Notizie Notizie Italia Silurato Lovaglio, è corsa a tre per la guida di Mps

Silurato Lovaglio, è corsa a tre per la guida di Mps

4 Marzo 2026 08:23

Non un fulmine a ciel sereno, ma l’estromissione di Luigi Lovaglio dalla lista del cda di Monte dei Paschi di Siena che sarà presentata oggi pomeriggio alla riunione del board.

Trattative serrate e la decisione di cambiare

Le rosa dei 20 nomi che saranno portati in assemblea il 15 aprile per il rinnovo di vertici e cda non comprenderà quindi l’attuale ceo che ha portato avanti negli ultimi tre anni il completamento del risanamento della banca e soprattutto l’importante operazione su Mediobanca.

Il siluramento del banchiere lucano si è consumato ieri durante il comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi e chiamato ad affinare le candidature da sottoporre al cda. Stando a quanto riportato stamattina da vari quotidiani la riunione del comitato nomine si è protratta fino a sera con un clima di tensione legato proprio alla riconferma o meno di Lovaglio.

Dopo la formalizzazione di oggi in cda, la lista di 20 candidati al nuovo board dovrà essere inviata alla Bce che andrà ad esprimersi anche su tutto l’iter compiuto dalla banca nel suo iter che porterà al rinnovo della sua governance. La deadline per l’invio è venerdì.

I perché della rottura

Mps è fresca della presentazione del nuovo piano firmato proprio da Lovaglio e che ha visto un’accoglienza molto fredda da parte del mercato. Già nelle scorse settimane si era discusso circa i dissidi tra il banchiere e alcuni soci di punta, in particolare Francesco Gaetano Caltagirone, circa le sorti di Mediobanca con Lovaglio che ha insistito sull’opzione delisting.

Ma a indirizzare verso un cambio al vertice potrebbe essere stata anche l’inchiesta sul presunto concerto per scalare Mediobanca. Lovaglio risulta indagato, insieme a Francesco Gaetano Caltagirone e al presidente di Delfin, Francesco Milleri, entrambi azionisti di Mps.

Come detto, l’estromissione di Lovaglio non avrebbe trovato tutti d’accordo, a partire da Delfin, socio al 17,5% di Mps, che ha a più riprese difeso il suo operato; anche le casse di previdenza, come l’Enpam ed Enasarco, presenti nel capitale del gruppo senese rispettivamente con l’1,3% e quasi il 2% del capitale, sono pro-Lovaglio.

Toto successione, corsa a tre

Adesso è già tempo di ragionare sul nuovo capitolo della banca senese e chi andrà a prenderne le redini. Dal comitato nomine dovrebbero arrivare oggi in cda anche le indicazioni sui candidati che hanno le caratteristiche più idonee per assumere il ruolo di ceo.

I papabili per la poltrona di ceo sono tre. Tra i favoriti spicca l’ex Unicredit Carlo Vivaldi, così come Fabrizio Palermo, ad di Acea e uomo di fiducia di Caltagirone. Il mandato di Palermo alla guida di Acea scade proprio in primavera.

Il terzo potenziale incomodo è Corrado Passera, fondatore di Illimity ed ex numero uno di Intesa Sanpaolo. Il banchiere con un passato anche alla guida di Poste è intervenuto ieri al Congresso Fabi limitandosi a dire in maniera sibillina che su Banca Mps “quando ci sarà qualcosa da commentare la commenteremo”.

Per il ruolo di presidente appare invece probabile la riconferma di Nicola Maione.