Notizie Notizie Italia Tensioni in Delfin: approvato il bilancio 2025, ma Leonardo Maria Del Vecchio non partecipa all’assemblea

Tensioni in Delfin: approvato il bilancio 2025, ma Leonardo Maria Del Vecchio non partecipa all’assemblea

30 Giugno 2026 17:24

L’ultima assemblea della cassaforte lussemburghese Delfin delinea uno scenario a due velocità: da un lato la continuità operativa, sancita dal via libera a un bilancio da record e dalle prime nomine, dall’altro una profonda frattura interna alla famiglia.

Nonostante i numeri premino la holding, che custodisce le storiche partecipazioni in EssilorLuxottica, Generali, Mediobanca e Unicredit, il pesante scontro sulla governance e sul futuro assetto proprietario è ormai emerso in tutta la sua complessità. Lo strappo di Leonardo Maria Del Vecchio, che ha disertato l’assise denunciando gravi opacità e l’ostruzionismo del Board, apre infatti una nuova fase di incertezza nella gestione dell’impero finanziario lasciato dal fondatore.

Delfin approva il bilancio 2025, ma il riassetto resta fuori

L’assemblea degli azionisti di Delfin ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio dell’esercizio 2025, che si è chiuso con un utile netto di 1,5 miliardi di euro. L’assise della cassaforte lussemburghese, che detiene quote di rilievo in EssilorLuxottica (32,4%), Mps (17,5%), Generali (10%) e Unicredit (2,8%), ha deliberato la distribuzione di cedole pari al 10% dell’utile, traducendosi in 120 milioni di euro complessivi da dividere tra gli otto soci.

È rimasto invece congelato il proposto innalzamento del tetto del dividendo all’80%, come specifica il Corriere della sera, così come è rimasta del tutto esclusa dall’ordine del giorno la discussione sul riassetto societario, sia per la formula avanzata da Leonardo Maria Del Vecchio sia per quella di Rocco Basilico. Sul fronte della governance, l’assemblea ha nominato Lara Forte e Fabio Scoyni nel ruolo di commissari dei conti (l’equivalente del collegio sindacale), respingendo invece la candidatura di Marco Talarico, ex amministratore delegato di Lmdv Capital e nome indicato da Leonardo Maria e dalla madre Nicoletta Zampillo, a conferma delle persistenti tensioni tra le varie anime della compagine azionaria.

Lo strappo di Leonardo Maria: i motivi della storica assenza e l’atto d’accusa al Board

Il grande assente all’appuntamento di Delfin è stato Leonardo Maria Del Vecchio, il quale ha formalizzato il proprio strappo attraverso una dura lettera inviata alla società per denunciare una serie di “gravi criticità irrisolte”. Il manager ha motivato la sua mancata partecipazione lamentando, in primo luogo, la mancata ricezione della documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025, una carenza informativa che gli ha impedito di esprimere un voto consapevole, come ha riportato il Sole 24Ore.

Nella missiva, il quartogenito del fondatore ha ripercorso i passaggi della rottura, partendo dalle speranze di coesione nate dall’assemblea del 27 aprile per poi evidenziare il cambio di scenario delle ultime settimane. Sotto accusa vi è soprattutto l’atteggiamento del Board, ritenuto silente e ostruzionistico di fronte alla proposta di Leonardo Maria di rilevare le quote dei fratelli Luca e Paola Del Vecchio (un’operazione i cui rischi finanziari sarebbero rimasti in capo al proponente, a condizioni definite vantaggiose per la holding).

Il manager ha inoltre stigmatizzato i presunti comportamenti di alcuni consiglieri, rei di aver intrattenuto comunicazioni informali solo con una parte dei soci alimentando un clima di sfiducia, e ha denunciato il mancato riscontro scritto alle richieste di accesso agli atti indispensabili per le trattative con gli istituti finanziatori.