulteriori misure per far fronte agli effetti a possibili downgrade da parte delle agenzie di rating.
Ma quale sarà l’effettivo sostegno della Bce all’Italia sotto forma di acquisti di BTP? Un calcolo lo ha fatto Goldman Sachs che ha rivisto al rialzo, addirittura raddoppiandole, le previsioni dei possibili acquisti di Btp. La casa d’affari Usa ritiene che la Bce potrebbe ampliare in modo significativo la dotazione PEPP di 750 miliardi di euro data l’ampia estensione dela flessibilità operativa. Goldman ritiene che un limite del 50% di tenenzione di bond governativi soddisfi i requisiti legali per gli acquisti illimitati ammissibili ai sensi dell’OMT e questo vincolo implica uno spazio di acquisto di circa 700 miliardi di euro di titoli italiani e 300 mld di titoli spagnoli, pari rispettivamente al 32 e al 27,5% del debito previsto a fine 2020.

Goldman ritiene che il PEPP avrà una doppia funzione che lo posiziona a metà strada tra PSPP e OMT. Primo, supportare le condizioni finanziarie, principalmente attraverso la compressione dello spread sovrano. In secondo luogo, le dimensioni considerevoli del PEPP e l’ambiguità costruttiva intorno ai suoi precisi limiti gli consentono di fungere temporaneamente da backstop più ampio per i bilanci pubblici, colmando il vuoto lasciato finora dall’assenza di una risposta fiscale a livello di area dell’euro.

Dati di marzo confermano sforzo doppio della Bce sull’Italia

L’Italia conta sulla sponda della Bce che a marzo, in virtù soprattutto dell’avvio del nuovo piano PEPP, ha acquistato asset complessivi per 66,5 miliardi di euro rispetto ai 23,4 miliardi di febbraio. Di questi i titoli di stato governativi sono stati 37,3 miliardi dai 14,3 mld di febbraio e ben 11,9 miliardi di euro di acquisti hanno interessato i BTP italiani rispetto ai soli 2,2 mld del mese precedente.  Dati che confermano come la Bce stia sfruttando la flessibilità negli acquisti derivante dalla possibilità prevista nel PEPP di derogare dal criterio delle quote di partecipazione al capitale della banca centrale. Gli acquisti di Btp a marzo sono stati praticamente il doppio rispetto al massimo previsto se si fosse seguito il criterio delle quote gli acquisti massimi. Acquisti maggiorati anche per la Spagna mentre sono scesi soprattutto quelli di Bund tedeschi (-6,9 miliardi secondo i calcoli di Pictet).

Aste Bot e Btp, Tesoro a caccia di risorse per 19 miliardi in due giorni

Intanto è in arrivo una doppia maxi-emissione del Tesoro. La necessità di extra-emissioni per fronteggiare l’emergenza Covid-19 ha portato il Tesoro a riesumare le emissioni trimestrali che mancavano da ben 7 anni. Nell’asta odierna verranno offerti Bot con scadenza luglio 2020 per 3 miliardi, in aggiunta ai consueti Bot annuali per 6,5 miliardi. Domani bis con un’emissione altrettanto sostanziosa di Btp a 3, 7, 15 e 30 anni per massimi 9,5 miliardi. Complessivamente quindi 19 miliardi massimi in due giorni.
L’emergenza coronavirus costringerà l’Italia a far lievitare le emissioni nette che UniCredit Research stima fra 121 e 158 miliardi da qui a fine anno.

Le ultime decisioni del consiglio direttivo Bce

Ieri il consiglio direttivo della Bce ha approvato misure temporanee miranti ad ampliare la disponibilità di garanzie, facilitando così l’accesso delle banche al finanziamento e sostenendo il credito a imprese e famiglie, anche mediante un aumento della tolleranza al rischio dell’Eurosistema, con una riduzione generalizzata degli scarti di garanzia applicati su tutte le attività conferibili in garanzia. In una nota pubblicata ieri l’istituto guidato da  Christine Lagarde sottolinea che si tratta di “una serie di misure senza precedenti sui collaterali per mitigare l’inasprimento delle condizioni finanziarie nell’area dell’euro” e che è “complementare alle altre misure di recente annunciate”.
Questo avverrà nel quadro ‘Additional credit claims’, che permette alle banche centrali nazionali di ampliare la portata dei crediti ammissibili per le controparti nelle rispettive giurisdizioni. Con questa estensione, si legge nella nota della Bce, vengono inclusi anche i prestiti garantiti dal governo e dal settore pubblico a imprese, Pmi, lavoratori autonomi e famiglie “al fine di fornire liquidità anche ai prestiti che beneficiano dei nuovi regimi di garanzia adottati negli Stati membri dell’area dell’euro come risposta alla pandemia di coronavirus”.
In secondo luogo, il consiglio direttivo della Bce ha adottato altre misure temporanee, tra cui la decisione di abbassare il livello della soglia minima per i crediti nazionali a 0 euro dai precedenti 25mila euro per facilitare l’uso come garanzia di prestiti da piccole entità societarie. Previsto anche “un aumento, dal 2,5% al 10%, della quota massima di strumenti di debito non garantiti emessi da qualsiasi altro gruppo bancario nel pool di garanzie di un istituto di credito”. Inoltre, la Bce ha deciso di rinunciare “al requisito minimo di qualità creditizia per strumenti di debito negoziabili emessi dalla Repubblica ellenica per l’accettazione come garanzia nelle operazioni di credito dell’Eurosistema”. Tra le decisioni della quella di aumentare temporaneamente il livello di tolleranza al rischio nelle operazioni di credito attraverso una riduzione generale degli scarti di valutazione delle garanzie di un fattore fisso del 20%.
Queste misure, precisa la Bce nel comunicato ufficiale, sono temporanee per la durata della crisi pandemica e legate alla durata del PEPP. Saranno rivalutati entro la fine del 2020, anche considerando la necessità di estendere alcune di queste misure per garantire che la partecipazione delle controparti dell’Eurosistema alla sua liquidità, a condizione che le operazioni non siano influenzate negativamente.