Generali alza il dividendo e annuncia il buyback dopo un 2025 record
Fonte immagine: Getty
Generali archivia il 2025 con risultati solidi, sostenuti da un Solvency ratio nettamente superiore alle attese e da un andamento favorevole del nuovo business Vita. La prima compagnia assicurativa italiana ha diffuso i conti del 2025, che segnano anche il debutto del piano “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”, chiuso con un risultato operativo record e un utile netto normalizzato ai massimi.
A trainare i numeri del gruppo sono stati soprattutto il buon contributo del ramo Danni, una raccolta Vita positiva, la crescita degli asset under management e il rafforzamento della posizione patrimoniale. In parallelo, il gruppo prosegue il percorso di miglioramento della redditività, con un focus sugli attivi a maggiore rendimento e sul rafforzamento nei rami danni, property e asset management.
Generali batte le attese: i risultati del 2025
Nel 2025 Generali ha riportato un dividendo per azione pari a 1,64 euro, superiore al consensus fermo a 1,58 euro. I premi lordi contabilizzati si sono attestati a 98,12 miliardi di euro, in crescita del 3,1% su base annua “grazie allo sviluppo significativo di entrambi i segmenti Vita e Danni”, pur risultando leggermente inferiori alla stima di 99,43 miliardi. Nell’esercizio 2025 Generali ha messo a segno “il risultato operativo migliore di sempre” a 8 miliardi di euro con un incremento del 9,7% rispetto all’anno precedente e sostanzialmente in linea con le attese del mercato “grazie al contributo significativo di tutti i segmenti di business”, si legge nel comunicato.
L’utile netto si è attestato a 4,3 miliardi di euro, in aumento del 14,5% su base annua “grazie all’ottima diversificazione delle fonti di utile del Gruppo” ma poco sotto i 4,23 miliardi previsti dal consensus. Sul fronte patrimoniale, il Solvency ratio è salito al 219% dal 210% del 2024, superando le attese ferme al 214,3% “grazie alla forte generazione normalizzata di capitale del Gruppo”. In crescita anche gli asset under management, arrivati a 899,93 miliardi di euro (+4,3%), mentre il patrimonio netto di pertinenza degli azionisti è salito a 32,06 miliardi, oltre i 31,97 miliardi stimati dal mercato. Il combined ratio si è infine attestato al 92,6%, in miglioramento rispetto al 94% dell’anno precedente e in linea con le attese.
Un dividendo oltre le stime
Generali ha annunciato un dividendo per azione superiore alle attese del mercato, confermando l’orientamento del gruppo verso una remunerazione crescente degli azionisti. Il dividendo che sarà sottoposto alla prossima assemblea è pari a 1,64 euro per azione, con pagamento previsto dal 20 maggio 2026 e stacco cedola fissato al 18 maggio 2026. La proposta segna un incremento del 14,7% rispetto all’anno precedente e riflette i risultati conseguiti dal gruppo, la solidità della posizione di cassa e di capitale e le linee guida del piano strategico “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”. L’esborso massimo complessivo previsto per la distribuzione ammonta a 2,48 miliardi di euro.
“Grazie a questi eccellenti risultati e alla posizione patrimoniale estremamente solida, e in linea con il chiaro impegno a garantire ai nostri azionisti rendimenti sempre più alti, proponiamo ancora una volta un dividendo per azione in aumento e il lancio del buyback da 500 milioni di euro per il 2026. Le nostre persone restano l’elemento fondamentale dietro al successo del Gruppo, e desidero pertanto ringraziare sinceramente tutti i colleghi e gli agenti per questo straordinario avvio del piano strategico”, ha dichiarato nella nota di commento ai risultati Philippe Donnet, Ceo del Gruppo.
La lettura del mercato
A rafforzare la reazione positiva del mercato ha contribuito anche una remunerazione agli azionisti più generosa delle attese, intanto il titolo a Piazza Affari viaggia in rialzo con guadagni che sfiorano il 2% a 33,79 euro.
Anche il riscontro degli analisti è stato nel complesso positivo. Morgan Stanley ha definito solidi i risultati 2025 di Generali, mettendo in evidenza soprattutto un dividendo per azione superiore alle attese, un coefficiente di solvibilità più forte del previsto e una dinamica migliore nel business vita di nuova produzione. La banca ha confermato il giudizio overweight, mantenendo il titolo tra le sue preferenze.
Sulla stessa linea JPMorgan, secondo cui la qualità sottostante dei conti resta robusta, con un Solvency II nettamente migliore del consenso e una crescita del dividendo per azione del 15%, elementi che rafforzano le prospettive di crescita futura degli utili.
Anche Citi ha giudicato i numeri molto solidi e di buona qualità, osservando come l’anticipo di alcuni costi di progetto e degli oneri di ristrutturazione finisca per rendere ancora più convincente la performance sottostante del gruppo.