Rubriche e analisi Commodity della settimana: cacao, il rally si scontra con hedging e surplus, ma il mercato resta fragile

Commodity della settimana: cacao, il rally si scontra con hedging e surplus, ma il mercato resta fragile

17 Aprile 2026 08:31

Il future del cacao torna sotto la lente d’ingrandimento nonostante un contesto complesso, dove i rimbalzi tecnici e le tensioni logistiche si scontrano con un quadro di domanda ancora debole e con segnali più costruttivi dal lato dell’offerta. Dopo il recente recupero, il mercato ha subito nuove prese di profitto, complice il ritorno dell’hedging da parte di produttori e trader, in un quadro che resta sospeso tra surplus persistenti e vulnerabilità strutturali. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al ICEUS.

Mercato del cacao: la condizione di domanda ed offerta

Mentre il future mostrava segni di ripresa dopo mesi di ribasso, uno dei fattori che ha frenato l’ultima accelerazione rialzista è arrivato dalla Costa d’Avorio, primo produttore mondiale di cacao. Il regolatore locale, Le Conseil du Café-Cacao, ha segnalato un forte incremento delle vendite forward per la stagione 2026/27: le quantità collocate sarebbero salite rapidamente nel corso del mese, segno che produttori e operatori commerciali stanno approfittando del recupero del mercato per bloccare prezzi e coperture. Questo elemento suggerisce che, almeno nel breve, ogni allungo del future rischia di incontrare nuova offerta commerciale. In altre parole, il mercato si conferma molto sensibile ai rimbalzi, in quanto il lato produttivo torna rapidamente a vendere, limitando la profondità dei movimenti rialzisti.

Sul fronte della domanda, d’altro canto, il quadro resta fragile. I segnali provenienti dal settore dolciario continuano a mostrare consumatori cauti, penalizzati dal costo elevato del cioccolato. Le stime preliminari sulle vendite pasquali indicano un andamento debole, mentre già nei mesi scorsi diversi indicatori avevano confermato la frenata. In questo contesto, il dato arrivato dalla Malesia, con una crescita delle macinazioni nel primo trimestre, ha alimentato speranze di stabilizzazione della domanda asiatica. Tuttavia, il mercato attendeva soprattutto i dati del primo trimestre da Europa e Nord America per capire se si sia davvero aperta una fase di recupero oppure se si tratti solo di un rimbalzo temporaneo.

Un altro elemento significativo è arrivato indirettamente dal contesto geopolitico, dove le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz, sebbene non riguardino il cacao in modo diretto, ne influenzano il mercato attraverso la logistica ed i costi di produzione. Per una filiera come quella del cacao, già sotto pressione per ragioni climatiche e produttive, l’aumento dei costi logistici rappresenta un ulteriore elemento di instabilità. Non basta da solo a cambiare i fondamentali, ma contribuisce a mantenere elevata la sensibilità del mercato agli shock esterni.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future sul cacao si conferma tra le commodity più penalizzate del 2026, con una performance da inizio anno di circa il -41%, riflesso di una pressione ribassista dominante. Tuttavia, osservando il grafico daily, emergono alcuni elementi che suggeriscono un possibile rallentamento della fase discendente nel breve periodo.

Dopo una discesa prolungata, i prezzi hanno avviato una fase laterale contenuta all’interno di un box di congestione (in azzurro), area che potrebbe configurarsi come una potenziale base di accumulazione. Il tentativo di uscita rialzista da questo range rappresenta un primo segnale di reazione, sebbene ancora circoscritto ad un orizzonte di breve e lontano da una vera inversione della struttura primaria.

A supportare questa lettura l’RSI a 14 periodi evidenzia una divergenza rialzista (in rosso), seguita da una rottura progressiva sia della resistenza dinamica (in verde) sia di quella statica inferiore (in viola). L’oscillatore si trova ora a ridosso delle resistenze superiori, in una fase cruciale che potrebbe anticipare un breakout più deciso qualora venisse confermata la forza relativa.

Dal punto di vista volumetrico, il Volume Profile mostra un POC posizionato all’interno della fase di congestione, segnale di un’elevata concentrazione di scambi in quest’area. Il tentativo dei prezzi di abbandonare questo cluster suggerisce una possibile ricerca di nuove aree di liquidità, con primo obiettivo in concomitanza del passaggio della prima trendline ribassista (in rosso).

In questo contesto, solo una rottura confermata dell’area di congestione, accompagnata dal superamento delle resistenze sull’RSI, potrebbe aprire spazio ad un’estensione del rimbalzo fino al test strutturale della trendline, altrimenti eventuali invalidazioni riporterebbero il focus sulla debolezza strutturale del mercato.