Commodity della settimana: oro, future alla ricerca di direzionalità tra inflazione USA, geopolitica e stretta indiana
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Il future dell’oro resta inserito in un contesto di forte complessità macro, dove il metallo giallo continua a muoversi tra due forze contrapposte: da una parte la domanda di protezione legata a guerra, inflazione e instabilità valutaria; dall’altra il ritorno di aspettative di misure più restrittive dalla Fed, che tende a frenare gli asset non remunerativi. A complicare ulteriormente il quadro si è aggiunta l’India, che nel giro di pochi giorni ha prima alzato in modo aggressivo i dazi all’importazione di oro e argento e poi ha stretto le regole sugli ingressi duty-free destinati all’export di gioielli, nel tentativo di contenere la pressione sul deficit commerciale e difendere la rupia. Di seguito il commento al grafico quotato al Comex
Mercato dell’oro: la condizione di domanda ed offerta
L’oro torna sotto i riflettori dopo una raffica di dati dagli USA che hanno riacceso i timori inflazionistici: prezzi all’import e all’export in forte aumento, dati CPI e PPI più caldi delle attese e vendite al dettaglio in tenuta hanno convinto il mercato a ridurre drasticamente le aspettative di taglio dei tassi. Reuters segnala che gli investitori hanno ormai quasi azzerato la probabilità di un allentamento monetario quest’anno, arrivando perfino a prezzare una possibilità non marginale di rialzo entro fine anno. In un contesto del genere, il dollaro ha ritrovato forza e l’oro ha perso parte del supporto che di solito riceve quando il costo opportunità di detenere un asset non remunerativo si riduce.
La geopolitica, però, continua a impedire che il quadro si trasformi in un semplice scenario ribassista per il metallo. Il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping ha riportato al centro i dossier commerciali e il ruolo della Cina nello scenario mediorientale, con riferimenti diretti al tema iraniano. In parallelo, Reuters e altri operatori di mercato sottolineano che l’impennata dei costi energetici dall’inizio della guerra con l’Iran sta lentamente riscrivendo la traiettoria inflazionistica globale. Chanana, Chief Investment Strategist di Saxo, osserva che i mercati stanno cercando di far convivere due narrazioni: da un lato la spinta “risk-on” di AI e tecnologia, dall’altro una dinamica geopolitica ed energetica che rischia di riportare l’inflazione in primo piano. In questo equilibrio instabile, l’oro continua a mantenere una funzione di copertura sistemica.
Altro fronte da monitorare giunge da Nuova Delhi, dove il governo ha portato i dazi effettivi su oro e argento al 15% ed introdotto un tetto di 100 chilogrammi per licenza sulle importazioni di oro nell’ambito del regime di Advance Authorisation, che consente ai gioiellieri di importare materia prima a dazio zero. Reuters osserva che questa stretta riflette una precisa volontà del governo di scoraggiare ulteriormente gli acquisti di metallo prezioso dall’estero.
Punto tecnico sul grafico del future
L’oro rallenta dopo il rally del primo trimestre ma continua a mantenere una performance da inizio 2026 pari a circa +7%. Dopo mesi caratterizzati da forte direzionalità e volatilità elevata, il future sembra ora aver trovato una nuova fase di equilibrio all’interno di un ampio range laterale.
Il future oscilla infatti nel range compreso tra $ 4.085 – 4.850/oz come evidenziato dal Volume Profile, con gli operatori che tendono a rigettare rapidamente i tentativi di estensione oltre tali soglie, favorendo un ritorno verso il POC.
All’interno di questo contesto si è sviluppato anche un potenziale triangolo rettangolo a matrice ribassista (in rosso). La figura sta comprimendo progressivamente i prezzi, mentre i volumi medi giornalieri mostrano una graduale diminuzione rispetto ai livelli registrati durante il rally.
Nonostante l’impostazione teoricamente più favorevole ai venditori, la convergenza del pattern con la trendline rialzista di lungo periodo (in blu) continua però a fornire sostegno al quadro tecnico. La tenuta di questo supporto dinamico sembra infatti suggerire una presenza ancora attiva dei compratori, elemento che potrebbe limitare eventuali accelerazioni ribassiste nel breve periodo.
Indicazioni importanti potrebbero arrivare dall’RSI a 14 periodi. L’oscillatore si trova infatti in una fase di compressione tra supporti e resistenze dinamiche e statiche (in verde e viola), configurazione che potrebbe anticipare un nuovo movimento direzionale. Il breakout dell’RSI su uno di questi livelli potrebbe quindi fungere da trigger anticipatore rispetto alla successiva uscita del prezzo dal pattern principale, offrendo un primo segnale sulla direzione delle prossime settimane.
