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Bce: oggi la riunione. Attesa per dettagli Qe, aggiornamento stime e commenti su Grecia

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Sale l’attesa per la Banca centrale europea (Bce), in vista della riunione odierna che si svolgerà in trasferta a Nicosia, all’isola di Cipro. La saga greca aveva spinto il quantitative easing (Qe) nell’ombra, ma ora che un compromesso con la Grecia è stato trovato, almeno nel breve termine, tutti gli occhi si spostano nuovamente sull’Eurotower, che dovrebbe fornire nuovi dettagli sul Qe, ormai in rampa di lancio, e aggiornare le stime economiche. Ovviamente nessuna altra nuova azione da parte della Bce è prevista dal mercato, dopo che nella scorsa riunione di gennaio aveva annunciato il Qe. 
 
In arrivo le nuove stime economiche, per la prima volta fino al 2017 sull’inflazione 
La Bce snocciolerà le nuove proiezioni macro-economiche. Gli ultimi dati sul Pil del quarto trimestre, migliore del previsto, e i recenti indicatori di fiducia segnalano che il calo dei prezzi energetici e l’euro più basso hanno finalmente sostenuto la ripresa dell’Eurozona. Questo miglioramento dovrebbe dunque riflettersi nelle stime degli esperti Bce. “Ci aspettiamo una revisione al rialzo delle previsioni di crescita almeno per quest’anno – afferma l’analista Carsten Brzeski di ING – e stime più basse per l’inflazione di quest’anno”. 
Da sottolineare che la Bce pubblicherà le stime sull’inflazione per la prima volta fino al 2017. Previsioni di lungo termine che verranno sempre più monitorate dagli esperti di mercato per intuire il futuro percorso della politica monetaria della Bce. Il Qe infatti continuerà fino al settembre 2016, ma comunque fino a quando l’inflazione non si avvicinerà la target del 2%.
 
I dettagli del Qe: quando partirà?
Attesa anche per i dettagli sul piano di quantitative easing. Non è ancora chiaro infatti quando effettivamente inizierà l’acquisto di bond. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore, la data sarebbe stata fissata per il 9 marzo. Ma rimangono ancora diversi interrogativi sulla modalità di acquisto: le banche centrali nazionali dovranno acquistare solo le proprie obbligazioni? E che cosa succede se non verranno effettivamente spesi i 60 miliardi di euro al mese? Molti dubbi riguardano anche la Grecia, che sarà con molta probabilità un elemento di discussione nel corso della conferenza stampa di Mario Draghi, prevista come di consueto dopo l’annuncio di politica monetaria.