Rubriche e analisi Commodity della settimana: argento, macro e geopolitica i principali driver, future all’insegna della volatilità

Commodity della settimana: argento, macro e geopolitica i principali driver, future all’insegna della volatilità

12 Giugno 2026 09:14

Il future dell’argento continua a muoversi in un contesto complesso, dove la componente di bene rifugio fatica a prevalere sul peso di inflazione, tassi e dollaro. Nelle ultime settimane il metallo bianco è rimasto sotto pressione, penalizzato soprattutto dal ritorno di aspettative più restrittive sulle banche centrali dopo l’ennesima accelerazione dei prezzi energetici legata al conflitto in Medio Oriente. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al Comex.

Mercato dell’argento: la condizione di domanda ed offerta

Argento e metalli preziosi al centro del paradosso del “bene rifugio”, in quanto, in teoria, l’escalation geopolitica avrebbe dovuto sostenerne la domanda. Nella pratica, invece, il conflitto tra Stati Uniti ed Iran, e la quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz hanno interrotto i flussi energetici dal Golfo, alimentando una nuova ondata di pressioni inflazionistiche. Con energia più cara e inflazione in accelerazione, il mercato ha iniziato a ragionare meno in termini di “safe haven” e più in termini di tassi più alti per più tempo, un mix sfavorevole per i metalli non remunerativi. Le ultime notizie di nuovi raid statunitensi contro l’Iran, le minacce di Donald Trump contro le infrastrutture energetiche di Teheran e la risposta iraniana sulle rotte nel Golfo hanno ulteriormente mantenuto alto il livello di incertezza.

Il secondo driver, ancora più importante, arriva dagli Stati Uniti, dove i prezzi alla produzione di maggio hanno mostrato un’accelerazione marcata, confermando che il rincaro dell’energia si sta trasferendo lungo la filiera. Anche l’inflazione al consumo si è portata sui massimi degli ultimi anni, rafforzando l’idea che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere un approccio restrittivo o addirittura tornare a valutare rialzi dei tassi. Anche in Europa la BCE ha avviato una nuova stretta e ha rivisto al rialzo le proiezioni inflazionistiche per il 2026 e il 2027, segnale che il contesto monetario internazionale si sta facendo meno favorevole per l’intero comparto dei preziosi.

Se il mercato finanziario continua a privilegiare dollaro e tassi, quello fisico merita comunque attenzione. Dai dati CME Group sul contratto JUNE 2026 COMEX 5000 SILVER FUTURES, alla data del 10 giugno risulta una singola notice giornaliera di consegna, ma un totale month-to-date di 2.167 contratti. Non è un numero che segnala una corsa improvvisa al metallo, ma conferma che il canale delle consegne resta attivo e non irrilevante anche in una fase di debolezza dei prezzi. In un mercato come quello dell’argento, dove spesso il rapporto tra carta e fisico viene osservato con grande attenzione, questo dato suggerisce che l’interesse strutturale per il metallo non è evaporato, nonostante la pressione di breve.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future dell’argento dopo aver registrato una performance negativa di circa il -10% da inizio 2026, si trova alle prese con una struttura grafica che evidenzia un progressivo deterioramento del momentum sviluppato durante il rally degli ultimi mesi.

Il quadro settimanale mostra ormai la totale perdita del canale ascendente (in arancione) aprendo la strada ad una marcata fase correttiva che continua a caratterizzare l’attuale price action. L’aspetto più rilevante riguarda la configurazione di un potenziale triangolo rettangolo ribassista (in blu), sviluppatosi dopo il fallimento dell’estensione rialzista. Le quotazioni si trovano ora in prossimità del limite inferiore della figura, livello che rappresenta lo spartiacque per l’evoluzione del trend nei prossimi mesi. Una conferma della rottura ribassista modificherebbe radicalmente la struttura tecnica costruita durante il precedente rally, proiettando il future verso le principali aree di supporto che avevano accompagnato la fase iniziale dell’impulso rialzista. In tale scenario, il focus si sposterebbe progressivamente verso l’area compresa tra $ 40-35/oncia.

Segnali di debolezza giungevano da volumi e RSI a 14 periodi, entrambi caratterizzati da una divergenza ribassista rispetto al grafico. L’oscillatore si trova al test del supporto statico (in viola), livello che potrebbe fungere da trigger operativo e fornire indicazioni anticipatrici rispetto al breakout sul triangolo.

Il più probabile scenario ribassista viene tuttavia affiancato ad un’alternativa che, pur presentandosi oggi meno realistica, merita attenzione: un rigetto del triangolo ribassista potrebbe favorire la costruzione di un potenziale doppio minimo. In tale contesto, la riconquista della resistenza statica (in verde) in area $ 81/oncia rappresenterebbe il primo segnale di recupero, ma al momento rimane nel regno delle ipotesi.