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Banche rinascono con sirene M&A da Francia, Banco BPM e Bper regine sul Ftse Mib

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Piazza Affari archivia una seduta volatile che ha visto protagoniste in positivo le banche. Il Ftse Mib ha chiuso a -0,12% a 18.906 punti. Gli investitori continuano a guardare con timore all’evoluzione del Covid che ha portato in Europa ad alcune chiusure soft (Francia e UK). Oltreoceano si confermano nervosi gli indici Usa che avevano tentato un allungo, poi rientrato, in scia al sorprendente dato sulle vendite di nuove case negli Usa (+4,8% ad agosto e per la prima volta dal 2006 sopra quota 1 milione di unità).

S&P alza stime su PIL Italia

Per l’Italia buone indicazioni da S&P Global Ratings che adesso vede il PIL 2020 attestarsi a -8,9% dal -9,5% indica-to precedentemente. Anche il rimbalzo nel 2021 è stato corretto dal +5,3% a +6,4%. Gli economisti di S&P Global Ratings nel rapporto intitolato “L’Eurozona sta guarendo da COVID-19” sottolineano come l’economia della zona euro si stia riprendendo più rapidamente del previsto dalla prima ondata di COVID-19. Ora S&P prevede che il PIL dell’area euro scenderà solo del 7,4% quest’anno e rimbalzerà del 6,1% l’anno prossimo. Tra i paesi più colpiti spicca la Spagna il cui pil è stimato a -11,3%, mentre quello della Francia a -9%.

Banco BPM cavalca sirene M&A

Sul parterre di Piazza Affari spiccano i forti rialzi delle banche con il riemergere di voci di M&A. In particolare, Banco BPM sotto i riflettori con un balzo del 5,8% a 1,34 euro. Stando a quanto riferisce l’agenzia Bloomberg, Credit Agricole ha discusso di banche di piccole e medie dimensioni in Italia e tra i potenziali obiettivi ci sarebbero Banco BPM e Credito Valtellinese (CreVal). Sempre secondo le fonti riportate dall’agenzia stampa statunitense, il Credit Agricole ha esaminato le opportunità in Italia dall’inizio di quest’anno, ma queste considerazioni erano state sospese poiché la pandemia di Covid. Non ci sarebbero stati ancora colloqui formali.
Rialzo di oltre 2 punti percentuali per Unicredit. Molto bene Bper (+5,31%) che stando alle ultime indicazioni stampa si appresta a dare il via all’aumento di capitale legato all’acquisto di 532 sportelli Ubi da Intesa Sanpaolo. Il Sole 24 Ore riporta che a metà della prossima settimana si dovrebbe tenere un cda straordinario della banca emiliana per fissare i termini dell’aumento di capitale con possibile via all’operazione in data 5 ottobre. L’ammontare dovrebbe essere in area 800 mln di euro come indicato dal management a margine dei conti del 2° trimestre.

Saipem in crisi nera, male anche ENI

Tra i peggiori di oggi si segnalano invece i titoli energetici con -4,4% circa per Saipem che consolida il suo primato di peggiori titolo Ytd del Ftse Mib con oltre -67%. Calo dell’1,67% oggi per ENI che allunga sotto quota 7 euro. In un report pubblicato da Rystad (società indipendente di analisi industriale nel settore oil&gas), si indicano circa $111 mld di controvalore di dismissioni da parte di BP, Chevron, ConocoPhillips, ENI, Equinor, Exxon, Shell, Total. L’attuale situazione di mercato non permetterebbe alle società di avere grandi spazi di manovra in bilancio per le acquisizioni. Un modo alternativo, secondo Rystad, per uscire da alcuni paesi e crescere in altri potrebbe essere quello di utilizzare gli swap. Nel dettaglio BP potrebbe scambiare la sua posizione in Algeria con le partecipazioni Eni in Australia. Poiché il portafoglio algerino di BP ha un valore di circa $ 320 mln e il portafoglio australiano di Eni a circa $ 466 mln (secondo la valutazione di Rystad), le società dovrebbero trovare una componente compensativa per pareggiare lo scambio.
Infine, seduta brillante per Atlantia (+1,57%). Sotto la lente le decisioni del consiglio di amministrazione di Atlantia che “preso atto delle difficoltà emerse nelle interlocuzioni con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), fermo restando l’auspicio che queste possano essere quanto prima superate, ha approvato un processo ‘dual track’ al fine di per-venire in ogni caso, alla dismissione della partecipazione detenuta in Autostrade per l’Italia (Aspi) da Atlantia, in coerenza con quanto comunicato al Governo italiano in data 14 luglio 2020 e quindi con un processo trasparente e di mercato e nel rispetto di tutti gli stakeholder di Atlantia e di Aspi”. E’ stato deciso di avviare parallelamente allo spin-off un processo competitivo, gestito da advisor finanziari indipendenti, per la vendita dell’intera quota dell’88,06% detenuta in Aspi. Tale processo è rivolto sia a Cdp che ad altri investitori istituzionali.