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Atlantia: rischio revoca concessioni allerta gli investitori esteri. Il Milleproroghe spinge anche S&P a tagliare rating

QUOTAZIONI Atlantia
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La Commissione europea ha espresso dubbi sulla richiesta da parte degli investitori internazionali di Atlantia di annullare gli effetti della legge che rende più semplice per il governo italiano la revoca dei contratti di concessione autostradale. Lo scrive Bloomberg, secondo cui alcuni investitori internazionali di Atlantia hanno inviato alla Commissione europea una lettera in cui esprimono preoccupazione per le modifiche alle concessioni autostradali contenute nel cosiddetto “Dl Milleproroghe”. Il decreto, entrato in vigore all’inizio di quest’anno, deve essere approvato dal parlamento entro la fine di febbraio.
Nella lettera alle autorità europee gli investitori chiedono un intervento forte e rapido per ripristinare il rispetto dello stato di diritto e del mercato interno: “La misura è fonte di serie preoccupazioni per noi e per l’intera comunità degli investitori in quanto compromette completamente la prevedibilità normativa, scoraggiando gli investimenti e limitando senza giustificazione la libera circolazione dei capitali”. Il braccio esecutivo dell’Ue in una e-mail ha dichiarato che “Questa è una questione che riguarda solo le autorità italiane”, in risposta alla domanda se sta esaminando la questione. In particolare, la lettera è stata inviata questa mattina ai commissari europei, alla Concorrenza, Margrethe Vestager, al vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Vladis Dombrovskis e al commissario al Mercato interno Thierry Breton.

I rumors, peraltro, non chiariscono chi tra gli azionisti firmerà la lettera, ma Atlantia è largamente partecipata da investitori esteri: tra i più grandi ci sono il fondo sovrano di Singapore Gic Pte Ltd con l’8,1%, la banca d’affari americana Lazard (5%) e la londinese Hsbc (5%). Anche il 45,7% di flottante, però, è detenuto soprattutto all’estero.

Governo a difesa dell’interesse pubblico

“Il compito di questo governo è quello di salvaguardare l’interesse pubblico, non di garantire un futuro vantaggioso ai titolari di licenze private, soprattutto se sono in violazione del contratto”, ha dichiarato il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Corriere della Sera. Per Autostrade per l’Italia (Aspi), il potenziale risarcimento per la perdita della sua concessione sarebbe ridotto in base alla nuova legislazione a soli 6 miliardi di euro da oltre 20 miliardi.
Tuttavia, Conte si trova al centro di due fuochi. Il M5s chiede espressamente la revoca della concessione di Aspi, mentre il Partito Democratico preferirebbe aprire un tavolo per negoziare un accordo con la controllata di Atlantia. L’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha raccolto gli interessi degli investitori dicendo che farà pressioni per le modifiche al decreto quando verrà discusso in parlamento alla fine di questo mese.

Al timone di Atlantia arriva Carlo Bertazzo

Sarà il consigliere Carlo Bertazzo ad assumere la carica di nuovo amministratore di Atlantia. La decisione ufficiale del consiglio di amministrazione arriva a quattro mesi di distanza dalle dimissioni dell’ex a.d. Giovanni Castellucci.
Carlo Bertazzo, 54 anni, è entrato nel board di Atlantia nell’aprile del 2013 e attualmente ricopre anche la carica di consigliere di amministrazione di Edizione e delle società controllate Abertis Infraestructuras e Autostrade per l’Italia, nonché di Cellnex Telecom. “Entro fine febbraio 2020 lascerà invece gli incarichi di amministratore unico di Sintonia e di direttore generale di Edizione”, si legge in una nota di Atlantia. Tra le cariche ricoperte in passato da Bertazzo c’è quella di a.d. di Gemina e di vice presidente esecutivo di Aeroporti di Roma, prima della fusione di Gemina con Atlantia.
“Sono lieto che Atlantia possa avvalersi della consolidata esperienza di Carlo Bertazzo, manager che conosce molto bene la società e il Gruppo, nonché di grandi competenze maturate in primarie società, quotate e non, operanti anche nel settore infrastrutturale”, ha dichiarato il presidente Fabio Cerchiai. “Atlantia è una holding leader nel suo settore che – pur in un momento delicato e complesso come quello odierno – ha grandi potenzialità di crescita e sviluppo anche attraverso le proprie società controllate e partecipate, italiane ed estere, che certamente il nuovo assetto manageriale saprà mettere a frutto”, ha aggiunto Cerchiai.

Anche S&P declassa i rating

Dopo l’azione di Fitch e Moody’s, anche S&P Global ha rivisto i rating del gruppo Atlantia in relazione alle modifiche unilaterali introdotte con il Decreto Milleproroghe nei contratti delle concessionarie autostradali in Italia.
In particolare, il rating di Autostrade per l’Italia (Aspi) è sceso da ‘BBB-’ a ‘BB-’ e quello di Atlantia (holding) dal precedente ‘BB+’ a ‘BB-’ (ovvero al livello junk, ‘spazzatura’). Al contempo, l’agenzia di rating ha rivisto anche il rating di Aeroporti di Roma, che passa da ‘BBB-’ a ‘BB+’, il rating di Abertis e delle sue controllate HIT e Sanef, passando da ‘BBB’ a ‘BBB-’. In relazione alla persistente incertezza sul profilo di credito del Gruppo, si legge nella nota di Atlantia, i citati rating sono posti/rimangono in rating watch negativo.