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Bce: in attesa della riunione, previsti nuovi dettagli Qe e aggiornamento stime

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L’attenzione degli investitori torna sulla Banca centrale europea (Bce), in vista della riunione di questa settimana. La saga greca aveva spinto il quantitative easing (Qe) nell’ombra, ma ora che un compromesso con la Grecia è stato trovato, almeno nel breve termine, tutti gli occhi si spostano nuovamente a Francoforte, dove sono attesi nuovi dettagli sul Qe e l’aggiornamento delle stime economiche. Ovviamente nessuna altra nuova azione da parte della Bce è prevista dal mercato. 

In arrivo le nuove stime economiche, per la prima volta fino al 2017 sull’inflazione 
La Bce snocciolerà le nuove proiezioni macro-economiche. Gli ultimi dati sul Pil del quarto trimestre,  migliore del previsto, e i recenti indicatori di fiducia segnalano che il calo dei prezzi energetici e l’euro più basso hanno finalmente sostenuto la ripresa dell’Eurozona. Questo miglioramento dovrebbe dunque riflettersi nelle stime degli esperti Bce. “Ci aspettiamo una revisione al rialzo delle previsioni di crescita almeno per quest’anno – afferma l’analista Brzeski di ING – e stime più basse per l’inflazione di quest’anno”. 
Da sottolineare che la Bce pubblicherà le stime sull’inflazione per la prima volta fino al 2017. Previsioni di lungo termine che verranno sempre più monitorate dagli esperti di mercato per intuire il futuro percorso della politica monetaria della Bce. Il Qe infatti continuerà fino al settembre 2016, ma comunque fino a quando l’inflazione non si avvicinerà la target del 2%.
I dettagli del Qe: quando partirà?
Attesa anche per i dettagli sul piano di quantitative easing. Non è ancora chiaro infatti quando effettivamente inizierà l’acquisto di bond. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore, la data sarebbe stata fissata per il 9 marzo. Ma rimangono ancora diversi interrogativi sulla modalità di acquisto: le banche centrali nazionali dovranno acquistare solo le proprie obbligazioni? E che cosa succede se non verranno effettivamente spesi i 60 miliardi di euro al mese? Molti dubbi riguardano anche la Grecia, che sarà con molta probabilità un elemento di discussione nel corso della conferenza stampa di Mario Draghi, prevista come di consueto dopo l’annuncio di politica monetaria. 
La questione cruciale a cui non si potrà però dare una risposta, almeno adesso, è se effettivamente il Qe aiuterà la ripresa economica nell’Eurozona. “A nostro avviso – prosegue l’esperto di ING – il Qe produrrà due importanti effetti: un effetto di domanda e un effetto di spiazzamento. Il primo dovrebbe portare a un eccesso di liquidità sul mercato e dunque a un abbassamento dei rendimenti delle obbligazioni. Mentre l’altro, l’effetto spiazzamento, creato anche per via dei tassi di deposito negativi, spingerà le banche alla ricerca di rendimento, anche verso asset non denominati in euro, indebolendo così la valuta unica”.