Notizie Notizie Italia Snam lancia il nuovo piano da 14 miliardi, per gli azionisti il 4% annuo fino al 2030

Snam lancia il nuovo piano da 14 miliardi, per gli azionisti il 4% annuo fino al 2030

5 Marzo 2026 10:37

Nel bel mezzo della nuova crisi energetica causata dalla guerra tra Usa e Iran, Snam chiude il 2025 sopra le previsioni con ricavi e utile netto in crescita significativa e lancia il nuovo piano – il primo dell’ad Scornajenchi – che prevede al 2030 investimenti record per 14 miliardi di euro. E un dividendo in crescita del 4% annuo fino al 2030, offrendo un rendimento del 4,75%.

In merito al conflitto in corso, l’ad ha detto che “Snam continuerà a monitorare da vicino gli sviluppi sia in Medio Oriente che in Ucraina, valutandone le potenziali implicazioni. Al momento, non sono stati identificati impatti materiali per Snam riconducibili a questi eventi in relazione alla gestione delle attività operative o all’esecuzione del programma di investimenti”.

Il titolo ha aperto la seduta in crescita dell’1,68% a 6,47 euro.

I numeri

Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi totali per 3,885 miliardi, in aumento dell’8,9% rispetto ai 3,568 miliardi del 2024. L’ebitda adjusted è salito a 2,969 miliardi (+7,8%), mentre l’utile netto adjusted ha raggiunto 1,422 miliardi, in crescita del 10,3%.  Gli investimenti complessivi dell’esercizio sono stati pari a 2,758 miliardi, mentre l’indebitamento finanziario netto si è attestato a 17,5 miliardi, livello inferiore alla stime.

La crescita è stata sostenuta principalmente dall’aumento della Rab tariffaria, quindi delle attività regolate, arrivata a 26,2 miliardi di euro (+8,3%), grazie agli investimenti nel trasporto e nello stoccaggio e all’ingresso di nuovi asset come Stogit Adriatica e la Fsru di Ravenna.

La remunerazione

Vola il dividendo che sale del 4% con una dividend policy confermata anche nell’arco di piano

Sulla base dei risultati conseguiti, il consiglio proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo complessivo per l’esercizio 2025 pari a 0,3021 euro per azione, in aumento del 4% rispetto al 2024: offre un rendimento del 4,75%, ben oltre il tasso del Btp 10 anni al 3,46%.

Il dividendo include un acconto di 0,1208 euro per azione, già pagato a gennaio 2026, e un saldo di 0,1813 euro per azione che sarà messo in pagamento dal 24 giugno 2026 (stacco cedola il 22 giugno).

Il gruppo ha confermato la dividend policy del nuovo piano industriale, che prevede una crescita del dividendo per azione del 4% annuo fino al 2030 con un payout massimo dell’80%, garantendo una remunerazione stabile e crescente agli azionisti lungo l’arco del piano.

Le linee del piano

Il nuovo piano industriale prevede 13,7 miliardi di euro di investimenti netti (14,4 miliardi lordi), circa il 10% in più rispetto al piano precedente. La parte del leone delle risorse sarà destinato ad attività regolate, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e la flessibilità del sistema energetico: 9,2 miliardi per il potenziamento della rete di trasporto gas; 2,1 miliardi per lo sviluppo degli impianti di stoccaggio; 1 miliardo per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione in OLT; 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 a Ravenna; 200 milioni per lo sviluppo della dorsale nazionale dell’idrogeno; circa 380 milioni complessivi per biometano ed efficienza energetica; 1 miliardo per innovazione digitale ed energy tech.

Le tre leve

Il piano si basa su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio e un programma di asset rotation che individua opportunità per circa 3 miliardi di euro tra dismissioni di asset non core e acquisizioni mirate.  Una strategia che dovrebbe portare Snam a una crescita media annua della Rab del 5,7%, fino a circa 34,5 miliardi di euro entro il 2030. L’ebitda adjusted è atteso salire a circa 3,8 miliardi, con un tasso annuo medio di crescita (cagr) del 5,4%, mentre l’utile netto adjusted dovrebbe crescere con un tasso medio del 4,5% annuo.

