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Auto: un 2020 da dimenticare, immatricolazioni crollate del 28%. Ritorno ai livelli degli anni ’70

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Un 2020 da dimenticare per il mercato automobilistico italiano che chiude l’anno in profondo rosso. A dicembre sono state immatricolate 119.454 autovetture con un calo del 14,95% su dicembre 2019. Nell’intero 2020 le immatricolazioni in Italia hanno toccato quota 1.381.496, un livello da anni ’70. La contrazione sul 2019 è stata del 27,93%. Con il calo del 2020, il fatturato, secondo le stime del Centro Studi Promotor, ha subito una contrazione di 12,17 miliardi rispetto al 2019. Questi risultati sarebbero stati decisamente peggiori se non vi fosse stato l’apporto del pacchetto Benamati che, per la seconda metà dell’anno, ha previsto incentivi, oltre che per le auto ad emissioni zero e a basso impatto, anche per quelle ad alimentazione tradizionale con emissioni di CO2 non superiori a 110 gr/km.

 

Guardando al mercato per alimentazione, a dicembre prosegue il calo delle alimentazioni tradizionali, mentre continua ad essere positivo il mercato delle elettrificate. Nel mese, le auto diesel si riducono del 38%, mentre per l’intero 2020 le immatricolazioni sono il 41% in meno rispetto a quelle del 2019. Le auto alimentate a benzina calano del 42% nel mese e del 39% nell’intero anno. Per le alimentazioni alternative, le immatricolazioni raddoppiano anche nel mese di dicembre, +111%, mentre da inizio anno registrano un aumento del 35%. In particolare, cresce il segmento delle autovetture ibride ed elettriche, +271% a dicembre e +122% nell’anno.

Continuano le ottime prestazioni di Lancia Ypsilon, Fiat Panda e Fiat 500 nelle loro versioni ibride, con oltre 60.000 vetture immatricolate nell’anno. Tra le PHEV, Jeep Compass e Jeep Renegade plug-in si confermano rispettivamente il secondo ed il quarto modello più venduto, con oltre 4.000 vetture immatricolate nel secondo semestre, ovvero dal loro lancio sul mercato.

 

Le prospettive per il 2021 sono legate all’andamento della pandemia, che, al momento, non sembra lasciare spazio ad eccessivo ottimismo. Il 49% dei concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor nell’inchiesta congiunturale mensile condotta negli ultimi giorni di dicembre, considerando anche i nuovi incentivi varati con la Legge di Bilancio, si attende per il prossimo anno immatricolazioni sostanzialmente stazionarie sui livelli del 2020, mentre gli altri concessionari si dividono equamente tra ottimisti e pessimisti. “Archiviamo il 2020 come l’anno più difficile del dopoguerra per il nostro settore – ha dichiarato il presidente di ANFIA, Paolo Scudieri – ma guardiamo al 2021 con fiducia, grazie alle misure entrate in vigore con l’inizio del nuovo anno”.