Notizie Notizie Italia Unicredit, la trimestrale vale doppio: conti e indizi su risiko. Ecco dove può arrivare il titolo

Unicredit, la trimestrale vale doppio: conti e indizi su risiko. Ecco dove può arrivare il titolo

21 Luglio 2026 08:14

Conto alla rovescia in vista dell’avvio a Piazza Affari della stagione delle trimestrali bancarie. Dopo l’abbuffata di utili oltreoceano, con le prime cinque banche statunitensi che hanno messo a segno profitti cumulati per 49 miliardi di dollari, è il turno degli istituti tricolori, con Unicredit che farà da apripista questa settimana.

Cosa aspettarsi dal 2° trimestre

Il cda di UniCredit per l’approvazione dei conti del secondo trimestre si riunirà il 22 luglio con diffusione dei conti il giorno successivo prima dell’avvio dei mercati. Gli analisti stimano per il secondo trimestre un utile di 2,84 miliardi, margine d’intermediazione a 6,49 miliardi e Cet1 ratio al 14,3%. Per l’intero anno gli analisti vedono un risultato netto positivo per 11,22 miliardi di euro con ricavi per 26,16 miliardi. Unicredit è reduce da ben ventuno trimestri consecutivi di crescita.

Gli analisti di Banca Akros prevedono per il secondo trimestre di Unicredit un utile netto di 2,68 miliardi, inferiore quindi rispetto alle stime di consenso; l’utile operativo è atteso in aumento del 5% su base annua, sostenuto da un maggiore contributo delle partecipazioni azionarie (incluso il dividendo di Generali) e dal perdurare della disciplina sui costi.

L’operazione Commerz

Il ceo Andrea Orcel sarà sicuramente sollecitato durante la conference call con gli analisti circa i possibili futuri sviluppi sul fronte Commerzbank e anche in merito al risiko in Italia. Chiusa l’Ops su Commerzbank con in mano a Unicredit una quota vicina al 50% dell’istituto tedesco, la Germania starebbe preparando una serie di richieste chiave in vista di eventuali discussioni con UniCredit riguardo a Commerzbank, il che riflette un graduale spostamento dell’attenzione dal blocco dell’operazione proposta all’influenza sulla sua struttura finale. Tra le priorità chiave di Berlino, stando a quanto riportato da Bloomberg, ci sarebbe il mantenimento del sostegno di Commerzbank alle piccole e medie imprese tedesche attraverso la sua rete internazionale e le attività di finanza commerciale, il mantenimento di una quotazione in borsa separata e la garanzia che Francoforte rimanga un importante centro aziendale e operativo a seguito di un’eventuale fusione.

E l’M&A in Italia

Relativamente al risiko del credito in Italia, sul mercato c’è chi scommette che Orcel non resterà a lungo a guardare. Pur avendo una flessibilità di capitale limitata, Unicredit ha dalla sua alcune possibili cartucce da giocare, ad esempio mettendo in piedi un’operazione simile a quella di Intesa Sanpaolo su Mps con il coinvolgimento di Unipol. Quale l’obiettivo? C’è chi vede un ritorno di fiamma verso Banco Bpm dopo il tentativo fallito dell’anno scorso, oppure altri possibili bersagli potrebbero essere Banca Generali o Fineco.

Barclays sulle banche tricolori

Sul round di M&A si sono espressi ieri gli analisti di Barclays che vedono la maggior parte delle operazioni annunciate generare potenzialmente valore, in particolare Bper-Mps come Intesa Sanpaolo – Mediobanca o UniCredit-Commerzbank). Barclays ha alzato i prezzi obiettivo sui titoli bancari che copre: rating “overweight” su Banco Bpm con target price salito a 17,20 euro da 15,60; stesso giudizio anche su Bper (tp a 15,90 euro da 14,50), su Intesa Sanpaolo (tp a 7,10 euro da 6,90) e su UniCredit (tp a 90,20 euro da 82,40); rating “equalweight” invece su Mpc (tp a 10,30 euro da 9,20) e “underweight” su Credem (tp a 16,90 euro da 15,40) e Mediobanca (tp a 17,60 euro da 16,80).

Tra gli analisti prevalgono i buy

Tra gli analisti prevalgono nettamente i giudizio positivi sul titolo Unicredit. Il 72,7% degli analisti monitorati da Bloomberg dice buy, il 22,7% è hold, mentre il 4,5% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 87,88 euro, con quindi un potenziale upside di oltre l’8% rispetto ai livelli attuali.

Tra i più positivi spicca anche Bnp Paribas con target a 105 euro. Lo scorso mese Bank of America ha confermato buy sul titolo indicandolo come top pick e alzando il prezzo obiettivo da 92 a 100 euro.