Notizie Notizie Mondo J.P. Morgan AM punta su asset rischiosi, AI ed Europa nell’Outlook di metà anno

J.P. Morgan AM punta su asset rischiosi, AI ed Europa nell’Outlook di metà anno

24 Giugno 2026 17:24

Il motore dell’economia globale ha perso velocità, ma non si è fermato. È la fotografia tracciata da J.P. Morgan Asset Management nell’Outlook di metà anno, presentato nel corso di un incontro con la stampa. Maria Paola Toschi, Global Market Strategist della società, ha sintetizzato così il quadro: “C’è ancora carburante a sufficienza nel motore dell’economia”.

Dopo un avvio d’anno favorevole, lo scenario macroeconomico si è fatto più complesso per effetto della crisi in Medio Oriente e dello shock energetico legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il rialzo dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti ha frenato il ciclo di espansione, comprimendo il potere d’acquisto dei consumatori e spingendo le banche centrali a riconsiderare l’orientamento accomodante atteso dai mercati. Secondo Toschi, un accordo tra le parti sembra essere stato raggiunto, ma il ritorno alla normalità potrebbe richiedere tempo, sia per le incertezze geopolitiche ancora aperte sia per la necessità di ripristinare condizioni di transito sicure nello Stretto.

Crescita più selettiva, ma ancora sostenuta da AI e spesa pubblica

L’economia globale continua a muoversi lungo un sentiero di crescita, anche se con meno leve rispetto alla prima parte dell’anno. I consumi mostrano segnali di rallentamento e il contesto monetario appare meno favorevole, complice la ripresa dell’inflazione e il ritorno dei tassi d’interesse al centro delle valutazioni degli investitori. Nel commento di J.P. Morgan Asset Management, la Banca Centrale Europea ha già annunciato un rialzo dei tassi che potrebbe non essere isolato, con l’obiettivo di contenere le pressioni sui prezzi e mantenere ancorate le aspettative di inflazione.

A compensare la minore forza della domanda privata intervengono però altri fattori. Il primo è rappresentato dalla spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale, che continuano a sostenere l’attività economica e a ridefinire gli equilibri sui mercati azionari. Il secondo riguarda la spesa pubblica, attesa in accelerazione soprattutto nei comparti della sicurezza, della difesa e delle infrastrutture, anche alla luce delle tensioni geopolitiche degli ultimi anni. Nell’Outlook di metà anno, J.P. Morgan AM richiama inoltre la crescita delle stime di capex degli hyperscaler statunitensi, con un’accelerazione prevista fino al 2028.

Da questo quadro deriva una lettura ancora costruttiva sugli asset rischiosi. Secondo Toschi, nello scenario di base i danni economici legati al conflitto in Medio Oriente dovrebbero essere contenuti, con un ritorno al pieno funzionamento dei principali motori di crescita entro il 2027. Anche la stagione delle trimestrali del primo trimestre ha fornito indicazioni favorevoli, mostrando una solida crescita degli utili e rafforzando l’interesse per l’azionario, in particolare per il settore tecnologico.

Opportunità più globali e selezione geografica

Il tema dell’intelligenza artificiale resta centrale, ma richiede un approccio sempre più selettivo. Le opportunità non sono più concentrate soltanto negli Stati Uniti o nei grandi titoli tecnologici. Secondo J.P. Morgan, la competizione sull’AI ha ormai assunto una dimensione globale e coinvolge anche i mercati emergenti, destinati a giocare un ruolo rilevante nella fornitura di componenti e tecnologie lungo la catena del valore. In questo contesto, la diversificazione geografica diventa una leva essenziale nella costruzione dell’esposizione azionaria.

Anche l’Europa rientra nella mappa delle opportunità. Il progressivo allentamento dei venti contrari legati alla crisi energetica, insieme agli investimenti in sicurezza, difesa e infrastrutture, rende l’area più interessante nelle valutazioni di J.P. Morgan AM. A rafforzare il quadro contribuisce anche il settore finanziario, che può beneficiare di una curva dei tassi più ripida e di condizioni più favorevoli per la redditività bancaria.

Reddito fisso, elezioni Mid Term e private credit: le variabili da seguire

Sul reddito fisso il quadro resta più articolato. La minore visibilità sull’inflazione e sulle prossime mosse delle banche centrali può continuare ad alimentare la volatilità, ma J.P. Morgan Asset Managementvede spazio per curve dei rendimenti più inclinate e individua un valore relativo più interessante sulle scadenze brevi, soprattutto in Europa. Nell’Outlook viene inoltre segnalato un potenziale recupero per l’obbligazionario, legato alla possibilità che i mercati abbiano già scontato un numero eccessivo di rialzi dei tassi.

Tra le variabili da seguire c’è anche il fronte politico statunitense. Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbero mantenere elevata l’incertezza sulle scelte di politica economica, ma secondo Toschi gli investitori dovrebbero guardare soprattutto alle forze economiche di fondo emerse dal nuovo contesto geopolitico, evitando di farsi condizionare dal rumore elettorale di breve periodo.

Un ultimo elemento riguarda il private credit. Le tensioni recenti su questa asset class non vengono ignorate, ma J.P. Morgan AM ritiene che i rischi sistemici siano oggi sovrastimati. Per questo, allo stato attuale, il credito privato non sembra sufficiente a mettere in discussione l’orientamento pro-rischio dell’asset manager.

Portafogli più selettivi per restare esposti al rischio

“In sintesi, la nostra view resta favorevole sugli asset rischiosi”, afferma Toschi. Il messaggio di J.P. Morgan Asset Management non è quello di trascurare i rischi, ma di affrontarli con portafogli più equilibrati e selettivi. La costruzione dell’asset allocation passa quindi da più direttrici: esposizione alla tecnologia, maggiore diversificazione geografica, attenzione alle opportunità europee, ruolo dell’Asia nella catena del valore dell’intelligenza artificiale, reddito fisso come possibile protezione in caso di peggioramento del ciclo e asset alternativi come fonte di resilienza qualora l’inflazione restasse la variabile più difficile da prevedere.