Notizie Notizie Italia Avvio di seduta con il segno meno per le Borse europee, a Milano il mkt castiga FonSai

Avvio di seduta con il segno meno per le Borse europee, a Milano il mkt castiga FonSai

28 Gennaio 2011 08:39

Avviano le contrattazioni con il segno meno questa mattina le Borse del Vecchio Continente. La debolezza dei listini asiatici si fa sentire. La Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta all’insegna delle vendite sulla scorta del taglio del rating sul debito sovrano da parte di Standard & Poor’s ieri. Gli investitori scorrono il calendario macro e anche per questo motivo prevale la cautela in attesa dei numeri sul Pil Usa per il quarto trimestre. Il dato americano, in agenda per le 14,30 italiane, sarà seguito attentamente per le indicazioni che potrà fornire sul ritmo della ripresa della più grande economia mondiale all’indomani di alcuni contrastanti segnali macro.


“La stima advance del Pil del quarto trimestre dovrebbe crescere del 3,8% trimestre su trimestre, mostrando una netta accelerazione rispetto alla crescita di 2,4% del terzo trimestre”, segnalano gli esperti dell’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo. A loro avviso “le componenti principali per l’aumento della crescita dovrebbero essere i consumi e le esportazioni nette. Un contributo negativo alla crescita dovrebbe venire dalle scorte, che invece avevano contribuito in misura molto ampia alla crescita nei trimestri precedenti”.


“Gli investimenti fissi delle imprese dovrebbero restare positivi, ma vedere un rallentamento rispetto alla crescita a due cifre dei trimestri precedenti; gli investimenti residenziali dovrebbero stabilizzarsi dopo la fenomenale volatilità dei trimestri precedenti dovuta agli incentivi fiscali”, aggiungono ancora gli esperti della banca milanese, segnalando che: “Nel complesso, i dati dovrebbero essere quindi positivi, non solo in termini di quantità della crescita, ma anche di qualità”.Tra i market movers della giornata si segnalano anche l’indice di fiducia dei consumatori a gennaio in Italia e la massa monetaria M3 nell’Eurozona a dicembre. Nel pomeriggio sono attesi invece sempre dagli Usa i dati sul costo del lavoro per il quarto trimestre e l’Indice di fiducia dei consumatori Università del Michigan per gennaio.


In Europa restano in primo piano poi anche i timori che alimenta la crisi del debito sovrano. Questa mattina sull’argomento è tornata a pronunciarsi il ministro spagnolo dell’Economia, Elena Salgado. In un’intervista rilasciata al Pais la Salgado ha ribadito che la migliore soluzione per le casse di risparmio è quella di attrarre investitori privati nel piano di ricapitalizzazione, piuttosto che essere salvate con denaro pubblico. Dichiarazioni che arrivano all’indomani dell’emissione di un Frob per 3 miliardi di euro di bond triennale nel caso di dover iniettare nuovo denaro in alcune casse di risparmio, dopo che lo Stato ha già contribuito per circa 12 miliardi di euro nel 2010.


Inizio di seduta in lieve ribasso per la Borsa di Milano con l’Ftse Mib che cede lo 0,14% e l’Ftse All Share che cala dello 0,11%. A Piazza Affari subito sospesa dalle contrattazioni Fondiaria Sai che riammessa adesso cede  il 2% a 684 euro dopo il cambio del vertice e il taglio del target. Ieri, a mercato aperto, il CdA di Fondiaria-Sai ha approvato il nuovo budget 2011, modificando i target illustrati nel piano 2009 -2011, presentato alla comunità finanziaria nell’Ottobre 2009. Sono state le mutate condizioni di mercato a costringere il management a rivedere al ribasso gli obiettivi, posticipando di fatto la ripresa e gli effetti delle iniziative strategiche poste in essere. “I risultati attesi per il 2011 sono decisamente al di sotto di quanto comunicato in precedenza. La notizia, di per sé negativa, è già stata, a nostro avviso, scontata, strada facendo, dal mercato”, segnalano gli esperti di Centrosim, secondo cui per tornare a livelli del passato, bisognerà pertanto attendere il 2012.

 

Tra gli operatori di Piazza Affari c’è anche chi sottolinea le parole del nuovo ad Emanuele Erbetta al Sole 24 Ore, con cui ha “congelato tutte le cessioni, da Liguria Sasa a Torre Velasca fino a Ddor”. Una mossa che di fatto ora concentra tutta l’attenzione del mercato sull’aumento di capitale che resta legato a doppio filo a quello della controllante Premafin, in cui – Consob permettendo – dovrebbe entrare la francese Groupama.

Segno meno anche per i titoli bancari. Poco importa agli operatori sapere che l’esposizione delle banche italiane verso i paesi perifericì dell’Europa alla fine del terzo trimestre 2010 e ben al di sotto dei livelli di Germania e Francia, secondo i dati diffusi dalla Bri, la Banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea. Ordini di vendita si indirizzano su Intesa Sanpaolo (-0,92% a 2,42 euro). L’Ad Corrado Passera ha confermato le intenzioni di quotare la controllata Banca Fideuram, ma quando ci saranno le giuste condizioni di mercato. 


Imbocca la via dei ribassi il Banco Popolare (-1,09% a 2,49 euro). Il consiglio generale della fondazione CariVerona deciderà oggi riguardo l’ingresso nel Banco Popolare. Sarebbe quindi abbandonato – vista l’incertezza sulle sorti dell’emendamento di legge presentato nei giorni scorsi – il progetto originario di sottoscrivere il 5%. Segno meno anche per Unicredit (-0,65% a 1,83 euro). Fonti di stampa hanno riportato ieri indiscrezioni sull’inserimento di Eurizon, società di asset management controllata da Intesa Sanpaolo, nella short list cui è stata aperta la data room di Pioneer per una due diligence. Nei giorni scorsi fonti la short list sembrava composta solo da Natixis, Amundi (JV nell’asset management tra Crédit Agricole e Societé Generale) e Ameriprise.


“L’aggregazione di Pioneer ed Eurizon porterebbe alla formazione di una società di asset management con un patrimonio in gestione di circa 325 miliardi di euro”, segnalano gli analisti di Centrosim. “L’operazione sarebbe gradita anche alla politica e all’autorità di vigilanza, mantenendo sotto il controllo italiano una parte rilevante del risparmio gestito domestico, ma potrebbe creare qualche profilo di criticità dal punto di vista della legislazione Antitrust”, segnala il broker secondo cui il perseguimento di obiettivi di efficienza potrebbe aprire qualche rilevante problematica in tema di gestione degli esuberi di personale.

 

Pochi spunti negli altri titoli a elevata capitalizzazione, con Fiat industrial (+1,57%) che tenta il recupero dopo lo scivolone di ieri, Exor in aumento dello 0,74% e Fiat spa in leggero calo: -0,34%. Focus infine sulla piccola Tiscali (+4,67% a 0,087 euro), che secondo la stampa starebbe guardando con interesse alla rete di Eutelia (gruppo tlc in amministrazione straordinaria). Secondo un quotidiano finanziario, la società sarda potrebbe presentare un’offerta dopo la presentazione del bando di gara, inizialmente attesa per lo scorso novembre. Tra i potenziali pretendenti sono indicati anche i nomi di Cloud Italia, Atlantic Capital, Fastweb, France Telecom e Deutsche Telekom. Per alcuni analisti il potenziamento dell’infrastruttura di rete rappresenta un importante fattore strategico per affrontare la forte concorrenza. In particolare c’è chi sottolinea come la sostenibilità dell’operazione potrebbe essere condizionata dalla limitata flessibilità finanziaria di Tiscali.