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Asta Bot non fa paura, ma spread Btp-Bund a maggio potrà sfondare 300 pb

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Le elezioni europee si avvicinano e le tensioni sui Btp si allargano in maniera preoccupante. Lo spread btp-Bund è salito di slancio sopra i 270 pb complici soprattutto i timori sui conti pubblici, così come le tensioni all’interno della maggioranza di governo. Le nuove stime della Commissione Ue hanno contribuito a ridestare i timori in merito alla dinamica dei conti pubblici italiani in vista di un autunno che si annuncia molto difficile e si parla di cifre monstre (fino a 40 miliardi di euro) da trovare da parte del governo italiano per recuperare le mancate correzioni del deficit degli ultimi due anni.

 

A preoccupare il mercato sono anche le parole degli esponenti di spicco del governo con il Ministro Salvini che ha parlato apertamente di superamento del tetto del 3% di deficit in caso di necessità e il complicarsi del salvataggio di Carige che riaccende i  timori di un nuovo intervento a spese del settore bancario italiano.

 

Tensioni sui conti pubblici e previsioni su spread e Btp

La prospettiva di un nuovo autunno caldo con tensioni tra Italia e Ue non alletta certo gli investitori e la presentazione del country report sull’Italia in agenda il prossimo 5 giugno potrebbe essere un antipasto importante di quello che arriverà nei mesi a venire. Per l’eventuale procedura di infrazione per deficit/debito i tempi però sarebbero più lunghi dal momento che il Consiglio europeo ha a disposizione quattro mesi per decidere in tal senso da quando la Commissione formula le sue raccomandazioni. Un’eventuale apertura di una procedura di infrazione poterebbe arrivare verso ottobre.

Lo scenario per il mese di maggio, a detta di sottolinea Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM. È di progressivo e graduale allargamento dello spread fino ad area 280/300pb. “Lo spread potrebbe, però, rientrare sotto i 250 pb dopo i dettagli della TLTRO il 6 giugno, puntando su una manovra (l’ultima dell’era Draghi) piuttosto forte”.

A tal proposito da segnalare che le indiscrezioni di stampa segnalano che il successore alla presidenza BCE potrebbe essere designato solo poche settimane prima della scadenza del mandato a ottobre, a causa di forti divergenze di opinioni sul tema. “L’indicazione del successore avverrebbe dopo quella del presidente della Commissione Europea, anch’essa in scadenza a ottobre 2019 – argomenta Cesarano – . In altri termini, senza l’indicazione della rosa dei possibili successori già a giugno, la forza di Draghi potrebbe rimanere ancora abbastanza inalterata nel corso dell’estate, dandogli maggiore possibilità di procedere a una TLTRO forte, malgrado il miglioramento prima segnalato degli ultimi dati macro spingerebbe in direzione opposta”.

 

Bot annuali verso rialzo rendimenti

Si avvicina il momento delle prime aste del mese di maggio con l’offerta di Bot annuali il 10 maggio e quella di Btp a media-lunga scadenza (3, 7 e 30 anni) il 14 maggio. Il Tesoro offrirà Bot annuali per 6,5 miliardi di euro, ammontare leggermente superiore rispetto ai 6 mld allocati il mese scorso. Il 14 maggio scadranno in scadenza Bot annuali per 6,5 miliardi. A fine aprile risultavano in circolazione Bot per 116,6 miliardi (40 mld di Bot a 6 mesi e 76,6 mld di Bot a 12 mesi).

Lo scorso mese il Tesoro aveva collocato i Bot annuali a un tasso pari allo 0,07% dallo 0,06% di marzo, che rappresentava il livello più basso da maggio 2018. Esattamente un anno fa, prima dell’emergere dell’ipotesi di un governo M5S-Lega i titoli a un anno vennero assegnati al tasso di -0,361%. A ottobre 2018 il tasso di assegnazione del Bot annuale aveva toccato un picco dello 0,949%. Il mese scorso il rapporto di copertura (bid-to-cover) è stato pari a 1,59.

Le tensioni degli ultimi giorni, favoriti anche delle nuove indicazioni della Commissione Ue sull’Italia, preoccupate soprattutto sul fronte conti pubblici, dovrebbero comportare una risalita dei rendimenti rispetto a un mese fa.

BTP verso curva più ripida e tassi 10y in salita

Da un sondaggio Bloomberg (pubblicato a inizio settimana) la curva dei rendimenti dei BTP nel tratto compreso tra i due anni e i dieci anni appare destinata a diventare ancora più ripida fino a salire a 204 punti base entro la fine del secondo trimestre. Negli ultimi 6 mesi questo differenziale ha testato il minimo a 198 punti base e il massimo di 250 punti base (valore in corrispondenza del quale la curva è stata più ripida).

 

Gli analisti prevedono che, entro la fine del secondo trimestre 2019, i tassi sui BTP a due anni scenderanno allo 0,37%, rispetto allo 0,44% attuale; i tassi del BTP decennale saranno al 2,68%, a fronte di un tasso di inflazione che, sempre nel secondo trimestre, sarà pari all’1,1%.