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Bce, i motivi dell’attendismo: “Ma la dittatura dello spread dovrà essere rivista”

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La Fed continua nella sua opera di taglio dei tassi, mentre la Bce è un po’ più attendista. Alcuni si domandano il perché di questo, tra preoccupazione e stupore, e noi ne abbiamo parlato insieme ad Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti AM Sim: “La dittatura dello spread dovrà essere rivista. La reazione dei mercati post Lagarde è data da una elevata emotività, ma nella realtà dei fatti le indicazioni della Bce hanno pesato in maniera importante ma eravamo già in una situazione difficile. Le attese erano per un intervento sui tassi, come ha fatto la Federal Reserve, ma l’impressione che ci stiamo facendo è che la Bce stia tenendo per sé tutte le cartucce possibili e, quindi, da un lato abbia provato a misurare una prima reazione del mercato non con un intervento effettivo sui tassi.  L’Europa, inoltre, ha qualche problema rispetto all’economia USA: la Fed ha margini di manovra più ampi rispetto ai nostri, dato che i nostri tassi sono a livello zero e, quindi, le misure andranno dosate in modo differente. Le misure sono di stimolo economico, non finanziario, e nel corso degli anni abbiamo visto che la relazione non è così stringente. Chi si aspettava la risoluzione netta e chiara da parte della Bce è rimasto deluso. Sicuramente preoccupa, anche perché ci dobbiamo chiedere se questo è l’apice della crisi sanitaria oppure altri Paesi, come la Francia e la Germania devono affrontare questa situazione? Probabilmente dovremo giocarci altre cartucce più avanti”.