Bce a Sintra: i messaggi di Lagarde su tassi, inflazione e crisi (passate)
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Non è un ritorno al passato, ma uno sguardo al presente e al futuro quello che ha lanciato ieri la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, aprendo i lavori dell’ECB Forum on Central Banking 2026 sul tema “Plasmare il futuro dell’Europa: innovazione, crescita e stabilità” a Sintra.
Lagarde parla di un’Europa più resiliente, dopo avere attraversato negli ultimi quindici anni “un contesto caratterizzato da pressioni straordinarie che hanno richiesto risposte non convenzionali”. Tra tutte la crisi del debito sovrano ma anche la pandemia. Ora, però, la risposta della Bce non deve essere così energica come nel 2022-2023.
Oggi, l’istituto centrale di Francoforte riparte “dalle basi” e affronta il nuovo scossone del 2026 senza ricorrere a strumenti non convenzionali ma solo all’uso dei tassi.
Lagarde: “il mondo è cambiato, si riparte dalle basi”
“Non abbiamo più bisogno di ricorrere a strumenti non convenzionali, pur avendoli a nostra disposizione. Possiamo ora concentrarci sulla stabilizzazione dell’inflazione ricorrendo ai nostri tassi di riferimento come strumento principale“, ha detto Lagarde nel corso del suo discorso a Sintra.
“Le aspettative di inflazione sono e resteranno sempre una parte fondamentale dei dati che teniamo sotto osservazione. Qualsiasi segnale di disancoraggio delle aspettative a più lungo termine richiederà senza dubbio una risposta. A fronte di shock ampi e persistenti, potrebbe essere opportuno reagire incisivamente ancor prima che si manifesti un disancoraggio”, ha sottolineano l’ex numero uno dell’FMI aggiungendo che “grazie ai progressi nei dati che utilizziamo e nel modo in cui li utilizziamo disponiamo ora di un quadro più nitido e tempestivo di quanto accade nell’economia e una base più solida per calibrare le nostre decisioni nel contesto attuale”.
Se gli shock cambiano direzione…
Ma in un contesto in cui gli shock possono cambiare repentinamente direzione, secondo Lagarde non sarebbe saggio ancorare in maniera troppa rigida le nostre decisioni a singoli indicatori o proiezioni. Con una seconda innovazione da considerare che riguarda il modo in cui valutiamo le nostre decisioni tenendo conto di diverse eventualità. “A partire dalla valutazione della strategia effettuata lo scorso anno, l’analisi di scenario è diventata un elemento centrale del nostro processo decisionale in condizioni di elevata incertezza – ha indicato la presidente Bce -. Ci consente di verificare se una decisione di politica monetaria si conferma valida a fronte di una serie di risultati plausibili e di individuare in anticipo a quali condizioni dovremmo cambiare rotta”.
Lagarde ha inoltre ricordato che oltre agli scenari avversi e gravi già predisposti in marzo, è stato incluso anche uno scenario più moderato, in cui i prezzi dell’energia risultano inferiori alle attuali previsioni. Questo perché era necessario tenere conto della “possibilità che gli shock geopolitici possano venir meno più rapidamente rispetto alle attese, come è accaduto nel caso del blocco dello Stretto di Hormuz”.
“L’innalzamento dei tassi era giustificato in ogni scenario considerato – ha spiegato -. Si trattava, per come era concepita, di una decisione solida. E da allora non è stato osservato nulla che abbia messo in discussione tale valutazione. I prezzi dei contratti future sull’energia restano nell’intervallo degli scenari modellizzati”.
Inflazione nel radar
Un’inflazione sempre seguita da vicino, con i nuovi dati preliminari di giugno per la zona euro in arrivo domani mattina. Ieri il dato spagnolo che ha sorpreso al rialzo con +3,2%, stamattina un altro test con i prezzi in Francia che sono scesi al 2% a giugno. Nel primo pomeriggio anche la Germania pubblicherà i dati sui prezzi, con un consenso che indica un CPI invariato del 2,6%.
“Nel complesso, non prevediamo un impatto significativo sull’euro. Riconosciamo i rischi al ribasso per l’EUR/USD in vista dei dati statunitensi e del discorso di Warsh a Sintra, ma restiamo più propensi a una stabilizzazione intorno o leggermente al di sopra di 1,140 piuttosto che a un ritest dei minimi della scorsa settimana nei prossimi giorni”, commenta Pesole di ING che si sofferma anche sulle osservazioni iniziali di ieri di Lagarde che definisce “piuttosto misurate”.
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