Lo Stato tra gli azionisti dell’IA: la proposta di OpenAI a Washington
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OpenAI, la società che sviluppa il chatbot di intelligenza artificiale ChatGPT, vorrebbe fare entrare il governo americano tra i suoi azionisti con una quota del 5%. La proposta, come riportato dal Financial Times, è nelle fasi iniziali, e coinvolgerebbe anche altre aziende del settore. La mossa sarebbe anche un tentativo di mitigare sia la crescente sorveglianza governativa, sia il crescente scetticismo del pubblico nei confronti di una tecnologia rivoluzionaria quanto minacciosa per la sicurezza di milioni di posti di lavoro.
Il “Modello Alaska” per costituire un fondo sovrano AI
Una quota del 5% in OpenAI si aggira attorno ai 42,6 miliardi di dollari, dato che la società era valutata 852 miliardi di dollari in marzo. Il ceo Sam Altman ha spesso detto che un accordo di questo tipo consentirebbe al popolo americano di condividere i benefici finanziari dell’intelligenza artificiale.
Il modello ipotizzato da Altman e da altri manager del settore è quello dall’Alaska Permanent Fund, il fondo sovrano dell’Alaska che investe nelle risorse petrolifere dello stato e paga dividendi al governo di quello stesso stato. Già lo scorso aprile OpenAI aveva spinto l’idea di un fondo sovrano che possa “fornire a tutti i cittadini, anche quelli che non hanno investimenti nei mercati finanziari, una partecipazione nella crescita economica guidata dall’AI”,
Il report del FT non chiarisce se altre aziende AI come Anthropic siano sulla stessa lunghezza d’onda di OpenAI. Ogni decisione in tal senso necessiterà comunque dell’approvazione del Congresso americano.
Le restrizioni di Washington sugli ultimi modelli AI
I modelli più avanzati di intelligenza artificiale si stanno configurando come un problema di sicurezza nazionale. Sia OpenAI che Anthropic, la società che sviluppa Claude, si sono visti bloccare temporaneamente i loro ultimi modelli dal governo. Fable, il più recente modello di Claude, era stato bloccato per l’utilizzo fuori dagli Stati Uniti e solo recentemente il blocco è stato rimosso dopo una serie di negoziazioni tra l’azienda e funzionari di Washington.
La Casa Bianca ha inoltre chiesto ad OpenAI di limitare la diffusione del suo prossimo modello GPT 5.6 ad un piccolo numero di partner approvati dal governo, per via delle sue elevatissime capacità, secondo un report di CNN del mese scorso.
Governo azionista, Trump: è una cosa molto americana. Il precedente Intel
Il mese scorso il presidente americano Donald Trump aveva detto ai reporter di aver in programma di incontrare i top manager del settore AI per discutere dell’ingresso del governo come azionista delle loro aziende. Il suo punto di vista era sembrato molto simile a quello espresso da Altman: il governo americano deve poter beneficiare della crescita inudstriale del settore.
Ieri Trump ha risposto a chi ha criticato questo modo di operare come contrario ai valori “puri” del capitalismo di cui l’America sarebbe l’incarnazione. “Qualcuno ha detto che non è molto americano”, ha detto Trump a Cnbc, “Io dico no, penso sia in realtà molto americano.”
Il suo governo ha infatti già un precedente in questo senso, risalente allo scorso agosto, quando la Casa Bianca decise di acquisire una quota del 10% del colosso dei microchip Intel, per un valore di circa 8,9 miliardi di dollari.
Trump ha citato di nuova questa decisione ieri, inserendola nella sua visione di volere ad ogni costo mantenere la leadership tecnologica degli Stati Uniti. La scelta di investire in Intel, ha detto, è stato il prezzo per far aumentare la ricchezza futura dell’azienda. Da allora, il valore del titolo è cresciuto notevolmente.