Bce, l’outlook sull’inflazione resta sotto osservazione. Nessuna fretta sui tassi
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L’inflazione resta osservata speciale per la Bce. Ma i responsabili della politica monetaria non hanno alcuna fretta di modificare i tassi di interesse, dato che per ora l’inflazione si mantiene vicino all’obiettivo. Faro puntato, in ogni caso, sui numerosi rischi all’orizzonte.
I verbali
Dai verbali della riunione di dicembre, è emerso che tutti i membri del Consiglio direttivo hanno sostenuto la proposta di mantenere invariati i tre principali tassi d’interesse. L’aggiornamento delle valutazioni della Bce ha confermato che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi intorno al target del 2% nel medio termine, mentre i dati più recenti confermano la resilienza dell’economia”.
Le proiezioni di dicembre rafforzano la fiducia nell’outlook di medio termine. Nonostante un contesto globale ancora complesso, l’attività economica dell’area euro si è dimostrata più robusta del previsto, sostenuta da una domanda interna solida e dall’avvio di un impulso fiscale significativo. La crescita economica dovrebbe risultare superiore alle stime di settembre, trainata soprattutto dalla domanda interna. La disoccupazione è a livelli storicamente bassi e si prevede un ulteriore calo.
L’inflazione
L’andamento dell’inflazione continua a essere in linea con le aspettative e dovrebbe mantenersi vicino al target nell’intero orizzonte di proiezione, più vicina all’obiettivo rispetto alle stime precedenti”, si legge ancora. Ma l’outlook per l’inflazione resta incerto, con nuovi rischi e la possibilità di shock significativi sia al rialzo sia al ribasso.
Sottolineando l’eccezionale incertezza di rischi nuovi come il boom dell’IA, le tariffe statunitensi, il dumping cinese, «alcuni» responsabili politici hanno ritenuto che i rischi fossero sbilanciati verso un’inflazione inferiore all’obiettivo, mentre «poche» temevano il contrario. Ciò significa che anche la direzione della prossima mossa della BCE, quando arriverà, è incerta.
Per questo, la Bce manterrà piena optionalità nelle riunioni future e agirà rapidamente se i nuovi dati dovessero modificare le prospettive o se si verificassero shock importanti. La comunicazione della Bce dovrà quindi rimanere prudente e non vincolante, senza dare l’impressione che il prossimo movimento dei tassi sarà necessariamente un aumento o un taglio, evitando ogni percezione di bias verso un allentamento o un irrigidimento della politica monetaria. “È fondamentale non suggerire alcuna direzione predefinita per i tassi e preservare la flessibilità in un contesto di rischi inflazionistici a due vie”, si legge nei verbali.
I tassi
Il capo economista della banca centrale, Philip Lane, ha dichiarato che, fintanto che l’economia si svilupperà come previsto, è improbabile che vi siano cambiamenti nei tassi d’interesse nel breve termine, confermando le aspettative dei mercati secondo cui la banca resterà ferma per un certo periodo dopo otto tagli dei tassi effettuati nell’anno fino allo scorso giugno. La prossima riunione della BCE è fissata per il 5 febbraio e gli investitori finanziari non prevedono alcun cambiamento dei tassi d’interesse per tutto l’anno.
Anche secondo Ing, “il verbale della riunione appena pubblicato conferma questa posizione. In effetti, la Bce ha affrontato una discussione che ogni singolo dipartimento di ricerca economica sta attualmente affrontando: rischi al rialzo e al ribasso, con uno scenario base che appare relativamente benigno. n passato, l’ex presidente della Bce Mario Draghi diceva sempre che quando ci si trova in una stanza buia, ci si muove con molta cautela e lentezza. Nonostante la persistente incertezza, la Bce non si vede al buio, ma in un “buon posto”. E quando ci si trova in un buon posto, non c’è motivo di andarsene”.
“O i rischi geopolitici rallentano o l’economia potrebbe comunque indebolirsi. Ma per ora, la Bce rimane saldamente in una posizione favorevole. Prevediamo che i tassi di riferimento rimarranno invariati per il resto dell’anno. Ci vorranno forti sorprese, positive o negative, per costringere la BCE a tornare in azione”, concludono gli analisto.
Il rapporto Bce-Cers
Sullo sfondo, emerge però che i crescenti rischi geopolitici e l’accresciuta incertezza possano influire sulla stabilità finanziaria nell’area dell’euro e in tutta l’Unione Europea. L’analisi, esula dai verbali, ma è alla base del rapporto della Banca Centrale Europea e del Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS) che, onde evitare condizioni finanziarie più restrittive, premi di rischio più elevati e una riduzione della crescita dei prestiti, mette in guardia: un basso debito pubblico e un comparto bancario in salute mitigano questi potenziali effetti negativi.
Secondo quanto scrivono la Bce e il comitato rischi sistemici (Esrb) l’impatto è “eterogeneo” fra i diversi paesi dell’Ue.
Ecco perché la vigilanza bancaria della Bce rafforza le attività di sorveglianza sulle banche su due aspetti di crescente pericolo: i rischi geopolitici che saranno oggetto di uno specifico stress test e, ancor più, la paralisi operativa causata da attacchi cyber o problemi tecnologici.