Titolo Leonardo: boom di buy post annunci. Ordini per 142 mld nel piano al 2030
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Il titolo Leonardo scatta in testa al Ftse Mib, con un rialzo di oltre l’8,5% dopo la presentazione dei risultati definitivi per il 2025, il dividendo in rialzo di circa il 20%, la guidance per il 2026 e un aggiornamento del suo piano al 2030.
“Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future“. Così Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, commentando l’aggiornamento del business plan.
Ieri il big della difesa ha compiuto un ulteriore passo per rafforzarsi nella cybersecurity con la sigla di un accordo vincolante per l’acquisizione della società britannica Becrypt.
Il piano al 2030 e Michelangelo Dome
Cybersecurity, HPC, AI e dati costituiscono la spina dorsale della futura traiettoria di Leonardo che ha presentato oggi l’aggiornamento del piano industriale al 2030. Nel dettaglio, sono attesi ordini cumulati a 142 miliardi di euro (con una crescita media annua del 6,1%) e ricavi cumulati a 126 miliardi (cagr 2025-2030 +9%). Il gruppo guidato da Roberto Cingolani, che illustrerà oggi a Roma il piano, punta a raggiungere i 30 miliardi di euro di ricavi nel 2030, un Ebita di 3,59 miliardi e un free cash flow operativo a 2,06 miliardi.
Leonardo sottolinea che il piano Industriale 2026-2030 prosegue la strategia di crescita virtuosa tracciata negli ultimi tre anni: ovvero diventare una “One Company” multinazionale con una visione industriale chiara, integrata e internazionale. Inoltre, l’aggiornamento del Piano al 2030 “risponde a un nuovo contesto in cui le minacce sono cambiate per natura, velocità e scala. Missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi cyber aumentano incertezza e complessità operativa, imponendo un cambio di paradigma: la sicurezza non riguarda più soltanto il perimetro tradizionale della difesa, ma investe direttamente la continuità economica e sociale dei Paesi”.
Le stime, spiega ancora una nota, “confermano la dimensione della fida” e si basano su una previsione di budget globale per la sicurezza in aumento da 0,4 trilioni di dollari nel 2020 a oltre 1 trilione nel 2030 e su un impatto economico del cybercrime in aumento da 1 trilione di dollari all’anno nel 2020 a 1 trilione di dollari al mese nel 2030. Leonardo punta così a diventare nel 2030 un “player della sicurezza globale”.
Tra i punti chiave del piano Michelangelo Dome che Leonardo definisce la “concreta applicazione della visione industriale del Gruppo”: piena interoperabilità e interconnessione delle tecnologie in tutti i domini. Si stima che Michelangelo Dome possa sbloccare 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030, inclusi nel piano industriale aggiornato, ed ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035, con ricadute attese su elettronica, cyber, droni, piattaforme ad ala fissa e rotante, integrazione di piattaforme, HPC/AI e nuovi sistemi spaziali.
Conti 2025, dividendo in rialzo
Il consiglio di amministrazione di Leonardo ha esaminato e approvato all’unanimità anche i risultati per l’anno 2025, confermando i risultati preliminari resi noti lo scorso 25 febbraio, e la guidance per il 2026. Per il gruppo della Difesa il 2025 si è chiuso con un utile netto adjusted di 1,015 miliardi di euro (+18,6% a/a) e un risultato netto che è salito del 15,1% a 1,33 miliardi. I ricavi sono aumentati del 9,8% a 19,5 miliardi di euro e l’Ebita si è attestato a 1,75 miliardi (+14,9% a/a).
Per il capitolo cedola, il board di Leonardo ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,63 euro per azione (+21% rispetto al 2024), al lordo delle eventuali ritenute di legge. Tale dividendo, indica la società, verrebbe posto in pagamento a decorrere dal 24 giugno 2026, con “data stacco” della cedola n. 16 coincidente con il 22 giugno 2026 e “record date” coincidente con il 23 giugno 2026.
“Sulla base dei risultati del 2025 e alla luce dell’indirizzo del Piano Industriale 2026-2030, il Gruppo è proiettato su un percorso di forte crescita, accompagnato dal rafforzamento della profittabilità e della generazione di cassa”, spiega Leonardo in una nota. Sulla base delle correnti valutazioni degli impatti della situazione geopolitica anche sulla supply chain, sui livelli inflattivi e sull’economia globale, fatti salvi eventuali ulteriori significativi effetti, Leonardo prevede per il 2026, a parità di perimetro, ordini per circa 25 miliardi rispetto ai 23,8 miliardi del 2025, ricavi per circa 21 miliardi e un Ebita di 2,03 miliardi.