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Atlantia e futuro post Aspi: mercato ingolosito da ritorno dividendo e piano buyback  

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Atlantia delinea il suo nuovo futuro senza Autostrade per l’Italia (Aspi) e punta a un modello che si fonda su alleanze strategiche. Di fronte alla comunità finanziaria il gruppo guidato da Carlo Bertazzo ha illustrato le linee guida strategiche per le scelte d’investimento delle risorse finanziarie dopo la sottoscrizione dell’accordo per la cessione dell’intera partecipazione detenuta in Aspi. In particolare, Atlantia ha fatto sapere che una volta completata la cessione di Autostrade per l’Italia, avrà risorse disponibili per un ammontare stimabile in circa 8 miliardi di euro. Una notizia che ha messo il turbo al titolo che avanza di circa il 3,6% a 16,3 euro, posizionandosi in vetta al Ftse Mib.

Post Aspi, per Atlantia si delinea il ritorno al dividendo
Tra le politiche di reinvestimento che il gruppo “intende destinare a crescita e supporto delle piattaforme del gruppo, cogliendo opportunità a livello internazionale nei settori delle concessioni autostradali e aeroportuali, dei sistemi di pagamento e dei servizi alla mobilità; a nuove aree d’investimento e al corporate venture capital con la creazione di un fondo con respiro globale”. La holding ha indicato che “quale modalità di impiego della liquidità disponibile in funzione dei piani di investimento intende lanciare un programma di riacquisto di azioni proprie (buy-back) per un importo variabile da 1 e a 2 miliardi di euro. Atlantia guarda anche a nuova politica di remunerazione degli azionisti, con il ritorno alla distribuzione del dividendo (sospeso dall’esercizio 2018). In particolare, il piano di sviluppo di Atlantia contempla una politica di dividendi per gli esercizi 2021-2023, che verrà sottoposta agli azionisti il prossimo anno, a partire dall’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio 2021 (quindi ad aprile 2022), con la previsione di distribuire circa 600 milioni di euro nel primo esercizio, con una crescita annua stimata tra il 3% e il 5% per quelli successivi, grazie alla generazione di cassa del portafoglio di attività di Atlantia. Inoltre, spiega ancora la nota, la società prevede di ripartire la distribuzione dei dividendi in due tranche semestrali, a partire dall’acconto di novembre 2022, sulla base della situazione contabile al 30 giugno 2022 di Atlantia.

Ceo Bertazzo: “modello di crescita si fonda su alleanze strategiche”
“Nel corso di questi mesi abbiamo lavorato per progettare le linee guida di sviluppo della nuova Atlantia che ora si propone come una holding strategica di investimento, con focus sulle infrastrutture di trasporto e sui macro-trend globali, che stanno rivoluzionando il mondo della mobilità”. Lo ha dichiarato Carlo Bertazzo, ceo di Atlantia, commentando le linee strategiche di sviluppo del gruppo dopo la firma per la cessione di Aspi. “Sarà centrale per noi l’attenzione alle nuove tecnologie, al mondo digitale, alla qualità del servizio e alla sostenibilità. Faremo leva su un portafoglio di asset sinergici, puntando sull’innovazione quale abilitatore di servizi e soluzioni integrate ad alto impatto e valore per gli utenti”, ha dichiarato il manager aggiungendo che “il nostro modello di crescita si fonda – e si fonderà anche in futuro – su alleanze strategiche, di vera e propria partnership, che intendiamo rafforzare e ampliare, nella convinzione che questa sia la strada più efficiente per raggiungere gli obiettivi prefissati, integrando e condividendo competenze di business e conoscenze di altri Paesi”.