Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (28/05/26)
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Puntare su titoli che distribuiscono dividendi è una mossa tattica per chi cerca flussi di cassa costanti e desidera smorzare l’impatto della volatilità di mercato. Le aziende con un dividend yield generoso offrono una rendita periodica che semplifica la gestione finanziaria e aumenta la prevedibilità dei rendimenti. Di seguito vengono analizzate le società del Ftse Mib dal punto di vista dei rendimenti attuali, le proiezioni future e il calendario dei prossimi pagamenti relativamente al listino principale di Piazza Affari.
Perché le società distribuiscono dividendi
Le aziende scelgono di spartire i profitti con i propri azionisti per diversi obiettivi strategici:
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Solidità e reputazione: Premiare i soci è il modo più diretto per dimostrare il successo dell’azienda. Una politica di dividendi costante comunica al mercato trasparenza e salute finanziaria.
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Fidelizzazione degli azionisti: Le cedole attraggono i cosiddetti “cassettisti” (investitori di lungo periodo). Questo permette alla società di contare su una base azionaria meno speculativa e più fedele nel tempo.
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Gestione della liquidità: Una volta coperti i costi operativi e gli investimenti necessari alla crescita, il dividendo rappresenta un modo efficiente per impiegare il capitale in eccesso a beneficio della proprietà.
Cos’è il payout ratio
La percentuale di utili netti che l’azienda distribuisce come dividendi è definita payout ratio e solitamente si attesta tra il 30% e il 60%, ma alcune realtà particolarmente solide possono permettersi livelli superiori. Ad esempio, Intesa Sanpaolo prevede nell’orizzonte del Piano di Impresa 2026-2029 un payout ratio sul risultato netto consolidato pari al 95% in ciascun anno del Piano, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.
I vantaggi per l’investitore
Per chi investe, la cedola agisce come una rendita passiva, utile sia per incrementare il reddito disponibile, sia per essere reinvestita in nuovi asset.
Inoltre, i dividendi fungono da “cuscinetto” psicologico e finanziario: poiché il loro flusso non è legato alle oscillazioni giornaliere dei prezzi, possono compensare eventuali fasi ribassiste del mercato, rendendo il portafoglio più resiliente.
In Italia, la tassazione sui dividendi per le persone fisiche consiste in una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.
Approvazione, stacco e pagamento del dividendo
Il processo che porta la cedola nelle tasche dell’investitore segue tre tappe fondamentali:
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Proposta e delibera: Il CdA suggerisce l’importo, che deve essere successivamente approvato dall’Assemblea degli Azionisti.
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Data di stacco: In questo giorno, il valore dell’azione cala in misura pari all’importo della cedola.
- Data di pagamento: L’effettiva disponibilità dei fondi avviene generalmente due giorni dopo lo stacco.
Per aver diritto al dividendo, bisogna possedere il titolo alla chiusura del giorno precedente allo stacco. Vendendo l’azione nel giorno di stacco (quando il titolo quota ex-dividend), si mantiene comunque il diritto all’incasso.
