Notizie Notizie Italia Tim torna in utile, il 15 aprile assise chiave tra buyback e raggruppamento azionario

Tim torna in utile, il 15 aprile assise chiave tra buyback e raggruppamento azionario

12 Marzo 2026 09:09

Il canone e il Brasile sostengono Tim che torna in utile. Il cda del gruppo di tlc guidato dall’ad Pietro Labriola ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio separato di Tim spa rivedendo il nero dopo quattro anni di rosso. Il risultato arriva mentre l’ex monopolio della telefonia rimodella il business verso i servizi in seguito alla vendita, avvenuta lo scorso anno, della sua rete fissa a un consorzio guidato da KKR, un accordo volto a ridurre il debito.

Il titolo ha aperto la seduta in Borsa in rialzo di mezzo punto percentuale per poi ripiegare in un mercato molto volatile

I numeri

Il numero magico dell’ultima riga del bilancio è +519 milioni di euro, rispetto alla perdita di 364 milioni del 2024. Sottratti i 222 milioni di competenza delle minoranze di Tim Brasil, di cui Tim controlla il 167%, la quota attribuibile ai soci della controllante è di 297 milioni. Sul fronte dei ricavi, la società è arrivata a 13,7 miliardi (+2,7%), l’ebitda after lease a 3,7 miliardi (+6,5%) e il debito netto after lease è calato a 6,9 miliardi. II risultato netto della capogruppo Tim spa, è invece ancora negativo per 155 milioni, ma in netto miglioramento rispetto ai -1,2 miliardi del 2024.

Leve e partite straordinarie

A spingere i conti del gruppo è stata ancora una volta Tim Brasil, che nel 2025 ha chiuso con un utile netto normalizzato intorno a 700 milioni di euro. I risultati sono stati poi condizionati anche dalle partite straordinarie: 157 milioni di proventi non ricorrenti. A incidere maggiormente sono stati il rimborso del canone concessorio del 1998, positivo per poco meno di un miliardo di euro; e a modifica della durata dei costi di acquisizione e attivazione dei clienti di rete fissa (negativo per circa a 600 milioni). L’operazione Sparkle ha avuto un impatto negativo per circa 115 milioni. Anche escludendo le partite straordinarie, Tim è tornata in utile operativo di circa 362 milioni.

I prossimi appuntamenti

II board ha convocato l’assemblea ordinaria e straordinaria per il 15 aprile. Oltre all’ approvazione del bilancio, alle politiche di remunerazione e ai piani di incentivazione a lungo termine per il triennio 2026-2028, i soci saranno chiamati anche a dare il via libera al buyback fino a 400 milioni promesso dopo il closing di Sparkle e ad autorizzare il raggruppamento delle azioni 1 a 10 annunciato in occasione dei risultati preliminari del gruppo. La conversione delle azioni di risparmio è già stata autorizzata dall’assemblea dei soci a fine gennaio.

Il ritorno al dividendo nel 2027

Il raggruppamento azionario nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 esistenti, deliberato a marzo 2026 insieme ai risultati dell’esercizio 2025 mira a dare maggiore stabilità al titolo, riducendo il numero totale di azioni a circa 2,13 miliardi, e si inserisce in una strategia di ottimizzazione del capitale. L’obiettivo è quello di ridurre la volatilità del titolo, contrastando l’effetto “penny stock” (prezzo unitario molto basso) e facilitando la stabilità del valore.

In generale , l’operazione accompagna il ritorno alla remunerazione degli azionisti, con un piano di buyback da 400 milioni di euro e la previsione di un possibile ritorno al dividendo nel 2027