Commodity della settimana: rame, l’AI sostiene la domanda in un contesto grafico costruttivo
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Il future del rame continua a muoversi in un contesto costruttivo, sostenuto da una narrativa di domanda strutturalmente forte e da un’offerta che, almeno nel breve termine, non offre ancora garanzie di piena abbondanza. A tenere in piedi il quadro rialzista sono soprattutto due fattori: da un lato l’espansione globale dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali, dall’altro le tensioni sul lato produttivo, tra vincoli in Cile, ricomposizione dei flussi verso gli Stati Uniti e progressivo svuotamento delle disponibilità nei magazzini LME. Di seguito il commento tecnico al grafico quotato al LME.
Mercato del rame: la condizione di domanda ed offerta
Il rame continua a beneficiare dell’ottimismo legato al boom dell’intelligenza artificiale, che sta accelerando gli investimenti in data center, reti elettriche, trasformatori, cavi e infrastrutture, segnale che è la domanda ad essere il primo trigger rialzista. È una dinamica che si somma a quella, ormai più consolidata, della transizione energetica: reti di trasmissione più robuste, fonti rinnovabili e sistemi di elettrificazione continuano a richiedere grandi quantità di metallo rosso. Gli analisti di ANZ Research sottolineano che proprio il legame tra crescita dell’AI e rafforzamento delle reti elettriche stia contribuendo a mantenere favorevole l’outlook del rame. Il tema non riguarda solo la Cina o gli Stati Uniti, ma si estende anche a economie avanzate come l’Australia, dove la domanda di rame per linee di trasmissione e apparecchiature elettriche sta diventando un elemento di supporto sempre più visibile.
Sul fronte dell’offerta, in Cile, primo produttore mondiale, i vincoli produttivi stanno già inducendo alcuni grandi raffinatori a rivedere capacità e output, alimentando l’idea che la filiera non sia in grado di rispondere in modo pienamente elastico alla crescita della domanda. A questo si aggiunge un secondo tema: l’aumento delle importazioni di rame negli Stati Uniti in vista di possibili misure tariffarie. Questa dinamica sta drenando volumi da altri mercati e contribuisce a creare la percezione di una disponibilità globale più stretta. Anche su questo punto ANZ Research osserva che la ricomposizione dei flussi commerciali verso gli USA stia diventando un elemento di tensione, perché concentra parte dell’offerta in un unico mercato proprio mentre il resto del mondo continua a richiedere rame per usi industriali e infrastrutturali. In questo contesto i dati mostrano una nuova riduzione delle disponibilità nei magazzini registrati LME, con ulteriori cancellazioni in Asia e, in particolare, a Taiwan. Le scorte “on-warrant” risultano in calo verso i minimi degli ultimi mesi, segnale che una parte del metallo sta uscendo dal circuito di pronta disponibilità. Parallelamente, i magazzini Comex continuano invece a vedere afflussi. Questo contrasto suggerisce in realtà un riequilibrio geografico delle scorte più che un semplice esaurimento assoluto del metallo
Punto tecnico sul grafico del future
Il future del rame quotato al LME continua a mantenere una performance positiva da inizio 2026 pari a circa il +8%, confermando una struttura tecnica che, nonostante l’elevata volatilità, rimane costruttiva. Il ritracciamento sviluppatosi dopo i massimi assoluti di gennaio non sembra infatti aver compromesso il trend di fondo, anche se le quotazioni non sono ancora riuscite a riportarsi su tali livelli.
Dal punto di vista grafico, la correzione ha trovato un importante punto di appoggio sulla trendline rialzista di medio periodo (in blu), dalla quale si è sviluppato un potenziale pattern di inversione, un Cup & Handle a matrice rialzista. Il prezzo ha completato la rottura del manico e successivamente superato la neckline della figura, livello che è stato poi oggetto di un retest in corrispondenza del passaggio della trendline rialzista di breve periodo (in blu), caratterizzata da una maggiore inclinazione. La tenuta di quest’area assume particolare rilevanza poiché coincide anche con una significativa zona di liquidità evidenziata dal box in azzurro. Nuove conferme a sostegno della figura andrebbero a proiettare le quotazioni verso area $ 15.000/t, target tecnico del movimento e possibile ultima gamba rialzista del movimento.
Sul fronte dell’RSI a 14 periodi, l’oscillatore continua a muoversi nei pressi del supporto dinamico (in verde) e sopra a quello statico (in viola), mantenendo un’impostazione positiva. Un’eventuale rottura ribassista costituirebbe tuttavia un segnale anticipatore di debolezza, riportando l’attenzione sui supporti dinamici e sull’area di liquidità sottostante, sebbene al momento appaia come scenario meno probabile.
