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Auto Ue: rimbalzo già finito? Rallentamento economia rema contro

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L’Euro Stoxx Automobiles & Parts cerca di rialzare la testa, dopo il crollo subito nel 2018 che aveva portato l’indice a perdere circa il 40% (dal massimo di gennaio a 662,98 punti al minimo di dicembre a 411,23 punti). Crollo frutto dei timori legati ai segnali di debolezza economica a livello globale ed in particolare del netto rallentamento dell’Europa, oltreché dello scontro tra USA e Cina e dell’atteggiamento ostile di Trump all’automotive tedesco. Da tener presente infatti che la componente tedesca pesa il 66% dell’indice, con una market cap complessiva (automobiles + componentistica) di 232,6 miliardi (su 352,4 miliardi complessivi).

 

Il rimbalzo avviato a fine dicembre invece ha trovato giustificazione principalmente sulla notizia che USA e Cina stavano collaborando per trovare un accordo commerciale. Cosa però che sta tardando ad arrivare, mentre i timori degli operatori sulla crescita globale rischiano di prendere nuovamente il sopravvento, visto per esempio i deludenti dati sulla manifattura tedesca e il taglio delle stime di crescita della Cina per il 2019.

 

Lato automotive poi, non rincuora manco lo stallo del mercato dell’auto in Europa a febbraio e il calo del mercato dell’auto cinese nel 2018, il quale ha registrato una flessione delle vendite di veicoli passeggeri a 23,8 milioni (-4,1% rispetto al dato del 2017). Lo scenario dunque per il settore è ancora incerto.

 

Facciamo allora il punto sull’indice Euro Stoxx Automobiles & Parts e sui principali titoli che lo compongono. Per far ciò vi proponiamo una tabella riassuntiva di performance e multipli a cui accostiamo l’analisi tecnica sull’indice e sui principali titoli del paniere.

Fonte: Bloomberg

Euro Stoxx A&P: fallito il break dei 491 punti, l’indice torna verso 450 punti

 

Da un punto di vista grafico l’Euro Stoxx Automobiles & Parts ha segnato dal minimo di dicembre un rialzo del 13%, rompendo anche la trend line ribassista di lungo periodo descritta dai massimi di maggio 2018 e febbraio 2019. Fallito invece il test della resistenza statica collocata a 491 punti. Qui giace un livello piuttosto importante che se infranto darebbe con molta probabilità un segnale positivo di cambio sentiment, con target primari a 506 e 525 punti.

 

Al ribasso invece andrà monitorato il supporto dei 450 punti la cui rottura darebbe un segnale negativo, con possibilità di ritorni verso i 410 punti. Nel breve periodo, RSI sembra suggerire la possibilità che l’indice stia proprio puntando i 450 punti dove l’indice segnerebbe un pull back sia sulla ex trend ribassista che appunto sul supporto chiave.

Vediamo ora cosa l’analisi tecnica sembra suggerire su Volkswagen, BMW, Ferrari, FCA e Peugeot.

 

Volkswagen: titolo appeso alla trend line rialzista di lungo corso

 

Volkswagen presenta un quadro tecnico molto delicato. Il titolo infatti si è riportato sulla trend line rialzista di lungo corso, descritta dai minimi dell’ottobre 2015 e febbraio 2016, poi confermata a ottobre 2018. Quanto detto trova conferma anche su RSI che si trova proprio sulla trend line rialzista costruita sui minimi di luglio 2018 (sull’oscillatore). Il break di questa potrebbe dare un brutto segnale anticipatore ed esser seguito poi dalla rottura della trend line. In tal caso, l’ultima ancora sarebbe a 134 euro, che se infranta aprirebbe verso 130 e 124,7 euro. Sarebbe un segnale molto negativo anche perchè salterebbe la fase di lateralità che ha accompagnato il titolo negli ultimi mesi.

