Ftse Mib inarrestabile, tocca 53 mila punti: la fotografia di titoli e settori che trainano il rally
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Prosegue la cavalcata del Ftse Mib, che nella seduta odierna raggiunge per la prima volta la soglia dei 53.000 punti stampando il sesto record storico consecutivo. Nel corso della seduta l’indice principale di Piazza Affari ha toccato un massimo intraday di 53.188 punti, malgrado l’andamento tendenzialmente debole delle altre borse europee in una seduta orfana del faro Wall Street (chiusa per festività).
Ftse Mib al top in Europa
Da inizio anno il Ftse Mib ha guadagnato circa il 18%, sovraperformando gli altri listini del Vecchio Continente: il Dax tedesco è fermo al 2,3% mentre il Cac francese ha messo a segno un modesto +3,6%. Doppiato anche il benchmark Euro Stoxx 50, salito “solo” del 9% nel 2026.
| Indice | Ultimo prezzo | 1 settimana | Ytd | 12 mesi |
| Ftse Mib | 53.019,42 | 3,0% | 18,0% | 36,1% |
| Dax | 25.046,43 | 1,7% | 2,3% | 8,6% |
| Cac 40 | 8.445,18 | 1,1% | 3,6% | 11,8% |
| Euro Stoxx 50 | 6.317,96 | 2,1% | 9,1% | 21,6% |
I motivi del rally di Piazza Affari
A trainare il listino milanese, una combinazione di fattori. Innanzitutto il risiko bancario che sta animando il comparto finanziario con una serie di operazioni in corso di realizzazione e in rampa di lancio, con Unicredit pronta a rispondere alla mossa di Intesa su Mps. C’è inoltre da considerare il rally dei titoli legati alla tecnologia e alle infrastrutture per alimentare l’intelligenza artificiale, su tutti il produttore di chip Stmicroelectronics, ma anche Prysmian. Boom anche per i titoli energetici, esposti favorevolmente al rialzo delle materie prime innescato dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
A questo si sommano fattori macroeconomici e politici, che hanno consentito un generale miglioramento del rischio Paese dell’Italia nella comunità finanziaria internazionale. Infine, rispetto ad altri mercati, Piazza Affari presenta ancora delle valutazioni ragionevoli dal punto di vista dei multipli e dei fondamentali.
“Con un settore bancario ancora in fermento, una crescente domanda di infrastrutture tecnologiche e un contesto geopolitico potenzialmente meno incerto, Piazza Affari sembra avere ancora diversi motori di crescita“, ha commentato Gabriel Debach di eToro. “Dopo aver guidato le performance tra i principali listini europei negli ultimi anni, il mercato italiano dispone degli ingredienti per continuare ad aggiornare i massimi e, soprattutto, difendere quel ruolo di leadership che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.”
E ancora: “Ridurre il successo italiano a un colpo di fortuna stagionale è un errore di analisi grossolano. Il rendimento cumulato a tre anni segna un incredibile 152,7%, quasi il triplo rispetto alla Spagna (117,1%). Questo successo strutturale è figlio di un mix settoriale che ha saputo intercettare i grandi cicli economici. L’Italia vanta infatti 13 titoli finanziari, il numero più alto dell’intero campione europeo, accompagnati da 6 utility e 3 energetici. Il cosiddetto ‘Rinascimento bancario’, alimentato dal repricing dei tassi reali e dal risiko del settore (con nomi come Mediobanca al +52,8% e Banco BPM al +26,7%), ha trasformato l’Italia nel mercato più solido tra i principali mercati europei sul lungo periodo, dimostrando che la forza del listino è costruita su basi ampie e non su singoli exploit.”
I migliori e i peggiori del Ftse Mib da inizio anno
Ecco una panoramica dei titoli del Ftse Mib ordinati per performance da inizio anno (con indicazione delle variazioni di oggi e dell’ultimo mese).

Fonte: Bloomberg
L’andamento degli indici settoriali: bene tech e energia, male i consumi
Per quanto riguarda i settori più performanti, osserviamo l’andamento degli indici negli ultimi 6 e negli ultimi 12 mesi. La tecnologia la fa da padrona nell’ultimo semestre, trascinata da Stm, seguita dall’energia e dalle telecomunicazioni (complice il rialzo di Telecom Italia dopo l’annuncio dell’offerta di Poste Italiane). Tra i comparti più penalizzati, invece, quelli legati ai consumi che risentono in parte delle prospettive di inflazione.
| Indici settoriali | Ultimo prezzo | Variazione 6 mesi | Variazione 1 anno |
| FTSE Italia Tecnologia | 249.055,69 | 160,5% | 143,0% |
| FTSE Italia Energia | 26.979,50 | 36,2% | 48,1% |
| FTSE Italia Telecomunicazioni | 14.871,38 | 34,9% | 42,2% |
| FTSE Italia Industria | 94.243,69 | 28,1% | 57,8% |
| FTSE Italia Materie Prime | 61.065,07 | 25,3% | 27,7% |
| FTSE Italia Immobiliare | 10.157,69 | 17,8% | 28,2% |
| FTSE Italia Finanza | 45.087,22 | 13,4% | 42,3% |
| FTSE Italia Servizi Pubblici | 54.573,95 | 12,3% | 22,0% |
| FTSE Italia Assistenza Sanitaria | 187.551,50 | 1,5% | -14,5% |
| FTSE Italia Beni di Prima Necessità | 104.668,31 | -7,8% | -4,6% |
| FTSE Italia Beni Voluttuari | 24.134,59 | -10,4% | -11,7% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 19 giugno 2026