Nexi, CDP punta al 29,9%: più peso pubblico nei pagamenti digitali italiani
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Cassa Depositi e Prestiti rafforza la propria posizione in Nexi. CDP punta infatti ad aumentare la partecipazione nella società italiana dei pagamenti digitali fino al 29,9%, sostenendone la strategia di lungo periodo e consolidando la stabilità dell’azionariato. L’operazione, precisa il gruppo, non è finalizzata al lancio di un’OPA ma a rafforzare il presidio su un asset considerato strategico per il sistema finanziario italiano.
CDP rafforza il presidio su Nexi senza OPA
Cassa Depositi e Prestiti si prepara a rafforzare la propria presenza nel capitale di Nexi, con l’obiettivo di portare la partecipazione fino a un massimo del 29,9%. Il consiglio di amministrazione di CDP Equity, il braccio d’investimento del gruppo controllato dallo Stato, ha approvato le operazioni necessarie all’incremento della quota, che includono anche la possibile sottoscrizione di contratti derivati legati a una partecipazione pari all’8% del capitale sociale della società dei pagamenti digitali.
CDP Equity, già secondo azionista di Nexi con il 19,14%, ha precisato che l’operazione non è finalizzata al lancio di un’offerta pubblica di acquisto, ma punta a sostenere la stabilità dell’assetto azionario e la strategia di lungo periodo del gruppo. Nell’operazione, CDP Equity è stata assistita da Mediobanca, JPMorgan e PricewaterhouseCoopers Business Services come advisor finanziari e da Hogan Lovells per gli aspetti legali.
La nuova fase di Nexi sotto il presidio di CDP Equity
L’incremento della partecipazione in Nexi rappresenta la prima operazione di rilievo per Fabio Barchiesi da quando, a ottobre, è stato nominato amministratore delegato di CDP Equity. L’obiettivo è rafforzare il ruolo dell’investitore a controllo pubblico in una società considerata strategica per l’Italia, anche nell’ambito del percorso europeo verso un’infrastruttura dei pagamenti digitali meno dipendente dagli operatori statunitensi.
Il contesto resta complesso per i processori di pagamento tradizionali, come Nexi e la francese Worldline, che servono soprattutto banche e grandi esercenti e sono esposti alla concorrenza dei nuovi operatori cloud-based, oltre che al rallentamento dei consumi in Europa. Per recuperare la fiducia del mercato, Nexi ha avviato un cambio al vertice, sostituendo a marzo lo storico amministratore delegato Paolo Bertoluzzo con Bernardo Mingrone. La società prevede per l’anno in corso ricavi netti sostanzialmente in linea con il 2025 e una cassa eccedente di circa 750 milioni di euro.
CDP Equity, dal canto suo, investe in imprese ritenute rilevanti per l’interesse nazionale, dall’energia alle infrastrutture, fino alla tecnologia e alla difesa, spesso in partnership con investitori privati per sostenere la crescita delle aziende e preservarne il controllo italiano.
“CDP Equity crede in una forte evoluzione innovativa e industriale di Nexi” scrive Cassa Depositi e Prestiti in una nota “infatti già oggi Nexi processa 1.800 miliardi di euro di transazioni digitali in oltre 25 Paesi – che potrà giocare un ruolo chiave nello sviluppo europeo di una infrastruttura tecnologica a supporto della digitalizzazione della moneta. L’aumento della partecipazione di CDP Equity conferma la volontà di sostenere la Società in questo suo percorso e favorirà inoltre una maggiore stabilità dell’azionariato sostenendo la strategia industriale di lungo periodo”.