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Banche e auto avanti tutta, Dax da record con benedizione EMA a vaccino Astrazeneca. Piazza Affari brilla con galassia Agnelli

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Seduta intonata al rialzo per le Borse europee che non si fanno condizionare dall’andamento incerto di Wall Street dove il Dow Jones tocca nuove vette, mentre il Nasdaq arranca in scia ai nuovi picchi al rialzo dei rendimenti dei Treasury (il decennale è balzato sopra l’1,75%).

OK EMA ad Astrazeneca Draghi rassicura su piano vaccini Italia

I mercati a fine giornata hanno colto anche l’assist del pronunciamento positivo dell’EMA sul vaccino Astrazeneca. L’organismo di vigilanza sulla salute ha rilevato che il vaccino dell’azienda è “sicuro ed efficace nella prevenzione del Covid-19 e i suoi benefici superano i rischi” e ha raccomandato ai paesi di procedere con le vaccinazioni.
Oggi il premier italiano Mario Draghi aveva detto che il piano vaccini dell’Italia andrà avanti al ritmo previsto a prescindere da quello che dirà l’EMA.
I mercati non sembrano preoccupati dalle parole della presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha espresso cautela sulla ripresa e breve termine dell’economia europea.

Dax vola con DB e titoli auto

In chiusura il Dax di Francoforte segna i nuovi massimi storici a 14.787 punti, in rialzo dell’1,31%. La spinta è arrivata dal balzo dei bancari con Deutsche Bank arrivata a guadagnare il 5% e dal nuovo rally del comparto automotive. Rialzo più moderato per Piazza Affari con il Ftse Mib che comunque si arrampica sui nuovi massimi da febbraio 2020 chiudendo a 24.360 punti (+0,33%).

A Milano rush di CNH e Stellantis, tra le banche primeggia Intesa

Sul parterre di Piazza Affari si conferma l’ottimo momento dei bancari: +0,9% per Banco BPM che negli ultimi giorni è stato al centro di nuovi rumor che portano a una possibile fusione con Bper; bene anche Unicredit a +0,39%; la migliore è però Intesa Sanpaolo a +1,47% a ridosso di area 2,35 euro, sui nuovi massimi a oltre un anno. Rispetto a 12 mesi fa il titolo segna un saldo di ben +62% con un raly corposo di +23% Ytd. Le banche in genera sono tra i principali beneficiari dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e delle prospettive di ripresa della congiuntura economica nei prossimi trimestri.
Molto bene anche il comparto auto con Stellantis che segna in chiusura +2,98% a 15,39 euro, sui massimi da gennaio 2019. A volare è in generale tutta la galassia Agnelli con +3,75% per CNH e +1,48% per Exor.

Telecom non si ferma

Continua il momento positivo di Telecom Italia (+0,98% a 0,464 euro) che aggiorna i massimi a oltre un anno dando seguito al suo mese di marzo avanti tutta in Borsa. A sostenere il titolo contribuiscono le parole del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che sembrano propendere per un’accelerazione sulla rete unica. “Da troppo tempo assistiamo a una situazione di stallo che non giova al Paese perché determina sovrapposizioni e duplicazioni degli investimenti effettuati dagli operatori”, afferma Giorgetti. “Siamo fiduciosi che il nuovo governo aumenterà gli sforzi per superare il digital divide e il nuovo primo ministro Mario Draghi ha posto l’infrastruttura digitale al centro dell’agenda del suo governo ma deve ancora chiarire se intende implementare il progetto di rete unificata e in quali termini”, argomentano gli esperti di Mediobanca Securities.

Male Enel e Nexi

Tra i segni meno ci sono invece le utility con Enel, titolo di maggior peso di tutto il Ftse Mib, che ha ceduto l’1,2% continuando a pagare il rialzo dei rendimenti sull’obbligazionario. In serata sono attesi i conti 2020 del gruppo gudato da Francesco Starace. In calo anche A2A (-0,74%) che ha chiuso il 2020 con Margine Operativo Lordo a 1.204 milioni di euro, in lieve calo dai 1.234 al 31 dicembre 2019. Nel quarto trimestre 2020 c’è stato un significativo recupero (+10%). L’utile netto 2020 si attesta a 364 milioni di euro dai 389 milioni nell’anno precedente. Proposto all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,08 euro per azione in crescita del 3,2% rispetto all’esercizio precedente.
Tra i segni meno di oggi si segnala anche Nexi (-2,68%), peggior titolo complice anche il timore che il cashback di Stato finisca prematuramente dopo che nei giorni scorsi il sottosegretario all’Economia Durigon ha paventato un possibile stop a fine giugno.