Oltre ai dividendi ordinari (basati sui profitti ricorrenti), esistono quelli straordinari (legati a eventi eccezionali). Va ricordato anche lo scrip dividend, ovvero la distribuzione di nuove azioni al posto del contante.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (che somma eventuali acconti e saldi o tranche trimestrali), dividend yield e stime sulle cedole future. I titoli sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 8,95 | 0,8600 | 9,6% | 0,7400 | -14,0% | 8,3% |
| Nexi | 3,50 | 0,3000 | 8,6% | 0,2940 | -2,0% | 8,4% |
| Inwit | 6,71 | 0,5543 | 8,3% | 0,5560 | 0,3% | 8,3% |
| Banco BPM | 13,27 | 1,0000 | 7,5% | 1,0130 | 1,3% | 7,6% |
| Intesa Sanpaolo | 5,73 | 0,3760 | 6,6% | 0,4300 | 14,4% | 7,5% |
| Banca Mediolanum | 19,55 | 1,2500 | 6,4% | 0,9050 | -27,6% | 4,6% |
| Azimut | 35,03 | 2,0000 | 5,7% | 2,0590 | 3,0% | 5,9% |
| BPER Banca | 11,67 | 0,6500 | 5,6% | 0,8610 | 32,5% | 7,4% |
| Mediobanca (**) | 21,58 | 1,1500 | 5,3% | 1,5970 | 38,9% | 7,4% |
| Unipol Gruppo | 21,19 | 1,1200 | 5,3% | 1,1770 | 5,1% | 5,6% |
| Enel | 9,56 | 0,4900 | 5,1% | 0,5180 | 5,7% | 5,4% |
| Poste italiane | 25,05 | 1,2500 | 5,0% | 1,3260 | 6,1% | 5,3% |
| Snam | 6,27 | 0,3021 | 4,8% | 0,3100 | 2,6% | 4,9% |
| Eni | 22,66 | 1,0500 | 4,6% | 1,1110 | 5,8% | 4,9% |
| A2A | 2,26 | 0,1040 | 4,6% | 0,1100 | 5,8% | 4,9% |
| UniCredit | 72,48 | 3,1490 | 4,3% | 3,8020 | 20,7% | 5,2% |
| Generali Assicurazioni | 38,28 | 1,6400 | 4,3% | 1,8020 | 9,9% | 4,7% |
| Italgas | 10,13 | 0,4320 | 4,3% | 0,4780 | 10,6% | 4,7% |
| Saipem | 4,12 | 0,1700 | 4,1% | 0,1590 | -6,5% | 3,9% |
| Hera | 3,89 | 0,1600 | 4,1% | 0,1700 | 6,3% | 4,4% |
| Terna | 9,88 | 0,3962 | 4,0% | 0,4010 | 1,2% | 4,1% |
| FinecoBank | 20,92 | 0,7900 | 3,8% | 0,8380 | 6,1% | 4,0% |
| Tenaris (*) | 26,11 | 0,8900 | 3,4% | 0,9140 | 2,7% | 3,5% |
| Amplifon | 10,78 | 0,2900 | 2,7% | 0,2700 | -6,9% | 2,5% |
| Recordati | 51,15 | 1,3400 | 2,6% | 1,5430 | 15,1% | 3,0% |
| Moncler | 54,56 | 1,4000 | 2,6% | 1,3840 | -1,1% | 2,5% |
| Diasorin | 65,38 | 1,3000 | 2,0% | 1,3150 | 1,2% | 2,0% |
| Campari | 5,66 | 0,1000 | 1,8% | 0,1090 | 9,0% | 1,9% |
| Lottomatica | 25,26 | 0,4400 | 1,7% | 0,5630 | 28,0% | 2,2% |
| Buzzi | 45,71 | 0,7000 | 1,5% | 0,7680 | 9,7% | 1,7% |
| Ferrari | 284,40 | 3,6150 | 1,3% | 3,8260 | 5,8% | 1,3% |
| Brunello Cucinelli | 82,86 | 1,0400 | 1,3% | 1,1500 | 10,6% | 1,4% |
| Leonardo | 53,11 | 0,6300 | 1,2% | 0,6780 | 7,6% | 1,3% |
| Prysmian | 147,40 | 0,9000 | 0,6% | 1,0310 | 14,6% | 0,7% |
| STMicroelectronics (*) | 58,98 | 0,3600 | 0,6% | 0,3730 | 3,6% | 0,6% |
| Avio | 44,31 | 0,1485 | 0,3% | 0,1180 | -20,5% | 0,3% |
| Iveco Group | 13,93 | 5,8216 | – | 0,4900 | – | 3,5% |
| Fincantieri | 11,80 | – | – | 0,0150 | – | 0,1% |
| Stellantis | 6,95 | – | – | 0,1150 | – | 1,7% |
| Telecom Italia | 0,72 | – | – | 0,0210 | – | 2,9% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 21 maggio 2026.
(*) Dividendo in dollari
(**) Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025 (pagato il 20 aprile saldo di 0,63 euro sui sei mesi);
(***) Iveco: dividendo straordinario
Le prossime cedole a Piazza Affari
Le due giornate chiave per i dividendi a Piazza Affari, finora, sono state il 20 aprile e del 18 maggio, con 30 società complessive che hanno staccato la cedola, tra dividendi ordinari e straordinari, saldi e tranche trimestrali.
Volgendo lo sguardo ai prossimi mesi, il 22 giugno toccherà a Hera, Leonardo, Poste Italiane (saldo), Snam (saldo), Stm (tranche trimestrale) e Terna, mentre per Enel (saldo) bisognerà aspettare il 20 luglio.