1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Bankitalia, Visco: ‘no scontro Ue, con rialzo tassi spesa interessi lievita 5 mld nel 2019’

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

“Il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico. Qualora non venisse riassorbito, l’incremento fin qui registrato provocherebbe, già dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti percentuali del prodotto (oltre 5 miliardi)”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alla Giornata mondiale del risparmio.

“L’aggravio – ha continuato Visco – salirebbe a mezzo punto nel 2020 e a 0,7 punti nel 2021. Ciò accrescerebbe l’avanzo primario necessario anche solo a stabilizzare il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo”.

Riguardo ai rapporti Roma-Bruxelles, Visco ha invitato a moderare i toni in merito alla legge di bilancio del governo M5S-Lega:

“La difesa del risparmio, come la lotta alla povertà, richiede il ritorno dell’economia su un sentiero di crescita duratura. Le riforme e i cambiamenti necessari possono avere nel breve periodo costi sociali che devono essere attenuati,
anche con l’intervento pubblico. Se ne può discutere in sede europea: quando ne ricorrono le condizioni si possono utilizzare tutti i margini consentiti dalle regole e dalle procedure attuali. Le differenze di opinioni non devono però tradursi in un conflitto istituzionale. Le conseguenze finanziarie di un temporaneo aumento del disavanzo pubblico possono essere attutite se la definizione e la gestione del necessario percorso di rientro si svolge in un clima di confronto aperto e costruttivo, nell’ambito delle procedure previste. Nel 2019 dovranno essere collocati sul
mercato titoli pubblici per quasi 400 miliardi per rifinanziare quelli in scadenza e per coprire il disavanzo dell’anno.

Di conseguenza:

“Un clima di fiducia reciproca è indispensabile affinché possa riprendere ed essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea. In questo terzo millennio i problemi e le sfide hanno assunto dimensioni globali; è illusorio pensare di poterli affrontare negli stretti confini degli stati nazionali. Per questo il futuro dell’Italia non può prescindere da quello dell’Europa tutta”.