Notizie Dati Macroeconomici Inflazione Eurozona: le prime indicazioni da Spagna, Francia, Italia e Germania. Bce divisa sul percorso dei tassi

Inflazione Eurozona: le prime indicazioni da Spagna, Francia, Italia e Germania. Bce divisa sul percorso dei tassi

30 Giugno 2026 11:07

I dati preliminari sull’inflazione di giugno mostrano una mappa dei prezzi a due velocità nel Vecchio Continente, mentre i mercati guardano alle stime sull’indice aggregato dell’Eurozona in uscita domani. Il crollo del petrolio spinge l’inflazione francese ai minimi da marzo , ma Madrid supera le attese. Dal simposio di Sintra, intanto, i banchieri centrali predicano prudenza: lo shock della guerra con l’Iran non è del tutto superato e gli investitori scommettono su un altro rialzo entro fine anno.

Eurozona: le stime della vigilia vedono l’inflazione al 3%

I riflettori dei mercati sono puntati sul dato preliminare dell’inflazione dell’intera Eurozona. Le stime di consensus degli analisti prevedono una moderazione dell’indice dei prezzi al consumo al 3,0% su base annua, in rallentamento rispetto al 3,2% registrato nel mese di maggio. Mese su mese è atteso un aumento dello 0,1%, mentre il Cpi core è visto in discesa dal 2,6% al 2,5% anno su anno.

Questo allentamento della pressione sui prezzi è legato principalmente ai recenti sviluppi geopolitici: i negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran hanno infatti contribuito a raffreddare i mercati energetici, favorendo un generale ripiegamento delle quotazioni del greggio. Se le stime venissero confermate, si tratterebbe del primo rallentamento dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Una boccata d’ossigeno per l’economia del blocco, che secondo le ultime rilevazioni Pmi sta mostrando la resilienza necessaria a tenersi appena fuori dalla recessione.

Il quadro nazionale nei principali Paesi europei

Ecco i dati relativi ai prezzi al consumo in spagna, Francia e Italia, aspettando oggi pomeriggio quelli della Germania, per cui il consensus di Bloomberg stima un rallentamento del dato armonizzato dal 2,7% al 2,5%, con una rilevazione stabile su base mensile.

Prezzi surriscaldati in Spagna 

Le rilevazioni diffuse ieri evidenziano pressioni ancora intense sul fronte dei consumi. L’indice armonizzato (confrontabile tra Paesi dell’eurozona) ha registrato a giugno un incremento del 3,6% su base annua, superando il consensus degli analisti che era fermo al 3,4%. Su base mensile l’aumento è stato dello 0,6%. L’inflazione core (al netto di energia e alimentari freschi) si è attestata al 2,9%. (da 3,0%).

Frenata oltre le attese in Francia 

Di segno opposto il dato di Parigi, dove l’inflazione ha rallentato in modo più marcato del previsto. L’indice armonizzato UE è sceso al 2,0% su base annua rispetto al 2,8% di maggio , battendo le stime di consensus (2,3%). Il calo è stato trainato dal comparto energetico (+11,2% rispetto al +16,6% di maggio) e dai servizi (+1,8% da +2,1%), oltre che dall’anticipo stagionale dei saldi estivi.

Gli analisti di ING prevedono un parziale rimbalzo nei prossimi mesi, dovuto all’adeguamento del salario minimo che impatterà sui servizi, stimando un’inflazione media per l’anno corrente tra il 2% e il 2,5%. Inoltre, la crescita debole (stimata da ING allo 0,4% contro le stime governative ben più ottimiste) rischia di complicare il risanamento fiscale e l’obiettivo di un deficit al 5,0%.

Italia: inflazione in rallentamento

I dati sui prezzi al consumo pubblicati mostrano che il Cpi armonizzato ha frenato al 3,1% dal 3,2% di maggio, con un +0,1% su base mensile, rispetto al 3,2% e al +0,2% del consensus.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra invece una variazione nulla su base mensile e del +3,0% su base annua (da +3,2% del mese precedente).

“Il lieve rallentamento”, spiega Istat, “riflette essenzialmente l’attenuarsi delle tensioni sui prezzi degli Alimentari non lavorati, dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. Un sostegno all’inflazione, d’altro canto, si deve alla moderata accelerazione dei prezzi degli Energetici. Si riduce il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa” (da +1,9% a +1,6%) così come l’inflazione di fondo (da +1,7% a +1,6%). L’inflazione acquisita a giugno, per il 2026, resta stabile a +2,6%.”

Indicazioni sui tassi dal forum Bce di Sintra

Il simposio annuale della BCE a Sintra, in Portogallo, fotografa un Consiglio Direttivo molto prudente e diviso sulle prossime mosse monetarie, dopo il primo rialzo dei tassi da un quarto di punto effettuato a inizio mese (con il tasso di riferimento sui depositi portato al 2,25%).

Sul fronte dei “falchi”, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha gelato i facili entusiasmi affermando che Lo shock energetico causato dal conflitto in Medio Oriente non è finito, è ancora nel sistema. Mi aspetto che l’inflazione rimanga significativamente sopra il nostro target del 2%”. Sulla stessa linea il capo economista della Bce, Philip Lane, il quale ha avvertito che gli effetti di secondo livello sui prezzi di servizi e alimentari richiederanno tempo per manifestarsi appieno. Entrambi concordano sul fatto che non bisogna impegnarsi a priori su una traiettoria rigida.

Dal lato delle “colombe”, risulta più sfumata la posizione di Pierre Wunsch. Il governatore belga ha ammesso che, grazie alla fragile tregua diplomatica tra Stati Uniti e Iran, l’origine dello shock è “più o meno” svanita. Wunsch ha dichiarato: “Potremmo aver ancora bisogno di un altro rialzo — come sconta il mercato — ma non così tanto come pensavamo a giugno. Se dobbiamo muoverci, preferirei farlo in fretta, ma questo non significa necessariamente luglio”.

Più abbottonata Christine Lagarde: la presidente ha mantenuto una postura di massima flessibilità, ribadendo che la BCE deve “rimanere agile”, ma precisando che i dati attuali “non giustificano una risposta politica più energica in questa fase”.

Le previsioni dei mercati: un altro rialzo nel mirino

Nonostante il parziale ripiegamento delle quotazioni del greggio sul finire del mese, la volatilità e la fiammata dei prezzi sottostanti registrata a maggio continuano a pesare sulle aspettative a lungo termine degli investitori.

I mercati finanziari scontano l’esigenza di una nuova stretta monetaria per blindare il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Come evidenziato dalle probabilità implicite nei contratti swap sugli indici overnight, gli operatori incorporano nei prezzi quasi il 100% di probabilità  per un ulteriore aumento dei tassi di 25 punti base entro la fine dell’anno, individuando l’appuntamento chiave nella riunione del 17 dicembre.