L’indebitamento finanziario netto è previsto in aumento fino a circa 23,8 miliardi di euro nel 2030, principalmente per sostenere il programma di investimenti e la distribuzione dei dividendi.

Il gas nel 2025

Il gas continua a svolgere un ruolo fondamentale.L’epoca in cui era considerato il nemico da eliminare è giunta al termine. È stato proprio questo approccio fuorviante a trascinare l’industria europea in una spirale di crisi” ha affermato l’ad, aggiungendo che “il gas, a differenza di altre fonti energetiche, offre maggiore flessibilità e competitività e può essere stoccato per lunghi periodi”. Secondo l’ad, “la domanda di gas è rimarrà sostanzialmente stabile e resiliente fino al 2035”, sostenuta dai consumi industriali, dalla generazione elettrica a gas in sostituzione del carbone e dalle esigenze di bilanciamento legate all’integrazione delle fonti rinnovabili. I flussi di esportazione sono attesi in aumento, fino a raggiungere circa 7 bcm a partire dal 2030, rafforzando il ruolo dell’Italia come hub meridionale del gas per l’Europa.

Nel 2025 la domanda di gas in Italia è salita a 63,42 miliardi di metri cubi (+2% su base annua), mentre i volumi rigassificati dagli asset Snam hanno raggiunto 7,73 miliardi di metri cubi, in forte aumento grazie all’entrata in funzione della Fsru di Ravenna. Il gruppo continua a puntare sul rafforzamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e rigassificazione per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti.

“Guardando ai flussi di approvvigionamento, abbiamo registrato un cambiamento rilevante: le importazioni via gasdotto sono diminuite, ma sono state più che compensate dalle importazioni di gas naturale liquefatto che hanno coperto il 32% della domanda totale. Questa crescita è stata sostenuta dal ritorno a piena operatività del terminale Olt di Livorno e dall’avvio del nuovo terminale di Ravenna” ha detto Scornajenchi. “L’aumento della capacità operativa del Lng contribuisce in modo significativo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, un elemento cruciale nell’attuale contesto geopolitico complesso”.

Oneri del Dl Energia

Il decreto energia approvato dal governo a febbraio introduce un aumento temporaneo dell’aliquota Irap per il settore energetico, che per Snam potrebbe tradursi in oneri stimati in circa 40 milioni di euro annui nel 2026 e nel 2027.

Livorno al 100%

Snam è salita al 100% del rigassificatore di Livorno (Olt) per 129 milioni. Lo annuncia il gruppo che ha completato l’acquisizione della partecipazione del 48,24% detenuta da Igneo Infrastructure Partners e ha sottoscritto un accordo con Golar Offshore Toscana per l’acquisizione della partecipazione residua del 2,69% in Olt. Il rigassificatore è operativo dal 2013 e – sottolinea Snam – ” contribuisce alla sicurezza del sistema energetico italiano attraverso la Fsru (nave rigassificatrice) situata a circa 22 km al largo di Livorno, con una capacità di rigassificazione annua complessiva di circa 5 miliardi di metri cubi, pari a quasi l’8% della domanda complessiva di gas in Italia.

Oltre a Olt, Snam detiene partecipazioni di controllo in tutti i terminali di rigassificazione attivi in Italia, tra cui il 100% del terminale costiero di Panigaglia (La Spezia), operativo dal 1971, il 30% del terminale Adriatic Lng al largo di Rovigo, operativo dal 2009, il 100% del rigassificatore galleggiante Italis, operativo dal luglio del 2023 nel porto di Piombino (Livorno) e il 100% di Bw Singapore, operativo dal maggio del 2025 al largo di Ravenna.