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Azimut stravolge le commissioni di performance e vola in Borsa, ma analisti temono per utili e dividendo

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Azimut in evidenza a Piazza Affari. In una seduta in leggero rialzo, il titolo scatta in testa al paniere Ftse Mib con un balzo di oltre il 6% a 10,435 euro. A trainare le azioni del gruppo italiano operante nel settore del risparmio gestito è una nuova metodologia di calcolo delle commissioni variabili (“performance fees”).

L’annuncio di Azimut

Il gruppo guidato da Pietro Giuliani ha reso noto di aver sottoposto all’autorità di vigilanza lussemburghese una nuova metodologia di calcolo che, si legge in una nota, risulterà in una significativa riduzione dei costi variabili per i clienti, in linea con quanto indicato dai principi Iosco (International Organization of Securities Commission). Più precisamente, il nuovo metodo si baserà su un calcolo annuale a benchmark più uno spread collegato alle diverse categorie di prodotto, e, al contempo, contemplerà un incremento di ca. 50bps delle commissioni fisse. Il TER per i clienti sarà mantenuto in linea con quello applicato dai concorrenti e dagli altri operatori di mercato.

“Come abbiamo già fatto in Italia nel 2005, e come hanno già fatto recentemente solo alcuni dei nostri concorrenti, ci allineiamo alle best practices indicate dalle linee guida IOSCO sul tema delle performance fees, mantenendo un TER sostanzialmente inalterato ed in linea con i valori dell’industria – commenta Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding. “Quello che tuttavia mi meraviglia è la continua attenzione sul tema delle commissioni di performance, quando nel 2018 i nostri clienti hanno pagato in media solamente 14bps, a fronte di una performance media ponderata netta al cliente che rimane ben superiore all’industria italiana sul lungo periodo. Di fatto dall’inizio dell’anno la nostra performance media ponderata netta al cliente è +3%, superiore a quella dell’industria (Indice Fideuram) di oltre l’1%” conclude Giuliani.

Mediobanca abbassa il rating

Gli analisti però non promuovono l’iniziativa di Azimut. Ciò che criticano gli analisti di Mediobanca in particolar modo è il fatto che il nuovo meccanismo di calcolo delle performance fees secondo le linee guida IOSCO comporterà una significativa riduzione delle commissioni variabili per i clienti ma per compensare, il gruppo dovrà aumentare le commissioni fisse di 50 punti base. “Cambiare il meccanismo delle commissioni variabili era la cosa giusta da fare, ma pensare di compensarlo con commissioni fisse più elevate è semplicemente troppo ottimistico”. “Ciò che è sicuro al 100%” continuano da Mediobanca “è che il contributo delle performances fee diminuirà massicciamente mentre l’esito positivo della modifica è completamente sconosciuto”. Da qui Mediobanca ha abbassato il rating sulle azioni Azimut da outperform a neutral con target price rivisto a 11 euro.  “Stamattina abbiamo declassato il titolo a Neutral e riteniamo che questo possa aumentare ulteriormente la pressione sugli utili e sui dividendi futuri” concludono.