Commodity della settimana: alluminio, il deficit resiste alla de-escalation ma il future rallenta
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Alluminio
sotto i riflettori del mondo commodities dopo una settimana di forte correzione. La distensione geopolitica in Medio Oriente ha ridotto il premio al rischio incorporato nei prezzi, ma non ha modificato i fondamentali del mercato. Il deficit strutturale rimane intatto, le scorte continuano a calare e l’offerta alternativa, cinese ed indonesiana, non è in grado di colmare il gap lasciato dal conflitto. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al Comex.
Mercato dell’alluminio: la condizione di domanda ed offerta
La firma di un memorandum d’intesa preliminare tra Stati Uniti ed Iran, e la proroga del cessate il fuoco hanno allentato i timori di ulteriori interruzioni produttive in Medio Oriente e di blocchi lungo lo Stretto di Hormuz, rotta critica per metalli e flussi energetici. Tuttavia, la de-escalation riduce il rischio di nuovi shock, senza sanare quelli già avvenuti. Le disruption legate al conflitto hanno sottratto al mercato globale dell’alluminio una stima di 3 milioni di tonnellate di produzione, e ING Research mantiene invariata la previsione di un deficit annuo di 1,8 milioni di tonnellate. Il Medio Oriente contribuisce con circa il 9% della produzione mondiale di alluminio primario: una quota rilevante, e difficilmente sostituibile nel breve periodo.
Sul fronte dell’offerta alternativa, la Cina ha accelerato le esportazioni con un +15% su base annua in aprile ed un +16% a maggio, spinta dall’allargamento del differenziale tra prezzi internazionali e domestici, oltre che da domanda interna debole e inventari elevati. L’associazione di settore CNIA indica che le esportazioni di prodotti in alluminio potrebbero raggiungere un record nel 2026. Tuttavia, la capacità cinese di espandere ulteriormente l’output appare esaurita: la produzione annualizzata si attesta già intorno a 46,7 milioni di tonnellate, al di sopra del tetto governativo di 45 milioni. Il margine di manovra è inoltre strutturalmente limitato e pesa anche la natura tecnica degli impianti: i fonditori sono progettati per operare in continuità, mentre il riavvio ad intermittenza richiede mesi di lavoro ed investimenti significativi.
L’Indonesia potrebbe aggiungere tra 0,5-0,8 milioni di tonnellate di nuova capacità nel corso dell’anno, ma si tratta di un contributo che rimane largamente inferiore alle perdite generate dal conflitto e soggetto a rischi di ribasso legati a vincoli di approvvigionamento energetico e autorizzativi. Il quadro complessivo lascia il mercato dipendente da un recupero graduale e incerto dell’offerta nelle aree colpite.
Sul versante finanziario, sempre secondo il report ING le scorte all’LME continuano a ridursi, con un calo di quasi il 40% dall’inizio dell’anno. Un segnale che il mercato fisico rimane in tensione nonostante il miglioramento del contesto geopolitico ed il flusso aggiuntivo di esportazioni asiatiche.
Punto tecnico sul grafico del future
L’alluminio mantiene una performance positiva da inizio 2026, pari a circa il +10%, ma il quadro tecnico di breve periodo conferma quanto emerso nella precedente analisi, che evidenziava una struttura rialzista sempre meno equilibrata.
Dopo mesi di crescita all’interno del principale canale ascendente (in arancione), sostenuta da volumi progressivamente crescenti, il future ha accelerato ulteriormente oltre il limite superiore della struttura, sviluppando un secondo canale parallelo. L’estensione del movimento ha però accentuato lo squilibrio del trend, favorendo l’avvio della correzione attualmente in corso.
Il ritorno delle vendite ha riportato le quotazioni sotto il supporto del limite superiore del canale, innescando un movimento che ha condotto il prezzo verso il limite inferiore della struttura. La discesa ha tuttavia trovato un primo supporto statico in area $ 3.220 (in nero), livello che rappresenta ora il principale riferimento da monitorare.
I segnali di deterioramento erano già emersi attraverso la divergenza ribassista dell’RSI a 14 periodi (in rosso) che ha portato l’oscillatore a violare il supporto dinamico (in verde) e quelli statici (in viola), anticipando l’attuale fase correttiva.
Il focus operativo si concentra sulla tenuta del supporto dinamico del canale ascendente, livello che dovrà confermarsi per mantenere un quadro tecnico coerente con i fondamentali macroeconomici. Una violazione ribassista della struttura aprirebbe invece la strada ad una nuova fase di volatilità, aumentando il rischio di un ritracciamento più profondo e mettendo in discussione il trend positivo.