Che la situazione sia delicata lo si vede chiaramente dal grafico weekly che evidenzia come i corsi non siano riusciti, da giugno 2018, a superare la resistenza statica collocata a 160 euro. Questo è il livello fondamentale che se infranto al rialzo ci darà un’indicazione di cambio di sentiment, con target a 170 e 180 euro. Chi cerca operatività di breve long invece potrebbe anche puntare al break dei 150, un livello di resistenza piuttosto importante. Rottura che se accompagnata da volatilità potrebbe generare rialzi verso 155 e 160 euro.

 

BMW: quadro debole. L’eventuale rottura di 67,45 aprirebbe verso i minimi a 63 euro

 

BMW presenta un quadro grafico debole che recentemente ha risentito della pubblicazione dei conti 2018 in calo e soprattutto di una guidance per il 2019 che non è piaciuta al mercato. Graficamente il titolo ha dato un segnale fortemente ribassista ad ottobre 2018, con il break del ritracciamento di Fibonacci del 61,8% di tutto l’up trend avviato a luglio del 2016 a 76,4 euro. E sempre questo è il livello che ha sbarrato la strada al recupero di BMW avviato a inizio gennaio 2019, avviando un nuovo forte calo delle quotazioni. Il break di 68,79 euro conferma la debolezza del titolo con primo target a 67,45 euro. La rottura di tale livello aprirebbe verso 66 e 63,4 euro. Al rialzo un segnale netto di cambio sentiment lo avremmo sopra 76,4 euro, con target a 80 euro. Nel breve periodo una chiusura sopra 70 euro potrebbe generare movimenti rialzisti di breve verso 75 euro e 76,4 euro.

Ferrari: primo step a 120 euro. Ora necessario un break di forza di tale livello

 

Ferrari ha raggiunto il target di breve a 120 euro che diverse volte avevamo sottolineato negli ultimi due mesi a Trading Floor (video pillole di analisi tecnica in onda su FOL tutti i giorni verso le 10.30, vedi sezione video). 120 euro però rappresenta un livello piuttosto importante di resistenza. Dunque, l’ulteriore up side arriverebbe dalla rottura in forza (volumi e volatilità) di tale livello e target a 124 e 129 euro (massimi storici). In caso contrario, l’incapacità di rompere tale livello potrebbe riportare i corsi verso 110 euro, livello di supporto importante. Per il momento comunque il quadro grafico di Ferrari rimane positivo, anche se il calo di volatilità e volumi negli ultimi due mesi potrebbe generare un po’ di volatilità sul titolo.

FCA: a 14,5 euro prima resistenza importante

 

FCA cerca di rialzare la testa grazie alle indiscrezioni di possibili operazioni di M&A con Peugeot. La cautela però deve rimanere d’obbligo. Al rialzo infatti un primo segnale positivo di cambio sentiment sarebbe al break dell’area di prezzo a 14,5 euro. Qui infatti si incontrano diversi livelli di resistenza sia statica che dinamica. Vi è infatti la media mobile 200 periodi, la trend line ribassista di medio periodo (massimi di giugno e febbraio 2018) e il 38,2% di Fibonacci di tutto l’up trend avviato a luglio 2016. Rotto questo livello FCA avrebbe come target i 15 e 15,65 euro. Quest’ultimo un livello chiave per il titolo. Al ribasso invece l’eventuale break della fascia di prezzo compresa tra 12,5 euro (ritracciamento del 50% di Fibonacci) e 12,144 euro aprirebbe a ribassi ulteriori fino anche a 10,8 euro.

 

Peugeot: importante la tenuta del supporto a 21 euro

 

Peugeot, come Ferrari, presenta un quadro grafico migliore rispetto alle tedesche. Il titolo dal minimo di dicembre a 17,7 euro ha recuperato oltre il 26%. I livelli da monitorare per Peugeot sono due. Al ribasso il supporto a 21 euro, dove passa anche la trend line rialzista di breve periodo (minimi di dicembre 2018 e marzo 2019) e al rialzo i 22,82 euro. Sopra tale livello target a 24 e 25 euro. Sotto 21 euro invece probabile il graduale ritorno verso 20 e 19 euro.