Notizie Notizie Mondo Pce core: in arrivo i numeri su inflazione preferiti dalla Fed. Focus su Dollar index

Pce core: in arrivo i numeri su inflazione preferiti dalla Fed. Focus su Dollar index

25 Giugno 2026 10:48

Dollaro ancora sorvegliato speciale sui mercati. Dopo il recente slancio rialzista il biglietto verde ha ripreso fiato in scia alla stabilizzazione del risk sentiment. Il Dollar Index, l’indicatore che rileva le performance del biglietto verde contro un basket di valute, questa mattina si muove in lieve calo dello 0,15% ma resta sopra la soglia di 101.

In questa fase, secondo gli operatori è ancora presto per escludere un’ulteriore allungo rialzista. “Qualsiasi nuovo segnale di incertezza sull’intelligenza artificiale potrebbe essere il catalizzatore per una maggiore domanda di dollari come bene rifugio”, segnala oggi Francesco Pesole di ING.

Vediamo ora quali sono i principali spunti sul biglietto verde e driver del momento, tra cui l’imminente test Pce core.

Dollar Index resta sopra quota 101

L’indice del dollaro statunitense continua a mantenere il suo slancio positivo al di sopra di quota 101, sostenuto da un mix di fattori che hanno rivisto le aspettative del mercato riguardo al futuro andamento della politica monetaria statunitense nella seconda metà dell’anno.

“La recente forza del dollaro non è semplicemente una reazione temporanea alle dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve; riflette piuttosto una più ampia revisione dei prezzi da parte del mercato, che valuta la probabilità che i tassi di interesse rimangano elevati più a lungo di quanto previsto dagli investitori solo poche settimane fa – sottolinea Rania Gule, Senior market analyst di XS -. Le novità nelle aspettative hanno fornito un sostegno significativo alla valuta statunitense e ne hanno ripristinato l’attrattiva come bene rifugio in un contesto economico globale sempre più incerto”.

Secondo l’analista, il principale fattore che sta sostenendo nel complesso l’attuale forza del dollaro è l’atteggiamento sempre più restrittivo della Federal Reserve nei confronti dell’inflazione. Sebbene i membri del comitato di politica monetaria abbiano deciso di lasciare i tassi di interesse invariati nell’ultima riunione, quello che è emerso in termini di comunicazione è che “la lotta contro l’inflazione è tutt’altro che conclusa”. L’impressione è che i mercati finanziari stiano iniziando a riconoscere che “è improbabile che la Fed intraprenda un ciclo di allentamento aggressivo a meno che non emergano prove convincenti e durature di un ritorno dell’inflazione al suo livello obiettivo”.

Test Pce in arrivo, i numeri sui prezzi preferiti dalla Fed

Oggi il calendario economico statunitense vede in primo piano diversi dati. Oltre a quelli sul reddito e spesa personale per il mese di maggio, l’attesa è per il deflatore PCE core, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed. Le aspettative sono dello 0,3% su base mensile. “Non sarebbe sufficiente a invertire la tendenza del dollaro, ma potrebbe contribuire a creare una certa resistenza a una revisione al ribasso più aggressiva della curva degli swap”, avverte Pesole ricordando gli interventi di oggi della Fed (Bowman e Williams).

“Poiché le aspettative di tassi di interesse più elevati persistono, gli asset denominati in dollari diventano sempre più attraenti rispetto a quelli di altre economie, stimolando naturalmente la domanda di valuta statunitense“, aggiunge l’esperta secondo la quale il prossimo importante test per il dollaro statunitense arriverà oggi dall’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve.

“Qualora i dati risultassero superiori alle aspettative o rivelassero un calo delle pressioni inflazionistiche più lento del previsto, la fiducia del mercato nelle prospettive restrittive della Fed si rafforzerebbe ulteriormente, spingendo potenzialmente l’indice del dollaro verso livelli più elevati. Al contrario, se l’inflazione mostrasse un rallentamento più marcato e prolungato, il mercato potrebbe assistere a un periodo di prese di profitto e a un temporaneo ritracciamento del dollaro. Tuttavia, mi aspetto che qualsiasi correzione al ribasso rimanga limitata finché l’economia statunitense nel suo complesso continuerà a mostrare forza e resilienza”, avverte Rania Gule.