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Banche resuscitano, Mps +7,23%. Spread giù e Ftse Mib ritrova smalto anche grazie a mossa Usa su dazi

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Giornata dai due volti per Piazza Affari. Dopo una prima metà di giornata decisamente incerta tra proteste a Hong Kong, difficoltà Argentina e tonfo dello Zew, il listino milanese ha risalito prontamente la china anticipando il movimento delle altre Borse che sono scattate nelle ultime due ore dopo l’annuncio dell’amministrazione Trump che ha posticipato al 15 dicembre prossimo l’entrata in vigore di alcuni dei dazi del 10% annunciati a inizio mese. L’annuncio ha fatto scattare in avanti le Borse e il dollaro: Wall Street è balzata fino a +2%. Rally anche delle Borse europee che prima dell’annuncio viaggiavano in calo, soprattutto Francoforte con i rinnovati timori di recessione acuiti dal calo ai minimi dal 2011 dello Zew ad agosto. Tra le commodity il petrolio è arrivato a segnare un +4% con Wti tornato in area 57 dollari al barile. Di contro dietrofront sotto 1.515 dollari per l’oro che in precedenza aveva aggiornato i massimi dal 2013.

Banche in volata, Mps +7%

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a +1,36% a quota 20.539 punti con le banche protagoniste di un convinto recupero anche in scia al calo dello spread in area 222 pb. L’indice Ftse Italia Alla Bank che in mattinata aveva toccato i minimi dal luglio 2016 – segnando un passivo di oltre il 24% dai picchi annui che risalgono al 17 aprile scorso – è risalito con decisione. Quasi +4% per Banco BPM e UBI Banca, tra i peggiori performer delle ultime giornate e anche tra i titoli peggiori da inizio 2019. Volano anche le big: +3,05% Unicredit e +2,79% Intesa Sanpaolo. Fuori dal Ftse Mib si segnala Mps (+7,23% a 1,29 euro) che oggi ha annunciato un nuovo passo in avanti nel derisking con la cessione di crediti deteriorati per 340 milioni di euro.

La schiarita sui dazi ha messo le ali a Pirelli (+3,28%) e Stm (+3,18%). Tra i pochi titoli a non recuperare c’è Telecom Italia (-1,16% a 0,4509 euro). Debole anche Campari (-1,67%).