Inflazione Pce non sorprende, Pil oltre le attese: i nuovi dati per la Fed
Fonte immagine: iStock
Nessuna sorpresa dal Pce (personal consumption expenditures price index), l’indicatore sui prezzi preferito dalla Federal Reserve. Rivisto al rialzo il Pil Usa del primo trimestre 2026.
Pce e Pil sotto la lente della Fed
Nel mese di maggio, secondo i dati del Bureau of Economic Analysis, il Pce ha mostrato un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente contro lo 0,5% delle aspettative del mercato. Su base annua il dato ha evidenziato una crescita del 4,1%, in linea con le attese, in crescita rispetto al 3,8% della rilevazione precedente.
A livello core, al netto dei componenti più volatili come energia e alimentari, il Pce è salito dello 0,3% su base mensile in linea con le aspettative, e del 3,4% su base annua, sempre in linea con le attese degli economisti.
Questi dati, sottolineano da Bloomberg, potrebbero continuare a esercitare pressione sulla Federal Reserve (Fed) affinché aumenti i tassi di interesse quest’anno. Nonostante i recenti negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran, che hanno fatto crollare i prezzi del petrolio, gli economisti prevedono che i costi di una vasta gamma di prodotti continueranno ad aumentare, man mano che lo shock energetico iniziale andrà a ripercuotersi sulle catene di approvvigionamento.
Guardando al futuro, il recente calo dei prezzi della benzina potrebbe offrire ai consumatori un po’ di sollievo, anche se i prezzi alla pompa sono ancora in media quasi 1 dollaro al gallone più alti rispetto a prima dell’inizio della guerra. Dato il forte calo dei prezzi del petrolio, “è altamente probabile che l’inflazione abbia raggiunto il picco a maggio“, ha, tuttavia, affermato Joe Brusuelas, capo economista di RSM US ripreso da Bloomberg.
Sempre oggi sono stati pubblicati i dati definitivi sulla crescita economica degli Stati Uniti nel primo trimestre del 2026. Il prodotto interno lordo (Pil) ha mostrato una crescita a un tasso annualizzato del 2,1% nel primo trimestre del 2026. Il consenso degli economisti intervistati da Bloomberg si attendeva una crescita dell’1,6% in linea con la seconda lettura.
Dati Usa: l’economia regge e Wall Street rimbalza
“Il rapporto sull’inflazione di oggi ha confermato ciò che si sapeva: l’inflazione è un problema. Essendo già noto, tuttavia, va da sé che non è una sorpresa e quindi non pone limiti al rimbalzo dell’azionario Usa trainato dal tech. Sebbene la scorsa settimana la Fed abbia assunto un tono più restrittivo del previsto, gli investitori hanno reagito con calma, come si nota in particolare nel segmento delle small cap”, ha commentato Bret Kenwell, US Investment analyst di eToro.
E ha aggiunto: “I dati sulla spesa e sui redditi superiori alle attese, insieme alla tenuta del PIL e alle cifre relative alle richieste di sussidi di disoccupazione, rafforzano l’idea che i consumatori e l’economia in generale rimangano su basi solide. Ciò potrebbe non ammorbidire la posizione della Fed, ma contribuisce ad alleviare i timori di un rallentamento stagflazionistico”.