Notizie Criptovalute Crypto e stallo Clarity Act: Citi taglia i target per Bitcoin ed Ethereum ma rimane bullish

Crypto e stallo Clarity Act: Citi taglia i target per Bitcoin ed Ethereum ma rimane bullish

18 Marzo 2026 09:06

L’universo cripto deve fare i conti con lo stallo della legislazione statunitense sulle criptovalute. Mercato e analisti in questi mesi hanno acceso i riflettori sui mancati progressi al Congresso statunitense del Clarity Act, complici le divisioni sul tema stablecoin.

Il bitcoin e le altre valute digitali nelle ultime settimane hanno risollevato in parte la testa, con la cripto regina arrivata a recuperare il 25% rispetto ai minimi in area 60mila dollari toccati il mese scorso. In forte recupero anche l’Ethereum tornato ieri in area 2.300 dollari con anche la sponda di forti afflussi e della novità dell’arrivo sul mercato dell’ETF Ethereum staking, targato Blackrock, il primo che paga un rendimento.

Citi rivede le stime

Ieri a esprimersi sulle prospettive del mondo cripto sono stati gli analisti di Citigroup, tagliando le stime a 12 mesi su Bitcoin ed Ethereum proprio alla luce del rallentamento dell’iter legislativo negli Stati Uniti, con le possibilità di approvazione del Clarity Act in calo.

La banca d’affari americana ha così rivisto il target del Bitcoin a 112 mila dollari dai precedenti 143 mila, mentre sull’Ethereum la sforbiciata è stata ancora più marcata, a 3.175 dollari da oltre 4.300.

Senza Clarity Act il rally è azzoppato

Alla base della revisione, come detto, c’è lo stallo della normativa crypto a Washington. Il cosiddetto “Clarity Act”, atteso come passaggio chiave per dare certezza regolatoria al settore, è fermo al Senato tra divisioni politiche e nodi irrisolti sulle stablecoin. Un ritardo che restringe la finestra per un via libera nel 2026 e che, secondo Citi, rinvia anche il principale catalizzatore per il mercato: l’ingresso massiccio di capitali istituzionali.

“I fattori normativi favoriranno un’ulteriore adozione e un aumento dei flussi, ma la finestra di opportunità per una legislazione statunitense quest’anno si sta restringendo”, ha affermato Alex Saunders, strategist di Citi.

Citigroup sottolinea come, senza un quadro normativo chiaro, gli investitori istituzionali restino più cauti. Citi stima potenziali afflussi per circa 15 miliardi di dollari negli ETF su Bitcoin, ma solo a condizione di un contesto regolatorio favorevole.

Il risultato è un mercato che rischia di muoversi lateralmente: secondo gli analisti, Bitcoin potrebbe restare ancorato in area 70 mila dollari in attesa di sviluppi politici, con Ethereum ancora più esposto alla mancanza di chiarezza normativa.

Scenari divergenti

Il quadro delineato da Citi resta comunque ampio e incerto. In uno scenario favorevole, con ritorno della domanda e maggiore chiarezza normativa, Bitcoin potrebbe spingersi fino a 165 mila dollari e Ethereum verso area 4.500. Al contrario, in caso di recessione o deterioramento del contesto macro, i prezzi potrebbero scendere rispettivamente fino a 58 mila e poco sopra i 1.000 dollari.

A pesare è quindi una doppia variabile: da un lato la politica, con il rischio che le divisioni al Congresso e le elezioni di midterm rallentino ulteriormente il processo legislativo; dall’altro il quadro macro globale, tra tassi ancora elevati e incertezze geopolitiche.

Ethereum più vulnerabile, Bitcoin resta il benchmark

Un elemento chiave dell’analisi di Citi riguarda la divergenza tra le due principali criptovalute. Bitcoin continua a essere visto come una sorta di “oro digitale”, più resiliente e capace di attrarre flussi anche in assenza di novità normative.

Ethereum, invece, appare più vulnerabile: il suo valore dipende in misura maggiore dall’attività sulla rete e dallo sviluppo dell’ecosistema DeFi, ambiti che necessitano di regole più chiare per attrarre capitali su larga scala.