Effetto guerra su Lvmh, ricavi flop affossano il titolo a Parigi
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Lvmh inciampa nel primo trimestre dell’anno con ricavi sotto le attese del mercato. Il colosso francese del lusso ha riportato ricavi pari a 19,1 miliardi di euro, in calo del 6% su base riportata rispetto ai 20,3 miliardi dello stesso periodo del 2025. Pesa la contrazione della spesa turistica con l’area del Medio Oriente che da marzo ha risentito dell’effetto negativo del conflitto Iran-Usa.
Nervosa la reazione del mercato con titolo in calo del 2,5% alla Borsa di Parigi. Da inizio anno Lvmh ha ceduto oltre il 25% del proprio valore, vanificando il rally che aveva caratterizzato gli ultimi mesi del 2025 sulla speranza di una ripresa del settore lusso.
Stasera toccherà a Kering, proprietario di Gucci, diffondere i dati sui ricavi trimestrali e in settimana arriveranno anche i conti di Hermes.
Ricavi sotto le attese
A cambi costanti i ricavi del gruppo che fa capo a Bernard Arnault segnano un progresso dell’1% su base organica. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano una crescita dell′1,5% nel trimestre. Il gruppo rimarca che i dati trimestrali mostrano “una buona resilienza in un contesto geopolitico ed economico che è rimasto turbolento, aggravato dal conflitto in Medio Oriente” e un “buon inizio d’anno negli Stati Uniti”.
L’Asia, escluso il Giappone, ha registrato una crescita organica del 7%, mentre gli Stati Uniti sono cresciuti del 3%, leggermente superiori al consenso del 2,9%. Di contro l’Europa è diminuita del 3%, peggio del calo stimato dello 0,75%.
Effetto guerra si fa sentire su moda e pelletteria
La divisione moda e pelletteria di LVMH, l’unità più grande del gruppo che include marchi come Louis Vuitton, Dior e Fendi, ha registrato un calo del 2% a 9,2 miliardi a valuta costante nel trimestre, mentre gli analisti si aspettavano un dato sostanzialmente stabile.
Al calo ha contribuito anche la guerra in Medio Oriente che ha ridotto la domanda di prodotti Louis Vuitton e Dior. Il conflitto in Medio Oriente, che ha avuto un impatto negativo diretto di circa 1 punto percentuale sulla crescita organica trimestrale.
Il Medio Oriente prima del conflitto era una delle poche regioni in buona crescita all’interno di un settore del lusso stagnante altrove.
Tiffany traina il segmento orologi e gioielli
Il settore orologi e gioielli ha invece registrato una crescita organica del 7%, trainata da Tiffany con la sua linea HardWear che ha registrato una crescita particolarmente robusta, mentre la divisione vini e liquori dell’azienda è cresciuta del 5% (-2% a cambi correnti) a 1,2 miliardi. Il cognac ha beneficiato di un effetto calendario favorevole legato al Capodanno cinese rispetto al 2025. La divisione Profumi e Cosmetici vede un fatturato stabile su base organica a 2 miliardi (-6% a cambi correnti).