Notizie Notizie Italia L’Ipo di Space X ? Un trampolino per le azioni Stm che prepara lo scatto anche in Cina

L’Ipo di Space X ? Un trampolino per le azioni Stm che prepara lo scatto anche in Cina

25 Maggio 2026 11:15

La ripresa di Stm a Piazza Affari è solo agli inizi. Il titolo, che negli ultimi 6 mesi ha guadagnato il 196% ha infatti ancora spazio per crescere grazie all’effetto volano che apporterà la quotazione di SpaceX. Secondo Akros che ha alzato di ben 10 euro il target price lo spazio è ampio.

L’Ipo di SpaceX

Akros ricorda che SpaceX ha presentato la scorsa settimana alla Sec il prospetto per la sua Ipo mentre pianifica la quotazione al Nasdaq con il ticker SPCX. Fondata da Elon Musk nel 2002 per sviluppare e gestire razzi riutilizzabili, SpaceX è diventata il principale partner di lancio della Nasa dopo la chiusura del programma Space Shuttle nel 2011.

Oltre agli importanti contratti nei settori aerospaziale e difesa, SpaceX gestisce anche il servizio Internet satellitare Starlink, una costellazione di circa 10.000 satelliti, nonché la divisione di intelligenza artificiale xAI.

Secondo il Financial Times, la valutazione dell’Ipo potrebbe raggiungere 1,75 trilioni di dollari, un valore molto elevato rispetto ai dati degli ultimi dodici mesi (LTM).

La relazione con Stm

“Secondo il documento Stm 10-K, SpaceX è stata tra i primi 10 clienti di Stm nel 2025 e stimiamo che abbia rappresentato circa il 5% delle vendite”, spiegano gli analisti ricordando che “nel 2025 SpaceX ha generato ricavi per 18,7 miliardi di dollari con un Ebitda adjusted di 6,6 miliardi di dollari”.

Riteniamo che l’Ipo di SpaceX possa rappresentare un catalizzatore positivo per Stm, considerato l’ampio TAM indicato”, spiega Akros

Il mercato potenziale

Nel prospetto Ipo, SpaceX ha indicato un mercato indirizzabile totale (TAM) pari a 28,5 trilioni di dollari, di cui 370 miliardi nel settore spaziale,  1,6 trilioni nella connettività,  26,5 trilioni nell’intelligenza artificiale.

Il boom cinese

Secondo Digitimes, inoltre, la Cina sta accelerando i piani per una rete nazionale di potenza computazionale, mentre l’utilizzo di token AI cresce rapidamente, rendendo la capacità di calcolo AI parte della prossima infrastruttura pubblica strategica del Paese.

Un volano per gli affari del gruppo italo-francese in scia anche alla dichiarazione di Huawei secondo cui l’azienda potrebbe essere in grado di produrre semiconduttori a 1,4 nm entro il 2031 grazie alla propria tecnologia “Logicfolding”, mentre TSMC ha dichiarato che inizierà la produzione di massa dello stesso nodo nel 2028.

Per Akros , inoltre, “la guidance di Stm per le vendite AI cloud – ben oltre 500 milioni di dollari nel 2026 e sopra 1 miliardo nel 2027 – può rivelarsi prudente, dato il forte posizionamento dell’azienda anche in Cina.

Ecco perché gli analisti hanno confermeto il rating ma alzato il target price a 63 euro (da 52 euro), utilizzando ora un P/E target di 23x (precedentemente 19x), osservando che il range forward blended a 12 mesi della società si colloca tra 8x e 40x, con una media di 18x.

La stagione delle Ipo

La stagione delle Ipo sembra essere entrata nel vivo. SpaceX, OpenAI e Anthropic sono le più grandi e importanti. Moneyfarm accende un faro su questo trend spiegando che “negli ultimi anni il numero di società quotate a livello globale si è progressivamente ridotto, complice l’aumento dei costi legati alla permanenza sui mercati pubblici, la crescente disponibilità di capitali privati e il consolidamento di molti settori. Una dinamica che ha ristretto l’universo investibile per gli investitori azionari tradizionali e che rende potenzialmente favorevole un ritorno di nuove quotazioni”.

Con le Ipo una pioggia di vendite?

Il mercato delle IPO è però anche un indicatore storico del sentiment degli investitori. Negli Stati Uniti, durante la cosiddetta “era Dot-Com” tra il 1995 e il 2001, il numero di nuove quotazioni aumentò drasticamente, sostenuto dall’entusiasmo per la diffusione di Internet e da una forte componente speculativa. In parallelo, l’abbassamento degli standard qualitativi portò molte delle società quotate in quegli anni a scomparire nei primi anni 2000.

La recente solidità dei mercati azionari, invece, non si è accompagnata a una nuova esplosione delle Ipo, riflettendo sia una maggiore prudenza degli investitori sia il ruolo crescente dei mercati privati, con molte aziende che scelgono di restare non quotate più a lungo grazie al sostegno di venture capital e private equity.

Esiste inoltre un aspetto più operativo da considerare. Quando un gestore decide di partecipare a un’Ipo, spesso deve liberare liquidità riducendo posizioni già presenti in portafoglio. Con un numero limitato di nuove quotazioni, l’impatto sul mercato tende a essere contenuto; tuttavia, un aumento significativo delle Ipo potrebbe tradursi in maggiori pressioni di vendita sui titoli esistenti.

La propensione al rischio

“Le Ipo vengono osservate anche come misura della propensione al rischio degli investitori. Una forte domanda per una nuova quotazione tende infatti a riflettere un clima di ottimismo diffuso, mentre collocamenti deboli o performance deludenti dopo il debutto possono segnalare un deterioramento del sentiment di mercato”, spiega Moneyfarm.