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Amazon gela Wall Street, mentre dalla Cina arrivano 440 profit warning in un giorno

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Una trimestrale da record quella appena passata per Amazon che, complice il Black Friday e le festività natalizie, ha registrato un fatturato da record oltre le attese. I profitti sono stati pari a 3,03 miliardi di dollari, in rialzo del 63% rispetto allo stesso periodo del 2017, così anche i ricavi trimestrali sono balzati del 20% annuo a 72,38 miliardi rispetto ai 60,5 miliardi di fine 2017.

 

Amazon: conti brillano ma guidance non piace

Ma è l’intero 2018 che ha visto i conti brillare grazie a utili netti che hanno raggiunto i 10,1 miliardi di dollari, o 20,14 dollari ad azione, contro i 3 miliardi, o 6,15 dollari ad azione, del 2017. A trainare i conti il buon andamento del periodo natalizio che ha fatto registrare un incremento del 19,7% nel trimestre, contro il 18,8% atteso dagli analisti. Il cloud e il settore dei servizi web aziendali di Amazon è tra quelli che cresce di più, arrivando a registrare +45% nell’ultimo trimestre, così allo stesso tempo raddoppia anche il giro d’affari della divisione advertising , arrivando a segnare un balzo del 95%, a 3,4 miliardi di dollari.  Bezos ha messo in evidenza il successo di Alexa, il dispositivo di assistenza vocale, il prodotto molto venduto durante la stagione delle festività. “Echo Dot è stato il prodotto più venduto in assoluto a livello globale rispetto a tutto il catalogo di Amazon”. Ma le nubi sono all’orizzonte.

 

Nella conference call con gli analisti la società guidata da Jeff Bezos ha annunciato, dopo un periodo di rallentamento degli investimenti, un incremento della spesa nel 2019 che hanno portato Amazon a rivedere la guidance per il primo trimestre del 2019. Il gruppo di Seattle prevede ricavi compresi in una forchetta tra 56 e 60 miliardi di dollari, al di sotto delle stime degli analisti di 60,8 miliardi. Da una parte una debole guidance per il primo trimestre e dall’altra i pesanti investimenti per il 2019 hanno fatto crollare il titolo nelle contrattazioni after hours di oltre il 5 per cento e ieri dopo i conti, la capitalizzazione di borsa era di 840 miliardi di dollari.

Dalla Cina 440 profit warning in un giorno

Dopo Apple anche la macchina di Amazon si sta inceppando e preannuncia un 2019 non molto positivo. Dagli Usa alla Cina, le due superpotenze protagoniste di una guerra commerciale a colpi di dazi e tariffe, le aziende vivono un’emorragia senza fine. Proprio all’ombra di Pechino centinaia di società hanno lanciato profit warning. Secondo Bloomberg sono ben 440 le aziende cinesi che hanno lanciato tali avvertimenti in un solo giorno, citando il rallentamento economico del paese così come i recenti cambiamenti contabili. I numeri sono impressionanti: su oltre 2400 società quotate, 373, l’86% di quelle redditizie nel 2017, hanno dichiarato che riporteranno una perdita. Tra quelle sotto i riflettori troviamo il più grande partner di Ford in Cina, Changan, l’assicuratore China Life, Pechino HualuBaina Film & TV Co.,  e First Tractor Co.