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Azione coordinata delle banche centrali per fronteggiare emergenza coronavirus

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L’emergenza per il coronavirus, definito ufficialmente pandemia dall’OMS, continua a gravare sui mercati. Quella appena trascorsa è stata per Wall Street la peggiore settimana dal 2008. La Casa Bianca e il Congresso Usa non sono riusciti a raggiungere un accordo per approvare il gigantesco piano di sostegno all’economia contro il coronavirus. Si tratta di un pacchetto di misure che prevede fino a 4.000 miliardi di dollari di aiuto alle aziende colpite da coronavirus e ai lavoratori che hanno perso la loro l’occupazione. Buone notizie dall’Australia che ha annunciato un pacchetto di stimolo da 66,4 miliardi di dollari australiani (38,5 miliardi di dollari), che si aggiunge a un precedente pacchetto da 10 miliardi e ad altri stimoli della banca centrale.
Intanto, i principali indici mondiali sono infatti entrati ufficialmente in bear market con perdite di oltre il 20% dai massimi di febbraio. Il panico sui mercati ha portato la Federal Reserve ad agire portando i tassi a zero e avviando un QE da ben 700 miliardi di dollari. A seguire, la BCE che ha annunciato il nuovo “QE pandemico” da 750 miliardi di euro per contrastare gli effetti dell’epidemia Covid-19, che va ad aggiungersi agli acquisti già in atto per un totale di oltre 1.100 miliardi nel solo 2020. Anche le altre maggiori banche centrali (Bank of Canada, la Bank of England, la Bank of Japan e la Swiss National Bank) hanno annunciato un’azione coordinata volta a iniettare maggiore liquidità nel sistema, per proteggerlo il più possibile dall’emergenza coronavirus.

Per quanto riguarda l’Italia, il governo ha imposto nuove restrizioni per contenere il contagio dell’epidemia. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato lo stop di tutte quelle attività, produttive e di servizio, ritenute non essenziali, dopo una giornata segnata da dati pesanti. “E’ la crisi più difficile che il paese sta vivendo dopo il secondo dopo guerra”, ha detto il presidente del consiglio. Fino al 3 aprile rimarrà chiusa nell’intero territorio nazionale ogni attività che “non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali”. Allo stesso tempo però Conte ha assicurato che il governo interverrà con misure straordinarie, lasciando intendere l’arrivo di nuovi interventi a sostegno di famiglie e imprese.
In questo contesto, i trader hanno apprezzato le crescenti fluttuazioni al ribasso delle borse europee. Il più scambiato nella scorsa settimana con 76 contratti e circa 1,2 milioni di euro di controvalore è risultato il Turbo Short (Isin NL0014082620) legato al Dax con scadenza prevista per il 17 giugno 2020. Il prodotto presenta una leva di circa 1,2 volte, in virtù di un livello strike a 15.500 punti e distanza dal Knock Out dell’82%. Sempre tra i certificati a leva e in ottica ribassista, è stato premiato il Turbo Short (Isin NL0014474512) legato al Ftse Mib con 211 contratti e circa 987mila euro di controvalore (scadenza prevista per il 19 giugno 2020). Il prodotto presenta una leva di circa 5 volte, in virtù di un livello strike a 17.750 punti e distanza dal Knock Out del 17%.

Tra i più scambiati altri due certificati a leva legati al maggiore indice italiano: con 274 contratti e 1,4 905 mila euro di controvalore il Turbo Short (Isin NL0014471120) sul Ftse Mib con scadenza prevista per il 19 giugno 2020. Il prodotto presenta una leva di circa 3,2 volte, in virtù di un livello strike a 19.500 punti e distanza dal Knock Out del 27%. Infine, è stato molto utilizzato il Turbo Long (Isin NL0014474371) legato al Ftse Mib (scadenza 19 giugno 2020). Il certificato presenta una leva di circa 9 volte, in virtù di un livello strike a 13.500 punti e distanza dal Knock Out del 12%. Ammonta a circa 726 milioni di euro il controvalore scambiato su questo prodotto, per un totale di 232 contratti.