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Bce, le cinque domande chiave a cui Draghi dovrà rispondere oggi

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Conto alla rovescia per la riunione del Consiglio direttivo della Bce, l’ultimo con Mario Draghi in qualità di presidente. A settembre l’istituto centrale ha deciso un taglio dei tassi d’interesse e un rilancio degli acquisti di asset per sostenere l’economia. In questa riunione non si prevedono annunci importanti, ma le attese solo elevatissime visto che si tratta del passo di addio di Draghi che non mancherà di difendere le ultime mosse, a partire dal QE che ripartirà a novembre al ritmo di 20 mld di euro al mese.  Anche PIMCO ritiene che la BCE non apporterà alcuna modifica sul fronte della politica monetaria e l’attenzione si focalizzerà invece sul cambio di leadership.

Ma a parte questo, potrebbe rivelarsi un summit vivace, considerata la profonda spaccatura tra i responsabili politici sugli ultimi stimoli lanciati da Francoforte. Ecco cinque domande chiave per i mercati secondo quanto scrive Dhara Ranasinghe sull’Agenzia Reuters.

1) La BCE farà qualcosa questa settimana?

Gli economisti non prevedono cambiamenti di rilievo nelle  dichiarazioni politica della BCE dopo la riunione di giovedì, data l’ampia gamma di misure di stimolo presentate lo scorso 12 settembre.  Alcuni esperti si attendono che la riunione di questa settimana sia in gran parte cerimoniale per segnare la fine del mandato di Draghi, che si conclude il 31 ottobre. Ma è probabile che alla BCE venga chiesto anche l’impatto delle sue ultime misure politiche, date le basse aspettative di inflazione e la preoccupazione che la banca centrale stia esaurendo la sua potenza. L’ultimo pacchetto di stimolo non contribuirà in modo significativo a riportare l’inflazione all’obiettivo, secondo un sondaggio di Reuters, per cui il rischio di una recessione della zona euro nei prossimi due anni è aumentato.

2) Il consiglio di amministrazione della BCE è profondamente diviso, quindi…

Draghi sarà probabilmente sotto pressione per la spaccatura in seno al Consiglio direttivo della BCE, anche se gli economisti dicono che questo è ora un problema per il suo successore Christine Lagarde. Si tratta comunque di una spaccatura senza precedenti, che ha visto più di un terzo dei responsabili politici, compresi i capi delle banche centrali di Francia e Germania, opporsi ai nuovi acquisti di obbligazioni. Per i mercati, le divisioni hanno accresciuto la percezione che il margine di manovra della BCE è limitato. Ma alti funzionari come il vicepresidente Luis de Guindos hanno escluso un’inversione di tendenza.  “Dal punto di vista di Draghi, dirà che le discussioni sono importanti e ci sono differenze, ma finché c’è una maggioranza a favore, queste politiche vengono attuate”, così Anatoli Annenkov, economista europeo senior presso la Societe Generale.

3) Quantitative Easing, servono maggiori dettagli

La BCE riavvierà il QE a novembre con 20 miliardi di euro di acquisti di asset al mese. La riunione di giovedì prevederà la medesima cosa anche se una domanda sul QE è probabile che ci sarà alla conferenza stampa. Due fonti vicine hanno detto a Reuters che se verranno mantenute le attuali norme che regolamentano gli acquisti Qe, alla Banca centrale europea resta ancora poco più di un anno per proseguire nella sottoscrizione di titoli governativi tedeschi.

4) Banche e tiering

Nella riunione di settembre, la BCE ha aumentato la commissione sui depositi bancari a -0,5% per proteggere la zona euro da un rallentamento dell’economia mondiale. Ma ha anche concesso un’esenzione da tale commissione su qualsiasi deposito che superi di sei volte le riserve obbligatorie di una banca attraverso un cosiddetto tasso differenziato sui depositi. Sui mercati obbligazionari, la politica di tiering, ossia una rimodulazione secondo un modello a scaglioni  del tasso sui depositi applicati sulla liquidità parcheggiata presso la banca centrale, è stata interpretata come un involontario inasprimento monetario, che riduce le aspettative di ulteriori tagli dei tassi.

5) Quale sarà il messaggio di Draghi alla fine del suo mandato?

Draghi, che ha guidato la BCE attraverso la crisi del debito della zona euro e le acque inesplorate del QE, ha intensificato il suo appello ai governi affinché utilizzino la politica fiscale per stimolare la crescita a lungo termine e le prospettive di inflazione. Appello che con tutta probabilità ripeterà nella riunione di giovedì, ma più probabilmente, dicono gli analisti, il capo della BCE vorrà concludere la sua conferenza stampa con una nota positiva.  “Purtroppo Draghi non avrà un track record sull’inflazione, ma ne ha uno sulla crescita dell’occupazione”, ha detto Annenkov della Societe Generale. “Il suo messaggio finale indicherà probabilmente che le cose sarebbero state molto peggiori se la BCE avesse fatto meno“.